20 Gen 2020

AUSTRALIA - parte prima - da Sydney ad Adelaide

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DA SYNEY AD ADELAIDE

 

Atterriamo puntualissimi poco dopo le 8 della domenica mattina.
Sydney ci accoglie sotto un cielo nuvoloso. La stanza in hotel non è ancora pronta quindi lasciamo i bagagli in reception e cominciamo subito la visita della città.
Nel corso dei tre giorni e mezzo in cui facciamo base qui, giriamo un po' ovunque. Sydney è splendida, 'facile' da usare. Le persone sono gentili. Il sole ogni tanto si decide a fare capolino. Siamo fortunati, non fa caldissimo. Ci sono poco più di 20 gradi, niente a cui vedere con i 40 di cui parlavano i notiziari in Italia! E Sydney non sta bruciando. E la gente non va in giro con le mascherine...
Bella, bella, bella. Poco più di 200 anni di storia, case dell'epoca che si mischiano con architetture modernissime ed il risultato è molto piacevole. Lusso, tanto. Ristoranti, hotel. Ma anche situazioni per le nostre tasche. I bus. Il biglietto si paga con la carta di credito. La passi davanti al lettore del chip quando sali e la ripassi prima di scendere. Tranne che per la Circular Line che è a tariffa fissa e basta fare la lettura quando si sale. La vita di giorno si svolge sul Mall e nella zona tra il Bridge e l' Opera House. Di notte si sposta al Darling Harbour, con i locali della Marina illuminati e pieni di gente. E poi c'è la grandissima Chinatown, piena a tutte le ore.
Poco distante dalla città e raggiungibile con mezz'oretta di bus, visitiamo Bondi Beach e percorriamo la Coastal Walk fino a Coogee. Si tratta di una piacevole camminata di quasi sette km che unisce cinque spiagge. Chi preferisce lasciare le onde al surfisti può nuotare nelle piscine incastrate nel mare, su tutte le Iceberg Pools. Niente ombrelloni e niente lettini. Mai in questo litorale. Solo sabbia, onde e surfisti.
A 150 km da Sydney visitiamo la Hunter Valley, zona di produzione vinicola. Tre cantine per un totale di venti assaggi... Decidiamo così che il vino fiore all'occhiello della zona, il bianco Semillon, non è un granchè. Buono il vermentino Arneis, buono il rosso Shiraz, entrambi della cantina Savannah Winery. Sempre nella vallata, nel paesino di Pokolbin, tanto formaggio e tanto cioccolato, compresi i maccheroni al cioccolato... Cosa dire di questi vini? Decisamente meglio i cileni e gli argentini. Decisamente meglio la cantina Savannah rispetto alla Lobloch e alla Enstern.
L'ultima mattina a Sydney ci regala un bel sole. Camminiamo fino alla Walsh Bay, zona portuale riqualificata e diventata di lusso. Raggiungiamo passando per il Darling Harbour i Botanical Gardens, enormi e molto belli, pieni di aree con panchine per riposare e rilassarsi. Camminiamo fino al Maquarie Point per un ultimo colpo d'occhio sull'Opera House e sul Bridge. Ultima passeggiata al Giardino Cinese dell'Amicizia, pieno di fontane frequentate da famiglie con bambini che si divertono approfittando dei giochi d'acqua.
Central Station, binario 3. Treno Indian Pacific in partenza per Adelaide...

