tripfactor: Carlo Amato

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04 Lug 2018

Bratislava, senza infamia e senza lode...

Slovacchia Bratislava
On the Road
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Durata del viaggio 5 giorni

Periodo dell'anno giugno

Range di spesa Da 1.000€ a 1.500€

Adatto a Tutti

La Repubblica Slovacca (in slovacco Slovensko o Slovenská republika) è una repubblica dell'Europa centrale, con capitale Bratislava. Confina con la Repubblica Ceca a nord-ovest, con la Polonia a nord, con l'Ucraina a est, con l'Ungheria a sud e con l'Austria a sud-ovest. La Repubblica Slovacca e la Repubblica Ceca sono nate il 1° gennaio 1993 dalla divisione pacifica (detta anche separazione di velluto) della Cecoslovacchia che già dal 1990 aveva assunto il nome di Repubblica Federativa Ceca e Slovacca. Al contrario di come spesso accade in stati da poco giunti all'indipendenza, è importante sottolineare come gli slovacchi non abbiano nessun risentimento contro gli ex-compatrioti cechi. Il nome Bratislava è stato deciso da un concorso pubblico. Agli abitanti non piaceva affatto il nome tedesco di Pressburg con cui era definita quando era capitale del Regno d’Ungheria sotto il domino degli Asburgo. In realtà, gli austriaci che a migliaia si riversano a Bratislava ogni fine settimana continuano a chiamarla così. La capitale slovacca, infatti, si trova a 60 km da Vienna, ma anche a 200 da Budapest e a 300 da Praga.

 

22 giugno

Dopo la notte trascorsa a Roma come nostro solito, partiamo da Ciampino alle 15:35 con un volo Ryanair e atterriamo all’ aeroporto Letisko MR Stefànik di Bratislava alle 13:35. Come da programma studiato prima, prendiamo il bus 61, solo con l’ aiuto di una simpatica hostess che parla benissimo l’ italiano e ci aiuta a capire il funzionamento della macchinetta che vende i biglietti, (solo le macchinette alle fermate erogano i biglietti che non si trovano negli esercizi pubblici come da noi, ricordatelo se andate a Bratislava!) Arriviamo alla stazione ferroviaria  Hlavnà Stanica e dopo con il 93 arriviamo al nostro Hotel, anzi il “Botel” Gracia, una struttura alberghiera galleggiante sul fiume Danubio! Molto caratteristica con splendida vista sul famoso ponte!

A titolo informativo il trasporto pubblico è molto efficiente, anche se sovradimensionato secondo me, comprende 9 linee di tram, 13 di filobus e 60 di autobus che funzionano dall’ alba fino alle 23:00, più 20 linee di autobus notturni. Forse una metropolitana era più appropriata. (n.d.r.)  Sistemiamo i bagagli, una sistemata anche a noi e subito all’ ufficio turistico per le informazioni. Domani andremo a Devìn interessante sito a circa 13 km. La temperatura è abbastanza fresca. Torniamo passeggiando sul lungofiume e ceniamo al ristorante dell’ albergo posto sul roof garden: zuppa saporita kuracia polievka (brodo di pollo), pezzi di carne e rezance (tagliatelle) e il famoso piatto nazionale “bryndzové kalusky” un delizioso misto di kalusky (gnocchetti di patate) con bryndza (formaggio morbido di pecora) con cipolle fritte e pancetta. Naturalmente ottima birra slovacca! L’ impatto è esplosivo, cibo per niente leggero! Domani e gli altri giorni a “pranzo” solo un dolcino o un gelato…..

23 giugno

Iniziamo la nostra visita da Ribnè Namestie la piazza vicino al molo a cui è ancorato il nostro hotel-battello è che rappresenta in effetti l’ ingresso del centro storico ovvero la Città Vecchia.

In questa piazza, in memoria di una terribile epidemia di peste del 1713, si erge una colonna con la Santa Trinità su una base triangolare ai cui angoli  ci sono statue di tre santi considerati protettori contro la peste: San Rocco-San Carlo Borromeo-San Andrea. Le statue di St. Stefano, il primo re d'Ungheria e Nostra Signora dell' Immacolata sono poste su due piedistalli laterali. Tali monumenti frequenti in città e villaggi della Slovacchia sono chiamati "pali della peste”.

