"Bienvenue chez les ch'tis" è il titolo del film francese tradotto in italiano come "Giù al nord" e ben si addice alle mie piccole vacanze nel settentrione della Francia.

Troppo spesso siamo abituati ad identificare i cugini d'Oltralpe con Parigi, il suo fascino e la presunta boria dei suoi abitanti; esistono però anche zone meno conosciute pronte a smentire gli abituali clichés sui francesi. Gli abitanti di questa zona - denominati appunto ch'tis per il loro accento - vengono infatti considerati come i più solari ed ospitali dell'intero paese e, per l'esperienza che ho vissuto, non posso che confermarlo! 

Il mio viaggio comincia dall’aeroporto di Pisa verso quello di Charleroi con successivo bus destinato a Lille, città vicina al confine belga e considerata la Capitale du Nord, dove la simpatica ed accogliente Leila – ragazza francese conosciuta grazie a quel formidabile motore di incontri chiamato Couchsurfing – mi ospiterà per la durata di tre notti.

La città mi colpisce subito in positivo per la sua briosa aria emanata da numerosi studenti universitari in giro per strada e per l’allestimento nella Grande Place, cuore pulsante lillois, di un albero natalizio affiancato da una enorme ruota panoramica ovviamente presa da assalto da numerosi enfants accompagnati dai genitori. A proposito, questo luogo in realtà si chiama Place Charles de Gaulle, in onore al personaggio più celebre nato a queste latitudini, ma i suoi abitanti sembrano non farci caso.

Inoltre, a due giorni dal mio arrivo, ici si terrà la prestigiosa finale tennistica della Coppa Davis proprio tra Francia e Belgio, ed ovunque sono visibili cartelli di benvenuto verso i vicini di confine uniti alle bandiere dei due paesi che sventolano l’una a fianco all’altra. Veramente una bella atmosfera di sportività che si concretizza tra le due distinte fazioni di tifo in canti ma, soprattutto, in abbondanti fiumi di birra e praline di cioccolato nei locali del centro!

Un’impronta belga, più propriamente fiamminga, la si riscontra nelle varie architetture che, evidentemente non contente, richiamano anche all’Inghilterra. Molti edifici costruiti con mattoni rossi, tipici appunto della Perfida Albione e perlopiù ex fabbriche oggi in disuso, testimoniano l’antico legame tra questa parte della Francia e l’industria tessile, un tempo suo propulsore industriale insieme alle miniere di carbone. Passeggiando tra i vicoli della Vieux Lille, il quartiere più antico, è possibile scorgerne ancora.

Forse è proprio per il loro passato operaio, oggigiorno quasi interamente stravolto in favore di servizi e tecnologia, che gli ch’tis si sono mantenuti umili e bendisposti ad aiutarti ogni volta tu chieda loro un’informazione. Onestamente, dopo quattro mesi di vita trascorsi nella frenetica Parigi, tutto ciò non può che provocarmi immenso piacere.

Lille non avrà un monumento simbolo come la Torre pendente a Pisa o lo charme della stessa Parigi, ma nel suo complesso risulta essere estremamente gradevole e vivace. In un giorno la si può tranquillamente visitare, difatti la domenica la trascorriamo a Boulogne-sur-mer, una località marittima non distante da Calais purtroppo profondamente colpita dalla crisi economica e costretta a vivere prevalentemente di pesca e turismo estivo. Come raccontatoci da un autoctono, negli ultimi anni il numero di disoccupati e pensionati ha toccato vertici mai conosciuti prima ed in molti sono costretti a fare le valigie e cercare fortuna altrove.

La giornata è decisamente fresca, ma soleggiata e con un bel cielo terso. Decidiamo di visitare il piccolo, ma davvero grazioso, centro storico interamente circondato da mura medievali - costruite per difendersi dalle scorribande normanne - sulle quali è possibile passeggiare ed ammirare, seppur in lontananza, le bianche scogliere di Dover. All'interno delle mura niente sembra aver subito alcuna mutazione durante il corso dei secoli: i palazzi, il pavimento, i bastioni, tutto sembra riportare indietro nel tempo. Da italiano, mi richiama l'attenzione la Basilica di Notre-Dame, che sembra una piccola San Pietro d'Oltralpe!

Io e Leila abbiamo camminato parecchio e siamo affamati. Scegliamo un piccolo ristorante - neanche a farlo apposta in Rue de Lille - per gustare una pietanza locale, les moules! Io li ordino alla Provenzale, ossia cucinati con dosi abbondanti di legumi, mentre la mia nuova amica li prende con spezie. Entrambi i piatti presentano le classiche patatine fritte di contorno. Non credo di averne mai mangiati di così buoni in tutta la mia vita!

Una volta rifocillati, ci mettiamo in marcia verso la parte sud della città, caratterizzata da una lunghissima passeggiata lungomare sulla quale si affaccia l'acquario Nausicaa che, stando alle voci, dal 2018 diventerà il più grande dell'intera Europa. Facendo i portoghesi, dall'esterno approfittiamo della visione di un bellissimo spettacolo che ha come protagonisti quattro leoni marini impegnati in salti, piroette ed a rispondere ai comandi degli istruttori. Veramente una dimostrazione lampante di quanta empatia possa esserci tra uomo ed animali.

Nel frattempo il vento è notevolmente aumentato e rimanere all'aria aperta è diventato un'impresa ardua. La decisione di rimettersi in viaggio verso Lille prende automaticamente il sopravvento e, contemporaneamente, nella mia testa comincia a balenare il pensiero del rientro a casa. Una leggera malinconia mi assale in quanto mi dispiace dover abbandonare questa terra tanto ospitale nei miei confronti e che ricorderò per sempre con simpatia.

Alla fine dei giochi sono comunque contento perché so di aver stabilito un buon legame con la Francia e sono già pronto ad esplorarne nuove terre!