01 Mar 2019

cammino portoghese

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Durata del viaggio 30+ giorni

Periodo dell'anno

Range di spesa

Adatto a

O CAMINHO
LA VIA LUSITANA

Giovedì 19 luglio
Siamo in Portogallo... con due giorni di anticipo.
Già, perchè per sabato 21 luglio, data prevista per la nostra partenza, era in programma uno sciopero aereo che rischiava di paralizzare i cieli. Così venerdì 13 sono andata in agenzia viaggi a comprare due nuovi biglietti aerei anticipando di fatto la partenza di due giorni. Ovviamente lo sciopero è poi stato revocato... ma abbiamo ugualmente preso il volo due giorni prima.
Volato Tap. Mezz'oretta di ritardo. Atterrati a Lisbona alle 18.15. Metro rossa fino al Alameda, verde fino a Cais do Sodre, poi treno fino a Estoril. Siamo all'Hotel Alvorada, stanza 105 e ci auguriamo di goderci questi due giorni extra di mare (condizionale d'obbligo data la situazione in ospedale).
Ceniamo al ristorante qui di fianco all'hotel. Ottimo cibo. Passeggiata fino alla spiaggia di Tamariz. 20 gradi di temperatura, forse meno. Bene così.
Venerdì 20 luglio
Secondo giorno in terra portoghese. Oggi fa già meno 'strano' di ieri.
Cielo coperto di prima mattina, fino a quando le nuvole non cominciano a spostarsi velocemente e fanno posto al sole.
Colazione in un barettino nella via dell'hotel dopo avere inutilmente cercato qualcosa di aperto in riva al mare, ma i nostri ritmi evidentemente non sono quelli portoghesi. Qui fin verso le 9 nessuno fa nulla, nemmeno il caffè! Prime pastelle-de-nata di questo viaggio.
Andiamo a piedi fino a Cascais, circa 4 km. Tanta gente qui al mattino si allena correndo o camminando fra Estoril e Cascais e viceversa. E poi c'è chi fa stretching, pilates, addominali, braccia, risveglio muscolare... Bravi! Tutti all'aria aperta... Bravissimi!
Ci sono decine e decine di bimbetti dei centri estivi che raggiungono le spiagge tenendosi per mano, con magliette e cappellini monocolore. Sono ovunque. Niente bagno però per loro. Acqua troppo fredda, persino per Stefano, che entra nell'oceano due volte però senza nuotare. Temperatura dell'aria intorno ai 23 24 gradi, quella del mare è molto più bassa!
Pranziamo nella bella Cascais al ristorante indiano. Compro una matita per occhi (lapis de olhos) che è nella lista delle cose dimenticate a casa insieme al cucchiaino per mescolare lo Psyllogel di Stefano e al temperino. Sicuramente ci saranno altre cose che si aggiungeranno all'elenco,tra cui le giacche termiche invernali considerando che i 40 gradi profetizzati dai suonatori di fado in fila con noi al check in chissà dove sono!
Ceniamo al Bolina, in riva al mare, dopo una bella passeggiata fino all'ultima caletta. E dopo cena di nuovo a Cascais a piedi... 18 km in totale oggi, con Stefano che ha male alle gambe e forse oggi ha preso troppo sole.
Sabato 21 luglio
Lasciamo Estoril dopo avere passato la mattinata sul lungo mare assistendo alle lezioni (belle) di fitness di una palestra locale. Raggiungiamo Lisbona in treno e da Cais do Sodre al centro andiamo a piedi... con quello che ci aspetta tanto vale tenere le gambe allenate!
Pranziamo in un piccolo ritorante vicino a Praca do Comercio. Solito formaggio misto di capra e mucca, azeitunas, le prime sardine portoghesi e una omelette.
Intorno alle 14 siamo all'Hostel 4U dove ci danno adirittura una tripla.
Fa caldino qui a Lisbona, anche se il termometro continua a dichiarare solo 24 gradi.
Nel pomeriggio passiamo dalla Cattedrale (la Sè) per timbrare le credenziali. Quello stordito dell'addetto mette il 'sello' sopra al timbro della nostra parrocchia!