Arriviamo in Hviezdoslavovo namestie (nome impronunciabile) dedicata a Pavol Országh Hviezdoslav drammaturgo, traduttore e poeta slovacco, per breve tempo deputato al parlamento. Gli studiosi di letteratura lo considerano uno dei più importanti poeti slovacchi di tutti i tempi. All’ inizio c’è la statua di Hans Christian Andersen raffigurato con un cappello in mano, una  lumaca  vicino ai piedi e con un piccolo bambino con in testa un cappello cilindrico sulla spalla sinistra. Il famoso autore di fiabe si fermò a Bratislava dove, per una serie di circostanze (una favola dipinta sulle pareti di una casa e l’incendio che colpì il villaggio di Devin) nacque la “Piccola Fiammiferaia“. Più che una piazza è un grandioso viale alberato con fontane, caffè, bar, ristoranti e una gigantesca scacchiera usata in estate. In questi giorni ospita degli stands di prodotti tipici italiani. C’ è la parte siciliana con i famosi cannoli ma…..non sono quelli genuini….

Sul fondo della piazza si trova la fontana di Zeus che rapisce Ganimede, il Teatro dell’ Opera ed a destra lo splendido edificio “Reduta” in stile eclettico che ospita la Filarmonica. In piazza stazionano i caratteristici “trenini” che effettuano i tours turistici.

Oggi ci aspetta il castello di Devìn (Hrad Devìn). In bus, esattamente il 29 che passa proprio vicino all’ hotel,  arriviamo al sito considerato centro storico e culturale della Slovacchia. L’ insediamento è datato al 5000 a.C. ed è stato dominato da Celti, Romani e Ungheresi fino a Napoleone che lo fece esplodere nel 1809….E’ situato a 212 mt di altezza alla confluenza dei fiumi Danubio e Morava quindi luogo ideale per erigere una fortezza praticamente inespugnabile. Lungo la strada si incontra il “Monumento al 1968” dedicato a coloro che tentarono di attraversare il Danubio per andare ad ovest verso i paesi liberi. Quelli che non annegarono furono fucilati.

Il sentiero che porta in cima è ripido e faticoso da percorrere ma la vista è stupenda sia sui due fiumi che sulla cittadina di Devìn. Il castello ha quattro porte: Devìn, Bratislava, Danubio e Morava e la collina di fronte, Devinska Kobyla,  è un’ area protetta e destinata a parco naturale.

Sul vasto piazzale un pozzo profondissimo! Prima di salire sul punto più alto c’è una bancarella con oggettistica replica d’ epoca medievale come spade, pugnali, scudi gestita da due ragazze in costume. C’ è anche un elmo con tanto di corna, la foto è d’ obbligo!  

La parte più affascinante e particolare del castello è sicuramente la Torre della Vergine, una piccola torre in bilico su una roccia avvolta da un mistero. Si dice, infatti, che una giovane si suicidò buttandosi da questa torre, al seguito dell’ uccisione del suo futuro sposo per mano della sua stessa famiglia che non condivideva l’ unione. Ovviamente è solo una leggenda ma resta però un mistero.  

I lavori di ricerca archeologica hanno portato alla luce numerosi reperti e le fondamenta di una chiesa cristiana del IX secolo con tre absidi e una lunga navata ed i resti di una torre romana del I secolo d.C. Nel 1961, il castello di Devin è stato dichiarato monumento nazionale. All’interno del castello c’è una piccola esposizione di oggetti rinvenuti durante gli scavi, riportando così alla luce una vera e propria fetta di storia tutta da scoprire.

Il ritorno a Bratislava decidiamo di farlo con il battello che percorre il Danubio e che ci fermerà proprio nei pressi del nostro hotel. Da notare che il percorso con corrente a favore dura solo 30 minuti mentre per arrivare da Bratislava controcorrente occorrono 1 ora e 30 minuti! Avvicinandoci vediamo il famoso ponte Most SNP che vedremo tra poco e il Castello e la Cattedrale che visiteremo nei prossimi giorni.