In Australia ci sono tre treni a lunga percorrenza organizzati in stile 'Orient Express'. Fedeli all'idea di non usare voli interni per spostarci durante il nostro viaggio, decidiamo di raggiungere Adelaide partendo da Sydney con uno di questi treni: l'Indian Pacific.
Venticinque ore di viaggio.
Lo staff ci aspetta sorridente al binario 3 della Central Station. Pantaloni scuri, camicia a righe e cappello che ricorda quello dei cowboy. Consegnamo il bagaglio da stivare. Nell'attesa di salire a bordo, viene organizzato un rinfresco con tanto di musica dal vivo sul binario. La nostra cabina non è grandissima ma per le 25 ore di viaggio andrà più che bene. Ci siamo solo noi e abbiamo anche il bagno privato. Dormiremo in cuccetta... la cabina con il letto matrimoniale costa troppo!
Il treno è pieno. L'imbarco viene effettuato da due binari diversi, per permettere a tutti i vagoni di stare in stazione. Parte prima la parte di convoglio del binario 1 e poi la nostra. Appena fuori Sydney i due convogli vengono agganciati dando origine d un unico treno lungo un chilometro! Il treno dovrà percorrere quasi 4500 km per raggiungere Perth, noi scenderemo ad Adelaide, dopo circa 1500 km.
Quando non è aperto il vagone ristorante e non si vuole stare in cabina, si puù stare nel vagone bar. Ci sono divanetti e tavolini. Al bar servono snacks e ogni sorta di bevanda, dal gintonic agli ottimi rossi della Barossa Valley. Durante la cena la nostra cabina viene preparata per la notte, con le comode cuccette con materasso, lenzuola e cuscini. Durante la colazione la cabina riprende l'aspetto 'da giorno' e il lungo e soffice sedile che sembra un divanetto ricompare.
Si mangia bene e la carrozza ristorante ha un chè di elegante. E' la sera di Natale e troviamo come segnaposto un piccolo omaggio. La notte passa tranquilla. Il leggero dondolio del treno che avanza sulle rotaie concilia il sonno.
La partenza dal doppio binario ci ha fatto resgistrare un po' di ritardo sulla tabella di marcia e abbiamo solo 40 minuti per sostare al paesino di Broken Hill. Scendiamo e visitiamo la cittadina mineraria resa celebre dal film 'Priscilla Regina del Deserto'. Risaliamo a bordo e riprendiamo il viaggio.
Il paesaggio fuori dai grandi finestroni scorre sempre uguale. Erba resa gialla dalla siccità che sta colpendo da mesi l'Australia e boschi bruciati da poco nella zona sud delle Blue Mountains.
Tra cena, notte, colazione, pranzo e chiaccherate al vagone bar le ore sul treno volano via ed è già tempo di scendere. Siamo in pochi a terminare il viaggio ad Adelaide e quasi un po' dispiace non proseguire. Ma... il Southern Australia ci aspetta...
L'impatto con la città appena scesi dal treno è strano. Fa caldissimo. Non ci sono grattcieli. Niente strade intricate, solo una grande griglia quadrata di un miglio di lato chiusa tra le vie North, South, East e West Terrace. Al centro, Victoria Square, e poco distante dalla piazza e molto vicino alla Chinatown c'è il nostro albergo. Ci arriviamo in taxi. Fa troppo caldo per affrontare a piedi con i duffel in spalla i due km che separano il Parkland Terminal dall'alloggio Breakfree Director Studio.
Sono le 16.30. Il titolare del Breakfree ci omaggia dell'upgrade in una stanza più grande. Lasciamo i bagagli in camera e andiamo alla fermata del tram in Victoria Square. Prendiamo al volo il tram per Glenelg, cittadina di mare a pochi chilometri da Adelaide. Non si paga nulla fino al confine meridionale della città. Poi è obbligatorio il biglietto che si fa sul tram con la carta di credito. Circa 7 euro per andare e tornare. Con noi sul tram c'è un aborigeno in deciso sovrappeso e dall'aria malaticcia. Sternutisce e sputa. Anche sul sedile. Però poi ha l'accortezza con la sua manona di pulire...
Il tram impiega quasi mezz'ora per raggiungere la costa. Glenelg è una Babele! Giostra panoramica. Locali ovunque. Pieni. Gente ovunque.
La spiaggia è completamente diversa da Bondi Beach e dalle altre baie del litorale di Sydney. Niente onde, nessun surfista. La Polizia a cavallo trascina via un ubriaco. Il Pier è pieno di pescatori. Sembra di essere in un posto di mare inglese. L'acqua è decisamente più calda che a Bondi, ma anche qui lascio l'onore del bagno ad altri.
Santo Stefano. Cerchiamo un posto in cui cenare. Escludendo i ristoranti orientali e le catene, resta come opzione solo una sorta di pizzeria. Sono le 20.10. Ci dicono che dobbiamo ordinare in fretta. Oggi è una Public Holiday e la cucina chiude alle 20.30. E il locale chiude alle 21. E si paga un 10 % in più, sempre per via del giorno festivo.
Dopo cena torniamo al molo per ammirare il cielo reso rosso fuoco dal tramonto.
E' ora di rientrare ad Adelaide. Non prima però di avere fotografato la coppia che sta dormendo da chissà quanto sul marciapiedi con intorno una montagna di peloches e con i piedi che fuoriescono dalla copertina. Piedi che forse non sono mai stati lavati...
Riprendiamo il tram. Non c'è l'aborigeno che sputa, ma c'è una rossa talmente tanto curata nei dettagli di trucco e abbigliamento da risultare quasi finta. Ah sì... è finta. Meglio scrivere pacchiano, al maschile. Scesi dal tram ci precede, barcollando sui tacchi.
Rientriamo in hitel. La sensazione di sicurezza che c'era a Sydney qui ad Adelaide manca un po'.
La mattina però la città fa un altro effetto. Approfittiamo di un paio di ore libere prima di andare a Cleland per fare colazione al Central Market. Compriamo anche due panini per il pranzo. Sono enormi. E devono esserlo dato che ci costano ben 26 euro! Usciamo dal miglio quadrato per visitare l'Oval, il grande e famoso stadio cittadino. La città in questa zona si sviluppa intorno al fiume, con un bel parco molto verde.
Mentre aspettiamo Mike davanti all'hotel evitiamo di dare confidenza all'ennesimo balordo barcollante. Ok. Mai abbassare la gaurdia qui.
Mike ci accompagna a Cleland, ad una ventina di km da Adelaide. Sostiamo prima sulla vetta del Monte Lofty per le foto di rito. 700 metri di altezza, la cima più alta delle Adelaide Hills. Ci saremmo dovuti arrivare a piedi, ma le temperature troppo alte hanno obbligato le varie agenzie a cancellare i trekking. 40 gradi.
Cleland è una grande area protetta in cui vivono tanti animali. Centinaia di canguri, koala arrampicati sugli alberi, wallaby, dingo, emus, pappagalli colorati e tanti altri uccelli.
Rientriamo ad Adelaide. Mike è così gentile da portarci in hotel gli occhiali che Stefano ha dimenticato sul pullmino e rifiuta persino la mancia.
Usciamo. Come a Sydney, anche qui c'è un Mall, che è una strada chiusa al traffico piena di negozi e attività. Barbiere compreso. Taglio esotico per Stefano anche qui in Australia. Fotografo la vera attrattiva del Mall: le staute di quattro maialini di bronzo uno dei quali rovista nella spazzatura.
Ceniamo un po' fuori zona alla Trattoria, ristorante italiano che nei decenni 80-90 deve avere vissuto grandi splendori. Le pareti sono piene di foto che ritraggono il gestore con i piloti di F1. Riconosciamo Mansell, Senna, Prost. Fino al 1994 infatti il GP di Australia si teneva qui ad Adelaide... Mangiamo bene. Lasciamo anche la mancia. Adesso meglio andare a dormire, domani mattina si parte presto...

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