Passeggiamo per le stradine dell'Alfama salendo fino al Castello di Sao Jorge cercando ristoro in una spremuta di arancia e in una Coca Zero. Troviamo anche la Igreja di Santiago, con il cartello che indica l'inizio del Caminho. Passiamo la serata fra Rossio e Praca do Comercio e verso le 22 rientriamo all'Hostel.Domenica 22 luglio
Mattinata da turisti nella capitale: Torre di Belem, Monumento alle Conquiste, Monastero dei Geronimi. Pranzo al Barrio Alto, di nuovo il Rossio... un po' di relax all'Hostel e poi, finalmente, partenza!
Due ore di cammino per arrivare al Parque das Naçoes passando attraverso l'Alfama, la zona portuale di Lisbona, passando davanti alla vecchia cantina vinicola Abel Pereira da Fonseca e arrivando fino alla Torre Vasco de Gama.
Arriviamo in hotel (una specie... in effetti dormiamo alla casa della gioventù) intorno alle 17.15. Passeggiata serale lungo il Tejo e ottima cena: riso al baccalà e riso all'anatra... e ottimo vino Sossego. Primi 10 km fatti... Manca meno di prima.
Lunedì 23 luglio
Vila Franca de Xira. Quaranta km percorsi dalla Sè di Lisbona.
Colazione alla casa della gioventù (tardissimo) e partenza verso le 9. Passiamo sotto il POnte Vasco de Gama e salutiamo per l'ultima volta la capitale. C'è un altro pellegrino sul sentiero. Più tardi scopriremo che si chiama Luca (il solitario).
Le prime tre ore, quasi quattro, scorrono tranquille seguendo il Tejo. Frecce un po' ovunque, impossibile perdersi. Sostiamo alla Praia dos Pescadores per mangiare i panini preparati a colazione. Birra e acqua gassata, una delizia con il caldo che fa... anche se il termometro continua a dare temperature sotto i trenta. Si ferma anche Luca-il-solitario. Mentre riposiamo passano altri due pellegrini, un bergamasco e un danese. Li ritroveremo più avanti ad Alhandra, dopo qualche km infernale percorso obbligatoriamente sulla statale in uscita da Alpriate. Uno dei due però in effetti manca: il bergamasco ha già perso il danese.
Arriviamo a Vila Franca seguendo su condiglio di una signora portoghese una nuovissima ciclabile che ci toglie dal traffico della statale. La camminata sarebbe anche piacevole lungo il fiume. Ma gli zaini sono via via diventati sempre più pesanti e i piedi vorrebbero uscire dalle scarpe! Hostel DP, ore 17, oltre sei ore di cammino più le pause.
Ceniamo al ristorante Canoa dopo averne visionati un po' con prezzi da paura. Caffè e pasticcino al bar: 2 euro per Dois Cafes e dois pastelas.
A nanna presto. Gli altri ospiti dell'Hostel uscivano per la serata mentre noi rientravamo per andare a dormire!
Martedì 24 luglio
Quella che dovrebbe essere una tappa corta diventa da 22 km perchè ad Azambuja dormiamo alla Quinta do Alfaro che si trova a 5 km dal sentiero. Il chè tra l'altro allunga la tappa di domani a 38 km...
Partiamo da Azambuja dopo un giro al mercato. Alle 8.15 siamo già sul sentiero. Pancia piena dopo il mega croissant che ci siamo rotrovati sul tavolo della colazione e che non siamo riusciti a finire nemmeno in due!
Molto meno asfalto di quello che ci aspettavamo oggi. Meglio così. Sosta birra e Coca Zero a Vila Nova de Rainha (2 euro e 50 una birra una coca e un caffè). Costeggiando le risaie arriviamo ad Azambuja. Timbriamo le credenziali al centro parrocchiale e iniziamo i 5 km di salita che ci portano alla nostra quinta... un'oretta di strada, con la portoghese bionda che in italiano ci dice 'Alfaro? E' tutta in salita, mi dispiace!'. Però vale la pena, la quinta è bellissima. Bagno caldo, piscina, ping pong, cena solo per noi.
Mercoledì 25 luglio
Festeggiamo l'anniversario di nozze facendo tutta questa fatica??!?