Andiamo al famoso ponte Most SNP (Slovenskè nàrodnè povstanie, ovvero Insurrezione Nazionale Slovacca) nuovo nome del Novi Most (Ponte nuovo) costruito nel 1972 che però porto all’ abbattimento di oltre 200 edifici della Città Vecchia (circa i 2/3 del totale) e dell’ intero quartiere ebraico.  Questo è il primo ponte asimmetrico sospeso ad essere stato costruito in Slovacchia e il secondo di questo tipo al mondo. Il nastro stradale in acciaio è appeso a un unico pilone inclinato, posto sulla sponda destra del Danubio, è lungo 430,8 metri, largo 21 metri con due piani di scorrimento: sopra gli automezzi e sotto, ai due lati, due carreggiate per pedoni e biciclette. Sulla sua cima, a 84,6 metri di altezza, sostiene una struttura chiamata UFO, infatti sembra un disco volante, che ospita un ristorante panoramico girevole un tempo destinato alla élite del Partito comunista. La struttura ardita della costruzione fu voluta dal regime per dimostrare al mondo la sua forza ed efficienza. Dal basamento della torre, in acciaio e cemento armato, è possibile salire in ascensore inclinato di 45° (ci ricorda l’ inclinator dell’ hotel Luxor di Las Vegas) al ristorante e da qui, con una stretta scala, sulla cupola panoramica a 95 metri di altezza. Il vento a quest’ altezza è fortissimo ma la vista è mozzafiato! Una panoramica a 360 gradi di tutta la città. Si può vedere il castello, la città antica, Petržalka, il quartiere costruito in epoca comunista, che si estende a perdita d’occhio oltre il fiume, con i suoi palazzoni tristi e anonimi e i monti all'orizzonte.

Scendiamo e dopo una rinfrescata in hotel, ci dirigiamo verso il centro per cenare. Avevamo già intravisto un locale carino , il Cafè Cafè il cui nome accattivante ci ha incuriosito. In effetti è un ristorantino moderno ben arredato. Stavolta ordiniamo sempre gnocchetti ma di altra forma e cucinati in un modo particolare: conditi con burro, guarniti con granella di noci e spolverata di zucchero a velo. Gusto particolare! Non si serve frutta e il caffè è discreto…..

Passeggiata lungo il Danubio per ammirare il ponte con il suo UFO illuminato. Buonanotte e a domani.

24 giugno

Oggi usciamo presto, abbiamo appuntamento con le famose “statue” di Bratislava! Passiamo per Hlavnè namestie, la piazza principale che dal XIII secolo è il centro della vita della città. La fontana centrale conosciuta come di “Massimiliano, rappresenta proprio l’ imperatore con l’ armatura à la Roland. Secondo la leggenda a capodanno si volta e comincia a camminare!

All’ angolo della piazza con Rybàrska Brana ecco “Schone Naci” (il bell’Ignazio), il “dandy” di Bratislava. Ignac Lamar fu una nota figura nei primi anni del 20° secolo un gentiluomo caduto in disgrazia e malato mentale a causa di un amore non corrisposto, che si pavoneggiava per le strade di Bratislava con un vestito vecchio, ma elegante, di velluto, che accoglieva i passanti con il suo cappello a cilindro e si inchinava cortesemente alle signore che passavano.

La Città Vecchia di Bratislava (Staré Mesto) è perfettamente conservata e interamente pedonale, si raccoglie intorno alla Piazza Principale (Hlavné namestie) dove nei secoli si sono svolti mercati, rivolte ed esecuzioni. Oggi è dominata dal Palazzo del Municipio con la torre e, soprattutto, i ristoranti e i bar dove slovacchi e turisti sorseggiano birre ad ogni ora del giorno per tutto l’ anno. Il vecchio Municipio (Starà Radnica) è la somma di tre stili architettonici a testimonianza dei cinque secoli nel corso dei quali è stato usato. Compresa nella struttura la Chiesa Gesuita con un magnifico portone intagliato.

