02 Feb 2020

Australia parte seconda Outback

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Durata del viaggio

Periodo dell'anno

Range di spesa

Adatto a Avventurieri

Il deserto australiano.
Sempre fedeli alla folle idea di volere visitare questo immenso Paese via terra... saliamo sul truck di Craig insieme ad altri 12 viaggiatori per affrontare i tantissimi km che separano Adelaide da Uluru per poi arrivare fino ad Alice Springs. Sei giorni di viaggio, che col passare delle ore si fa sempre più amazing!
Abbiamo sfoderato capacità di adattamento che nessuno di noi pensava di avere. Abbiamo collaborato a tutto: praparazione pasti, organizzazione e smantellamento campi e cucine, lavaggio piatti. Acquisto birre. Abbiamo affrontato col sorriso l'emergenza fulmine durante la tempesta, con l'evacuazione obbligata in seguito all'incendio che si era sviluppato. Craig ha passato la mezzanotte di San Silvestro al telefono con la Police per via di un intruso che si aggirava nel camp. Abbiamo viaggiato sul pullmino per 2500 km ammirando la terra rossa ai lati della Highway che ci ha sempre accompagnati. Il rifornimento di acqua nella Clare Valley, che per la verità sarebbe zona di vini... Il silo dipinto a Wirrabarra... L'entrata nel Remarkable NP e l'inizio delle Flinder Ranges. Melrose, cittadina che quasi rischi di non accorgerti che c'è tanto è piccola. Il trekking di 9 km nella Alliogator Gorge affrontato alle due del pomeriggio con 40 gradi di temperatura. Il serpente tigre che abbiamo visto solo Stefano ed io. La piscina di Quorn in cui ci infiliamo per tentare di abbassare la temperatura corporea cercando un po' di adattamento al caldo dell'Outback.
La prima notte del tour la passiamo dentro a dei container. Sono molto piccoli, giusto lo spazio necessario per due o tre letti a castello. Fa caldissimo. Dopo cena la forte pioggia sulla tettoia di lamiera ci da quasi l'idea della grandine.
Ci alziamo alle 4. Il cielo è meraviglioso, pieno di stelle. Fin dal primo risveglio riusciamo ad essere operativi in un'ora. 600 km da percorrere in questo secondo giorno per raggiungere Coober Pedy. Il paesaggio ricorda un po' il Namib sudafricano. Terra rossa. Piccoli cespugli bassi che cercano di resistere al grande caldo e qualche alberello. La Highway taglia a metà il Paese salendo verso nord. Qualche canguro morto qua e là sul ciglio della strada probabilmente investito nel buio della notte. Anche oggi 40 gradi.
Coober Pedy, la città degli opali, la città sotterranea. Si vive sottoterra per sfuggire al grande caldo. Anche noi dormiamo in un alloggio sotterraneo, come fanno i minatori. Letti a castelli anche qui, un paio in ogni nicchia. Si sta bene. Dopo i container di ieri qualunque cosa parrebbe di lusso! Sottoterra... 21 gradi.
Usciamo per visitare la miniera di opali e l'orfanotrofio dei canguri. Mangiamo la pizza da John e per una volta non dobbiamo lavare i piatti. Tramonto sulla collinetta che sovrasta la miniera e poi bella dormita negli alloggi sotterranei. Abbiamo adirittura lenzuola e cuscini!
Terzo giorno. 800 km. Come dichiara Craig, sempre dritto per 400 km poi voltiamo a sinistra. Lasciamo il South Australia ed entriamo nel Northern Territory. Il paesaggio continua uguale. Nel mezzo del nulla sostiamo all'area ristoro della Kulgera Roadhouse. La sua galleria d'arte si narra sia la più economica dello Stato. Cuciniamo hotdog. Obblighiamo il clan degli anglossassoni a cambiare almeno una volta l'acqua della bacinella durante il lavaggio piatti anche perchè come d'abitudine (loro) non si sciacqua via la schiuma del detersivo. Il fuso orario intanto cambia. Spostiamo l'orologio indietro di trenta minuti.