Partiamo alle 7.45 da Caso do Alfaro (chi sarà poi questo Alfaro?) e in poco più di un'ora siamo sul sentiero ad inizio tappa... i 5 km che dalla quinta portano alle prime frecce di Azambuja. A proposito, bel paesino. Pausa pranzo a Valada. In riva al fiume c'è una specie di area picnic con anche un barettino. Mangiamo i soliti panini preparti a colazione e compriamo coca, birra acqua kitkat e caffè. Lasciamo prendere aria ai nostri piedini che oggi devono fare tanta strada e ripartiamo. Mancano ancora 20 km a Santarem. Cielo coperto per fortuna che rende meno faticosi i drittoni polverosi delle strade portoghesi. Incontriamo una coppia di francesi che sta percorrendo il Caminho do tejo al contrario: da Fatima a Lisbona. Mini break, due parole scambiate con loro. Cerchiamo un posto in cui fare un'altra sosta a qualche km da Santarem, ma stiamo fermi giusto il tempo di mangiare un microscopico panino. Non c'è un prato in cui sedersi e la strada è troppo polverosa.
Gli ultimi 5km solno tutti in salita. Con un ultimo grande sforzo ci fermiamo anche dall'ottico per aggiustare gli occhiali di Stefano. L'Iphone nel frattempo si scarica e per trovare l'Hostel dobbiamo chiedere l'aiuto di un signore locale che molto gentilmente saluta l'amico con cui stava parlando e ci accompagna. Hostel Santarem. Ore 17.30, siamo in camera. Piedi doloranti. Mai avuto tanto male!
Doccia, bucato. Cerchiamo di dare un aspetto decente alle scarpe per non doverci vergognare quando sarà ora di entrare al ristorante.
Ceniamo da Sao Sebastao. Soliti stuzzichini, compreso un prosciutto delizioso e ottimo vino. Passeggiata fino alla Porta do Sol per ammirare il Tejo dall'alto... tanto ormai... km più km meno...
La tanto temuta sistemazione per la notte all'Hostel è invece una piacevole sorpresa. A volte vorrei davvero incontrare chi scrive certe recensioni...
Giovedì 26 luglio
Altro tappone, ormai non è più una novità. Una trentina di km passando per Azoia de Baixo, Advagar (dove ci riposiamo sdraiati sul marciapiedi di una chiesa), Santos e Arneiro... che sarebbe il finale di tappa ma nel tentativo di rendere meno pesante la tappa di domani continuiamo fino ad Amiais de Baixo, salendo fino ai mulini di Cha de Cima e camminando per altri otto km.
Hotel Amiribatejo... vent'anni di età, mai fatto nè un restiling nè una qualunque manutenzione. Solo la piscina sempbra essere una piscina. Il campo da tennis avrebbe una ottima rete, ma è cosparso di erbacce e piante selvatiche. La zona bar sembra non essere stata mai più usata da decenni.
Appoggio le gambe sul cuscino e mi accorgo che la caviglia destra (in effetti anche la sinistra) non si stende più...
Passeggiamo per le strade del paesino (esiste) in cerca di un barbiere ma l'unica cosa somigliante è una parrucchiera per dinna chiusa per malattia. Entriamo in un barettino e beviamo un succo d'aramcia gassato e disgustoso ed un te alla pesca.
Ceniamo in un ristorante consigliatoci da Nelly (quella che gestisce il Rural). Leggiamo e studiamo il menù ma non c'è niente di quello che scegliamo. La signora bionda che serve ai tavoli mi dà due pacche sulla schiena e mi consiglia una grigliata di carne mista. Ottima la sopa do dia, un po' meno ottimo il vino. Comunque... 19 euro per pane, olive, due zuppe, una grigliata 'para compartir' con insalata mista e patatine, mezzo litro di vino e due caffè...
Venerdì 27 luglio
A colazione Nelly ci chiede se siamo stati disturbati da due ospiti che hanno fatto rumore rientrando alle 5 della mattina. Non so se stupirmi di più del fatto che ci fossero altre due persone in hotel o del fatto che qualcuno possa essere stato in grado di fare le ore piccole ad Amiais de Baixo??!?
Colazione anni 70 e partenza prima delle 8. Tappa lughina anche oggi... 29 km.
I miei tibiali, il destro in particolare, continuano a fare le bizze da ieri. Gamba arrossata e gonfia e molto dolore ad appoggiare il piede. Uno spasso camminare così!
Il paesaggio oggi è bello, peccato il dolore alla gamba... Grazie a Nurofen ed Aulin arrivo a Minde senza problemi. Facciamo sosta in un barettino. Acqua, birra, pastella de natadolce alle mandorle e caffè. E metà del panino preparato a colazione... Si prosegue per Fatima. Mancano ancora 17 k. Ci mettiamo un'eternità per colpa dei miei tibiali. Ultimi km in lacrime più per il nervoso che per il dolore... mmmmm... no... più per il dolore... Nonostante tutto, arriviamo alla Guesthouse alle 16.30. Caminho do Tejo concluso! Primo traguardo raggiunto!