Difronte all’ ambasciata di Francia la statua del soldato napoleonico appoggiato ad una panchina. Poco distante quella di una sentinella nella sua garitta. All’ angolo tra Laurinskà e Radnicnà la statua del “paparazzo” che armato di teleobiettivo è pronto a scattare una foto.

Ma la statua più famosa è certamente quella di Cumil, anche detto il Guardone, lo strano ometto che fa capolino da un tombino all’ angolo tra via Panská e via Laurinská. Sebbene non si sappia con certezza se Cumil abbia appena finito di pulire la fogna, oppure sbirci sotto le gonne, sta di fatto che l’insolita scultura è sicuramente una delle più divertenti. Va detto che più di una volta il povero Cumil è stato decapitato a causa di automobilisti imprudenti, tanto che è stato necessario porre un cartello stradale per segnalare la sua presenza!

Con il tram 1 (abbiamo fatto provvista di monete!) ci rechiamo a visitare una curiosità che pochi conoscono: lo Spirit Hotel.

Spirit Hotel o forse meglio dire “Crazy Hotel” è situato nel quartiere della stazione ferroviaria principale. È considerato uno degli hotel più strani al mondo. Dipinto in un tripudio di tinte pastello, con il suo aspetto fiabesco sorprendente e il design architettonico d'avanguardia, è ora una rarità di Bratislava. Sfortunatamente non abbiamo informazioni sull'architetto di questo pazzo edificio meraviglioso esempio di architettura d’ avanguardia.

Andando verso sud incontriamo un altro strano edificio: la piramide rovesciata della Radio Slovacca. Anche se la struttura è molto ardita, è stato inserita nella lista dei 30 edifici più brutti del mondo... ma il giudizio è soggettivo...Vicino c’è la Piazza della Libertà così chiamata dopo la Rivoluzione di Velluto del 1989. La statua del leader comunista Klement Gottwald fu rimossa ed al suo posto messa una fontana di acciaio a forma di fiore. Il tutto però versa in triste abbandono….

Siamo ora al Palazzo Presidenziale. Costruito come residenza estiva dal conte Anton Grassalkovich nel 1760 divenne il centro dell’ alta società di Bratislava e fu frequentato anche da Maria Teresa D’ Austria nei mesi estivi. Alle sue spalle un parco pubblico. Fu poi adibito a residenza del Presidente della Repubblica  Slovacca nel 1940. Sulla piazza antistante la fontana “Terra, pianeta della pace”, punto d’incontro molto popolare tra i giovani. Volevamo vedere il cambio della guardia, abbiamo chiesto ad un tizio molto elegante, in apparenza un guardiano,  che passeggiava su e giù al di là del cancello, se sapesse qualcosa a riguardo. Non parlava né inglese né francese….demoralizzati siamo andati via!

Continuando ecco è un’ altra attrazione abbandonata: in Hurbanovo nàmestie strani oggetti metallici posti sul prato e somiglianti a tombini che avrebbero dovuto essere un carillon che suonava  passandoci sopra….

Difronte la Chiesa barocca della S.S. Trinità con affreschi dell’ italiano Antonio Galli Bibiena e poco più avanti la Chiesa di S. Stefano. La statua all’ esterno è curiosamente chiamata “elicottero” dagli abitanti del posto.

Nei pressi c’è il Palazzo Mirbachov splendido esempio di architettura barocca e il Palazzo del Primate, ossia dell’ arcivescovo, in stile neoclassico famoso anche per il cappello cardinalizio in ferro pesante 150 kg posto in cima allo stemma sul frontone. Dal cortile del palazzo si accede ad un altro cortile, quello del palazzo Ruttkay-Vrutocky in cui c’ è una fontana con quattro statue di bambini che fanno la pipì! La fontana era in origine nella piazza principale facendo parte del monumento a Massimiliano ma venne spostata nel XVIII secolo perché considerata di cattivo gusto.