Notte a KIng's Canyon. Bagagli scaricati. Swags pronti per la prima delle tre notti sotto le stelle. Cucina sistemata. Cena quasi pronta. Magnifico tramonto reso ancora più bello da certi nuvoloni scuri. In lontananza pare piovere. Una tormenta... Non accadeva da mesi. In un niente siamo colpiti dalla violenza dell'acqua e del vento. Non c'è modo di ripararsi, l'aria cambia continuamente direzione. In fretta e bagnandoci come pulcini buttiamo zaini e sacchi a pelo sul truck. Dieci minuti, forse quindici. Poi tutto passa. Splende la luna in cielo. Mangiamo in attesa di decidere come passare la notte. Craig si consulta con un ranger, lo stesso ranger che al nostro arrivo aveva garantito che non sarebbe mai piovuto stasera. Un fulmine ha colpito un albero e si è sviluppato un incendio. Meglio spostarci a dormire nel recinto dei cammelli, sotto la tettoia. Anche perchè dovrebbe ricominciare a piovere. E così è, anche se con meno violenza. Intanto ci accampiamo. Ci infiliamo negli swags e dormiamo. Più o meno tranquilli.
Altra sveglia alle 4. Nel giro di un'ora abbiamo già fatto colazione, chiuso i duffel e caricato tutto sul truck. Cibo, stoviglie, cisterna dell'acqua, bagagli...swags... tutto.
Splendido trekking al Kings Canyon. Giornata bella, c'è il sole e non fa ancora troppo caldo. A metà di questo quarto giorno di viaggio arriviamo ad Yulara, avamposto per chi vuole visitare Uluru. Ayers Rock. Il roccione rosso! L'enorme monolite che si trova al centro dell'Australia. Cena con vista. Silenzio. Parla l'Australia. San Silvestro. Rientriamo al nostro camp e cerchiamo di resistere svegli fino alla mezzanotte. Per ingannare il tempo saliamo sulla collinetta ad ammirare la Via Lattea. Siamo in piedi da oltre 20 ore. Finalmente arriva l'ora del brindisi. Due bottiglie in 14, e non riusciamo a finirle. Ottimo. Possiamo infilarci negli swags e dormire.
Alba. Il gallo sta cantando. L'albero davanti a noi è pieno di pappagallini colorati. Buon Anno.
Katakjuta. 41 gradi. Le Olgas. Trekking nella gola. Bello. Più tardi, Mala Walk, finalmente posso toccare il roccione con le mani. Altra camminata sull'altro versante del monolite. I Graffiti. Rientriamo al camp. Piscina. Tramonto. Pollo alla messicana per cena. Noi italiani decidiamo di prendere in mano la situazione lavaggio piatti. Risciacquo compreso. Spostiamo gli swags sulla collina per passare l'ultima notte tutti insieme il più possibile vicini alla Via Lattea e lontano da ogni luce. E' uno spettacolo. Incredibile poter vivere certe esperienze.
Solita sveglia alle 4. Come una macchian da guerra perfettamente oliata in un'ora e 8 minuti siamo già scesi dalla collina, swags arrotolati, sacchi a pelo imbustati, colazione fatta, camp smantellato, cucina sistemata, truck caricato.
Ultimo giorno di tour. Mentre albeggia... Base Walk, 10 km intorno ad Uluru. Si sta bene. Temperatura ancora accettabile. E' ora di salutare il roccione e di sorridere al pensiero di avere lasciato qui sulla sabbia rossa le nostre impronte. Iniziamo il lungo viaggio verso Alice Springs. 450 km. Sostiamo al Salt Lake. Avvistiamo la sagoma del Mount Konnan. Fa caldissimo. 43 gradi, la sabbia scotta, l'asfalto brucia.
Alice Springs. Salutiamo i compagni di avventura. E dopo il container, dopo il letto a castello sottoterra, dopo le notti in sacco a pelo... l'hotel Hilton. Stanza enorme, letti grandi. Uno a testa. Saponette, tante. Asciugamani soffici. Piscina grande. Idromassaggio. Wow.
Ultimo giorno nell'Outback. Ci aggreghiamo ad un gruppo di Wayoutback Australian per visitare le West McDonnel Ranges. Finke River, Orniston Gorge, Glen Helen Hole, Ochre Pitts, Ellery Creek BIg Hole. Tutto splendido. La giornata vola via, tra bagni rinfrescanti nelle piscine naturali e brevi passeggiate. Fa caldissimo. Rientriamo ad Alice Springs. Quasi 400 km percorsi oggi. Da bravi viaggiatori facciamo 5 km a piedi sotto il caldo per visitare la città. Birra al Diplomat. Rientro all'HIlton. Piscina. Cena.
Finisce così la nostra settimana nel Cratere Rosso. Tanto bella quanto avventurosa. Insomma... amazing!

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