Relax in camera. Solito tran tran: doccia, capelli, bucato, pulizia scarpe... c'è anche il phon! In vacanze come questa ci si emoziona per le piccole cose. La basilica è proprio davanti alla Guesthouse e la vediamo dal balcone.
Che fatica per trovare il 'sello', e andiamo a letto senza avere timbrato. In compenso troviamo pomata e pastiglie di Voltaren per me, il cero da accendere per amici e parenti, un'ottima cena e i biglietti per il bus per domani. Infatti non essendo il Fatima-Tomar una tappa segnata su nessun cammino ci concediamo di farla in bus per dare un giorno di tregua ai miei tibiali.
Sabato 28 luglio
Dormiamo bene. Letto comodissimo e pastiglie di Voltaren che fanno effetto.
Giornata di 'sciondolamento' a Fatima nel tentativo di recuperare le forze e la mobilità della mia gamba destra. Facciamo colazione al bar, riusciamo finalmente a sellare in basilica (la suora ci dà anche un santino). Pranzo a base di insalata con fusilli... la pasta... un'altra emozione!
Ultimo passaggio in basilica dove Stefano assiste ad un matrimonio mentre io dormo sul muretto che circonda l'area.
Bus. In 40 minuti siamo a Tomar. Hotel Trovador proprio di fronte alla stazione dei bus.
Ceniamo al ristorante O Brasehira. Solito antipasto e poi due porzioni enormi di roba a base di tacchino squisito. E intanto titolare e camerieri mi tengono iformata sulla finale della ICC: Benfica in vantaggio, poi pareggio della Juve e vittoria ai rigori. Restiamo al ristorante a chiacchierare col titolare di Eusebio, Maradona e Futre...
Terminiamo la serata a passeggio per le strade della sempre splendida Tomar. Ci sarebbe anche la festa della birra, ma da bravi pellegrini alle 22 simao già a nanna. Domani si riprende a camminare.
Domenica 29 luglio
Giornata ricca di incontri. Si comincia con la famigliola di Taiwan: mamma, figlia e bimbetto in bici. In bici anche il papà che sta attaccando alla sua bike un carrellini per i bagagli. Dobbiamo ancora uscire da Tomae ed incontriamo Luca-il-torinese, con la bandiera italiana legata alla bici. Ci informa che c'è anche una coppia di modenesi in bici sul sentiero. Ci scambiamo i contatti facebook.
Più avanti sul sentiero incontriamo lo svizzero Pier che è partito da Caldas de Reis e sta andando a Fatima (a piedi e con i sandali).
Sosta in un improbabile barettino comunicante con un altrettanto improbabile minimarket dagli scaffali quasi vuoti. Ed ecco che compaiono in bici i due modenesi. Si tratta dei coniugi Ermes e Katia Allegretti, 64 e 62 anni, di Novi. Sono in pensione, arriveranno a Santiago in bici con la calma di chi ha tanto tempo. Un gruppo di ciclisti portoghesi fa loro notare che con le city bikes che hanno sarà dura, ma non sembrano preoccuparsi più di tanto.
Proseguiamo. La tappa di oggi è bella e passa tra paesini ed è spesso su sentieri. Ne percorriamo un pezzo con la francese Emilie. Dorme spesso dai Bombeiros. Dopo qualche km si congeda e si ferma a riposare. Magari la ritroveremo nei prossimi giorni.
Non ci sono posti di ristoro negli ultimi 20 km. Ma ecco che a 3 km dall'arrivo una adorabile signora mette fuori la testa dal cancello della sua Quinta e ci offre due lattine di Fanta fredde. Che tesoro la signora Lynn... trasferitasi da Birmingham a qua per ristrutturare la bella casa bianc e blu e dare conforto ai pellegrini.
Rinfrancati nello spirito e con un po' meno senso di fatica addosso arriviamo quindi al Residencial O'Bras intorno alle 18. 33 km di tappa, 10 ore... colpa delle mie tibie, oggi più la sinistra che la destra... e caviglia gonfia... non facciamoci mancare niente.