Uno strano rituale si compie davanti ai nostri occhi: alcuni giovani in costume d’ epoca incoronano passanti volenterosi per celebrare il glorioso passato della città in occasione della festa dell’ Incoronazione a Re d’Ungheria di Carlo VI d’Asburgo, successivamente anche Imperatore del Sacro Romano Impero. Sulle strade del corteo, che iniziava dalla Cattedrale di S.Martino proseguendo lungo Kapitulskà, Prepostskà, Venturska e Sedlaska, sono incastonate 178 corone di ottone che segnano il percorso.

Cena al caratteristico “Linos Bistro” gestito da tutti giovani. Mangiamo ottimamente!

 

25 giugno

Il castello di Bratislava.

Chiamato anche “tavolo rovesciato” dagli abitanti, domina dall’ alto la città con le sue fortificazioni. Per la sua importante posizione strategica, il colle su cui sorge il castello fu abitato fin dal IV secolo a.C. prima dai Celti, poi dai Romani. Nel IX secolo, gli Slavi vi edificarono un castello, baluardo moravo sul Danubio e una basilica, di cui rimangono le fondamenta sul lato orientale del complesso. La prima testimonianza scritta è del 907 l’ anno che segnò la fine dell’Impero della Grande Moravia in seguito alla vittoria della dinastia ungherese. Bratislava fu incorporata nell’allora crescente stato ungherese e il castello divenne fortificazione di confine del nuovo regno (XI secolo). Sigismondo di Lussemburgo, imperatore e re d’Ungheria, lo fece ampliare e rafforzare contro il dilagare delle incursioni ottomane che avevano conquistato Buda, trasformandolo in una fortezza inespugnabile. Ad accoglierci, la statua equestre di Svatopluk I, sovrano di Moravia del IX secolo. 

L’attuale aspetto del castello è però il risultato delle ricostruzioni operate tra il XV e il XVII secolo (in stile rinascimentale prima e barocco poi) che valse a conferirgli una forma quadrangolare con tanto di cortile centrale e torri angolari. Grazie all’ Imperatrice Maria Teresa, che nelle vesti di regina d’Ungheria spesso soggiornava qui, il castello da cupa fortezza fu trasformato in una magnifica residenza regale. Trascurato dai successori, il castello nel 1784 divenne prima seminario e poi nel 1802 caserma. Nel 1811, a causa dell’imprudenza dei soldati napoleonici, il castello bruciò completamente e rimase in rovina fino al 1953 quando cominciarono i lavori di recupero che ha fatto diventare asettico il monumento nel suo monocromatismo di un bianco esasperante.

La visita degli interni del castello è abbastanza deludente: non ci sono arredi originali, solo l’ esposizione di targhe pubblicitarie anche in  lamiera, poster di vecchi film, ricordi storici come un’ aula scolastica con banchi e lavagna, la ricostruzione di una bottega, il tutto con musica di sottofondo anni ”30 e “40. E’ stato abbastanza interessante. Merita invece lo scalone interno anch’ esso bianco con  inserti decorativi dorati. La “concert hall” molto moderna con un imponente organo, anch’ esso moderno e con un grande dipinto d'altare raffigurante l’ Assunzione della Vergine Maria" di Anton Schmidt , desta un minimo d’ interesse…

Scendiamo dal castello e ci rechiamo alla Cattedrale di San Martino, la più importante chiesa di Bratislava. Costruita in stile gotico su un luogo dove sorgeva un’antica chiesa romanica, è stata per secoli il luogo di incoronazione dei sovrani ungheresi quando la regione apparteneva all’Impero magiaro. Per oltre due secoli e mezzo, dal 1563 al 1830, tra le sue mura ben 11 monarchi del Paese, tra cui Maria Teresa d’Asburgo, cinsero la Corona di Santo Stefano. Fascino e suggestione della cerimonia, rivivono, ogni anno nel mese di settembre, nella rievocazione storica della celebrazione che commemora i trascorsi reali della città. Sulla cima del campanile neogotico (87 mt), il cui profilo domina la Città Vecchia, si trova una copia della corona imperiale ungherese ricoperta d’oro dal peso di 300 kg poggiante su cuscino sempre dorato di 2×2 mt.

L’interno è diviso in 3 navate per una lunghezza complessiva di 69.37 mt, 22.85 di larghezza e 16 di altezza. Sono da ammirare il grande portale in rilievo e il gruppo scultoreo in piombo di San Martino raffigurante il santo nell’atto di donare parte del suo mantello ad un mendicante. All’ interno della cattedrale sono sepolti personaggi illustri, dignitari ecclesiastici ed esponenti delle famiglie più potenti della città. Il 13 novembre 1835 Beethoven vi diresse la prima della Missa solemnis op. 123.

Uno spuntino a base di pizza….Rischiamo nella Pizzeria che incontriamo lungo la strada….In verità niente male!

Ci spostiamo ad est per vedere un monumento particolare: la Chiesa Blu. (Modrý Kostolík)

In realtà questa chiesa non è un granché interessante dal punto di vista architettonico, anche se è un raro esempio di Art Nouveau nell’architettura sacra, ma merita di essere visitata per un solo motivo: il colore delle facciate, blu turchese, che la fa assomigliare più a una torta o a una casa dall’aspetto fiabesco. La chiesa è dedicata a Santa Elisabetta d’Ungheria che visse nel Castello di Bratislava. La costruzione è recente, del 1907, il che spiega lo stile scelto dall’architetto progettista ungherese Ödön Lechner pioniere dell’Art Nouveau ungherese, il quale impiegò per la sua realizzazione materiali assolutamente nuovi per l’epoca (cemento armato, pietra, maioliche) ed arricchì l’opera di singolari dettagli architettonici (mosaici di piastrelle, grondaie di rame), in un insieme di decorazione eclettica. Tutta la zona circostante la chiesa è costellata di case e palazzi in cui spuntano elementi dell’ Art Nouveau. Caratteristica la torre cilindrica alta circa 36 metri, sormontata da una cupola poligonale e sorprendente anche l’interno per inconsueto accostamento cromatico (azzurro pastello e bianco), ad unica navata con volta a botte. Ad abbellirlo, gli arredi in stile Liberty provenienti dalla bottega dello stesso Lechner.

Nei pressi si trova l’ austero edificio dell’ Università Comenius di Bratislava la più antica e più grande università slovacca. È stata fondata nel 1919 ed è stata di particolare importanza per lo sviluppo dell'istruzione, della scienza e della cultura in Slovacchia.

Bighelloniamo nel centro storico alla ricerca di souvenir. Troviamo la bandiera slovacca da aggiungere alle altre ed anche il prisma di cristallo con dentro il disegno della cattedrale! C’è anche la boutique di MAX MARA….Bianca si trattiene a spendere unicamente per la difficoltà di inserire l’ eventuale abbigliamento acquistato nel trolley…Meno male!

Sono curioso di vedere una chiesetta di cui ho letto sulla guida. E’ sulla strada che conduce a Devìn ma preferiamo andarci con il bus 29 in quanto anche se non è molto lontana, la stanchezza inizia a farsi sentire. Si tratta della chiesetta della Santissima Trinità, un edificio sacro barocco nella parte vecchia di Bratislava. La piccola chiesa, originaria del XVIII secolo, è uno dei pochi edifici dell'ex sobborgo di Zuckermandel, sfuggito alla demolizione negli anni '60. Purtroppo è chiusa…

Torniamo in centro. Nella piazza principale, su un palco, c’ è l’ esibizione di un gruppo musicale, niente di che in verità… Ceniamo  allo Zichy Restaurant con ottime crocchette di patate, insalata greca e naturalmente ottima birra!

Si è fatta sera e ci concediamo una passeggiatina notturna passando naturalmente a salutare il Bell’ Ignazio!

26 giugno

Oggi risaliamo il centro antico fino alla Porta di S. Michele (Michalskà bràna) unica rimasta delle fortificazioni medievali che nel XIV secolo contavano quattro torri. Alta 51 mt ospita sui 5 piani un Museo delle armi (abbastanza modesto) ma in compenso dalla balconata in cima offre una bella veduta sulla città. Ci arrampichiamo, letteralmente, sulla scala ripida soprattutto per godere della vista panoramica…..Nella piccola galleria di  passaggio sotto la torre, nel pavimento è inserita un  disco di ottone che indica le distanze di varie città. Una specie di “km ZERO” come quello di Madrid.