Fabio-il-romano fa la sua comparsa davanti al ristorante e da la colpa dei miei problemi ale mie scarpe. Lui problemi zero, partito con scarpe sfondate, panciuto, niente fatica. E' un romano, filtriamo le dichiarazioni... Una coppia di Lituani ci saluta dal balcone, stanno facendo il percorso in bici.
Ceniamo all' O'Bras per decisione del proprietario (non ci sarebbe comunque altra possibilità in paese). Dopo avere letto le recensioni su Tripadvisor su locale e gestore (paragonato un po' da tutti ad un personaggio di Psyco) ci proccupiamo un po' ma siamo anche molto incuriositi. Controlla le mie medicine e mi permette di prenderle dato che le ha prese anche lui per la schiena ed è guarito. Ci timbra le credenziali. Ci sconsiglia 'o passeo' in centro dicendoci che non c'è nulla, ma noi decidiamo ugualmente di aggiungere km a questa giornata andando a controllare di persona. Alla fine... ottima cena, gestore simpaticissimo e prezzo ridicolo... e... vero, in centro non c'è nulla.
Rientriamo in camera. I vicini di stanza Lituani sono sul balcone a bere vino e fumare sigarette elettroniche. Fabio-il-romano è sparito. Non lo vedremo mai più.
La luce della stanza si accende da sola. Stefano svita la lampadina e il problema è risolto. La chiave della porta non funziona. Buonanotte pellegrini.
Lunedì 30 luglio
Oggi siamo tutti rilassati. Pedoni e ciclisti. La tappa è bella e non troppo lunga. Facciamo conoscenza anche con Manuel-lo-spagnolo e Riccardo-il-siciliano. Li incontriamo più volte ìa fisarmonica' lungo la tappa e ritroviamo anche Emilie, seduta sotto un albero a mangiare frutta.
Sosta ad Ansiao. Mangiamo i panini preparati a colazione e compriamo pastellas, birra e l'ormai immancabile caffè.
E poi la solita lunghissima seconda parte di giornata, quando il posto che hai prenotato per la notte sembra spostarsi sempre più lontano.
Ecco Alvorge! Ma noi dormiamo un po' più in là e il satellitare ci fa fare una interminabile strada di campagna. Poi finalmente Casa vale Florido. Valeva la pena arrivare fin qui. Casa stupenda, accoglienza deliziosa. Adirittura un lavaggio in lavatrice con tanto di ammorbidente! Magliette e pantaloni puliti e profumati! Emozioni da Caminho...
C'è anche una coppia di francesi che vivono vicinissimo ad Andorra. Hanno un simpatico cagnolino: è un Basenji, non abbaia ma sa cantare, odia l'acqua, fa le fusa come un gatto...
Ceniamo nell'unico ristorante del minuscolo paesino. La cuoca è la stessa signora che gestisce il b&b. Ottima cena ad un prezzo ridicolo.
Marted' 31 luglio
Tappone lunghissimo. 37 km per arrivare a Coimbra, quasi dieci ore di cammino. Un su e giù infinito nell'ultima parte. Che bello però l'ingresso in città. E meno male che il nostro Hotel Larbelo è proprio lì... nella prima piazza dopo il ponte sul fiume Mondego.
Gli incontri di oggi: un gruppo di lussemburghesi che ipotizzano di arrivare fino a Fatima (non credo ce la faranno), Marc di Grenoble che partendo da Siviglia ha percorso tutti i 1000 km del cammino dalla Plata e ora sta scendendo verso Lisbona (ha un leggero dolorino ai tendini di achille)... E poi il portoghese dai capelli rossi insieme alla capoverdiana, che non so se inserire nella categoria pazzi o ubriachi. Si definisce cittadino di 'ovuneue' e intanto guarda il cielo. Prende la mano di stefano e la bacia per un lungo tempo ringraziandolo per le preghiere dette a Fatima... Mi guarda e stabilisce che io non ho pregato (in questo ci prende) e mi schivo quello schifo di baciamano... aveva pure l'herpes! Si avvicina ad Arturo e mi chiede che bisogno ho di viaggiare con un topo. Stai lontano dal mio pelouche portoghese-dai-capelli-rossi e guai a te se lo tocchi! Interrompo la conversazione e porto via Stefano. Ce ne andiamo sentendo per un po' le urla del rosso... qualcosa come non seguire tua moglie... tua moglie ti porta via...