Lo stesso biglietto ci consente la visita di un museo, anch’ esso modesto, che ripercorre la storia della Farmacia che a Bratislava risale al XIV secolo.  (Penso alla splendida farmacia dell’ Ospedale degli Incurabili di Napoli…n.d.r.)

Torniamo al ponte Most SNP che attraversiamo sugli appositi percorsi pedonali fino ad arrivare al parco Sad Janka Kràl, uno dei più antichi di Europa, nato nel 1775 per volere di Maria Teresa d’ Austria e intitolato al poeta rivoluzionario Janko Kràl. La sua superficie si è notevolmente ridotta rispetto al passato perché lo Stato vi costruì i “panelaks”, alti casermoni residenziali.

Panelák è un termine colloquiale in ceco e slovacco per un edificio a pannelli costruito con calcestruzzo prefabbricato, precompresso, come quelli esistenti nell'ex Cecoslovacchia e in altre parti del mondo. Tuttavia, edifici simili sono stati costruiti in altri paesi comunisti e persino in Occidente.

Fonte: Wikipedia

Attualmente, il parco ha una funzione culturale e sociale, che funge da luogo di relax e punto d'incontro. Crea un'oasi di pace mentre serve come luogo per attività sportive per persone di tutte le età. L' elemento architettonico più eccezionale nel parco Jan Kral è il cosiddetto “gazebo da giardino”, in origine un campanile di una chiesa francescana trasportato qui dalla città vecchia alla fine del 1800. Ora è un popolare punto di riferimento per incontri ma per noi non è stato facile trovarlo anche per la mancanza di indicazioni. Nel cuore del parco c'è una statua di Jan Král dello scultore accademico František Gibal. La statua è il centro del crocevia di percorsi che intersecano l'intero parco. L'atmosfera generale è completata da ampie aiuole. Approfittiamo per ritemprarci.

Torniamo in tram attraversando stavolta lo Stary Most ossia il “ponte vecchio” che risale al 1891 quando si decise di unire le due sponde del Danubio. Negli anni ha cambiato più volte nome e paradossalmente pur essendo stato completamente ricostruito tra il 2013 e il 2015 viene ancora denominato “ponte vecchio”. Permette il transito di tram, biciclette e pedoni tra Petrzalka e il centro commerciale Eurovea. In effetti a noi serve per avvicinarci al Museo Nazionale di Storia naturale che ospita anche il Museo della Musica.

E’ un palazzo piuttosto imponente, con davanti un monumento ai martiri che hanno versato il loro sangue per liberare la Cecoslovacchia dall’oppressore e renderla l’ unita nazione che è oggi. Il Museo ospita più di due milioni di pezzi storici, etnici, faunistici, naturalistici e archeologici La quantità di animali imbalsamati stipata nei vari settori è sbalorditiva. Foto con ricostruzione di un mammouth è d’ obbligo! La parte dedicata alla musica è abbastanza interessante. Una meravigliosa collezione di strumenti e documenti del patrimonio musicale slovacco.

Torniamo nel centro e lungo  Hviezdoslavovo namestie, ci accoglie un gruppo giovanile musicale norvegese che si esibisce nella cassa armonica, invece nella Piazza principale si svolge una rappresentazione storica con personaggi in costume.

La cena al Slovenskà Restauràcia, altro locale caratteristico, dove mangiamo ottima “kapustnica” (zuppa di cavolo) e piatto di carni miste.

Abbiamo evitato in questi giorni di mangiare carne, anche se qui la si mangia soprattutto e dappertutto, ma stasera abbiamo trasgredito.

Ultima passeggiata serale per salutare Bratislava.

 

27 giugno

Con un volo Ryanair torniamo a Ciampino, poi siamo a Roma e in treno a Napoli.

La capitale slovacca è stata piacevole ma nessun coinvolgimento di amorosi sensi da parte nostra, anche se dobbiamo riconoscere che ha i suoi lati positivi: accogliente, organizzata, a misura d'uomo, i prezzi sono contenuti, si mangia abbastanza bene spendendo poco.

Restiamo amici,  d' accordo?

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