Ceniamo al Tartufo, ristorante italiano. Finalmente riusciamo a mangiare un piatto di pasta, ma forse sarebbe stato meglio continuare con il cibo portoghese. Passeggiamo per la città vecchia e andiamo a letto più tardi del solito... le 22.30!
Domani in programma solo 24 km. Ci concediamo persino la grappa... una in due.
Mercoledì 1 agosto
Sembrano sempre tappe facili quando sono corte, poi però non finiscono mai!
Partiamo da Coimbra alle 8.30 e arriviamo alla Quinta dos Tres Pinheiros vicino a Mealhada alle 16 passando attraverso paesini dimenticati dal mondo con le vecchiette baffute sedute fuori dalle case che ci augurano Bom Viaje! E la stessa cosa fanno gli avventori dei vari barettini in cui ci fermiamo per il pranzo e per qualche pausa rigenerante. Oggi il caldo comincia a farsi sentire. Pare che i prossimi tre giorni sarano i peggiori con temperature intorno ai 40 gradi e anche oltre. Bisognerà bere molto e mangiare poco. Per fortun qui le birre costano pochissimo!!
Le tibie continuano a fare male soprattutto dal ventesimo km in poi. L'idea sarebbe di immergerle nell'acqua della piscina alla Quinta ma c'è troppa gente. Chissà se fra tutte queste persone c'è qualcuno che sta facendo la nostra stessa fatica o se invece sono semplicemente tutti in vacanza??
Maialino da latte per cena! Il ristorante che abbiamo scelto è chiuso quindi ripieghiamo su quello di fronte (impensabile aggiungere ulteriori km ai miei tibiali oggi) anche se ci sarebbero un paio di locali sulla statalefra cui scegliere tutti specializzati nel maialino.
Aulin (funziona più del voltaren che comunque è finito) e nanna alle 21. E non facciamo nemmeno fatica ad addormentarci. Vacanza da ore piccole questa!
Giovedì 2 agosto
Colazione al Tres PInheiros e partenza alle 8.20. La tappa di oggi non è lunghissima, ma arriva il grande caldo. In Portogallo e per noi che siamo ancora qui a metà strada, cioè non troppo a nord, potrebbe essere un problema.
Tutto sommato la tappa procede bene. Non un granchè paesaggisticamente, ma i miei tibiali oggi (grazie Aulin) stanno meglio e mi godo la passeggiata. Alle 15 siamo già ad Agueda, Alojement Local XPT, 24 km percorsi.
A 30 km da Agueda c'è Aveiro, cittadina di cui tutti parlano bene. Non c'entra col Caminho. Che fare? Riposrsi o prendere un treno e andarla a visitare? Stazione, treno, passeggiata lungo i canali della effettivamente bella Aveiro, treno, di nuovo Agueda.
Ottima cena nel ristorante vicino all'Alojement. In effetti appena entrati stiamo già per uscire perchè c'è troppa aria condizionata, ma il gestore ci porta in un'altra sala e ci fa mangiare lì, con il moroso della figlia che sta spiluccando qualcosa nel tavolo vicino, due avventori che leggono il giornale e forse qualcun altro che sorseggia una birretta. Sembra di essere in famiglia. L'alcol vince, pensando che domani la tappa sarà ancora più breve. Ci scoliamo una intera bottiglia di vino (fino ad ora avevamo sempre ordinato il bicchiere e mai la bottiglia) e prendiamo anche l'amaro.
Chissà i tre polacchi che abbiamo incrociato stamattina e che stavano andando a Fatima dove saranno?! E chissà che fine avrà fatto il francese con moglie portoghese che nella piazzetta di un paesino seduto al tavolino del bar dipingeva sul suo blocco la chiesetta?!
Venerd' 3 agosto
Parcheggia pure il tuo Jaguar davanti al ristorante e lascia il motore acceso ehhh??
Siamo al ristorante ad Albergaria a Velha. Pollo e insalata. Oggi tappa brevissima: solo 18 km, più i 3 km che ci separano dalla Quinta in cui alloggeremo stanotte e che ci faremo a piedi extra percorso.
Tappa tranquilla. Paesini, strade nazionali, boschi di eucalipti. Due chiacchiere con gli stradini che stanno lavorando all'entrata del bosco e che ci chiedono curiosi a cosa servono le bacchette da trekking. Ultima parte di tappa percorsa con Martina ed Aurora, professoresse di Salò che devono incontrarsi con l'amico Enrico che oggi ha fatto buona parte della strada in autostop per un dolore ad un piede. Le due prof hanno stabilito di fermarsi ogni ora e quaranta di cammino: dove si trovano si fermano, si siedono e tolgono le scarpe per un quarto d'ora, poi rimettono le scarpe e ripartono. C'è anche il bambino che ci saluta in francese... Forse perchè qui i francesi sono davvero tanti.
Al ristorante troviamo anche un portoghese che ha vissuto a Zurigo e là aveva a che fare con tanti italiani e ha imparato la nostra lingua perchè gli piaceva. E c'è anche l'italiano con il figlio già grande che è qui in Portogallo da oltre 25 anni e pensa di restare qua.
L'utimo incontro prima di arrivare alla Quinta dos Mireiles è con la calabrese Stefania. La troviamo seduta sui gradini in attesa dell'apertura dell'ostello. Si è fatta un tappone unico da Mealhada fino a qui! Adora il dolore e la spossatezza che arrivano a fine tappa quando entri in stanza, ti togli le scarpe e ti butti sul letto... e adora quella magia che fa sì che la mattina dopo all'alba tu sia pronto per ripartire.
La nostra Quinta è molto bella e sono tutti estremamente gentili. Ci portano al ristorante per la cena. Il gestore ci serve la zuppa del giorno (pastina e gallina), mangiamo la Aba (mucca cotta in un modo che sembra uno spezzatino che viene poi passato in forno), un dolce mandorle e crema e caffè e qualcos' altro preparato dalla moglie del titolare. Si mangia in una sala con due file di botti ai lati e il nostro vino viene spillato direttamente dalla botte. Ci siamo solo noi. E le tovaglie a quadretti, che stanno diventando una presenza rassicurante al punto che ultimamente scegliamo il ristorante in base a tovaglia a quadretti si tovaglia a quadretti no.
A fine cena il gestore ci chiama un taxi e rientriamo alla Quinta. Aspettiamo che cali la notte sui lettini a bordo piscina.
Sabato 4 agosto
Tappa seria fino a Sao Joao da Madeira.
Il papà della ragazza che gestisce la Quinta subito dopo colazione ci porta in auto sul cammino per non farci rifare a piedi i 3 km extra che già ci siamo fatti ieri per arrivare qui.
Inizio tappa dalla Statua della Vergine del Socorro. Ci aspettano 27 km. Fa caldo. Anzi fa caldissimo.
Buona parte del perorso è su asfalto. Però è piacevole. Passiamo attraverso tanti paesini, barettini forniti di Coca Zero, birra, pastellas de nata. Camminiamo spediti e alle 16.30 siamo già al Central Suites di Sao Joao da Madeira. Il termometro della farmacia segna 43 gradi. Sara viene ad aprirci. Il posto è delizioso. Ci sono anche lavatrice ed asciugatrice e lei mi da pure il detersivo. Che bello, di nuovo pantaloni e magliette profumate!
Su consiglio di Sara ceniamo da Tudo aos Molho: ottima francesina con altrettanto ottima insalata di frutta e verdura. Bottigliotto di vinho verde... so che domani nel tappone verso Porto ne risentiremo, ma per il momento ci godiamo il vino!
Domani sveglia alle 5 e partenza prima dell'alba. Tanta strada e tanto caldo. Sara ci dice che qualcuno ieri per il troppo caldo questa tappa l'ha fatta in bus.
Porto... arriviamo (a piedi).
Domenica 5 agosto
E intanto che siamo nell'ennesimo barettino portoghese per l'ennesima pausa cerveja entra il signore ad attaccare alla vetrina la locandina in A4 con il morto del giorno. Anche questo è Portogallo.
Abbiamo già percorso 2/3 della tappa odierna. Colazione a Malaposta, snack a Grijo e sello al Monastero dopo il passaggio della processione, birretta a Perosinho. Il TG parla della giornata di ieri come del giorno più caldo del secolo in Portogallo con temperature fino a 45 gradi. Il gestore del bar con cui parliamo un po' del nostro cammino ci accompagna all'uscita ed evita che sbagliamo strada andando chissà dove. Si sale... Una signora in auto accosta e ci chiede se abbiamo abbastanza acqua. Procediamo. Una calzata romana tanto per cambiare, con quelle mattonelle sconnesse e dispari che danno tormento ai piedi.
Mancano 11 km a Porto. Magari qualche altro barettino da qui a là ci scappa... Ma dobbiamo aspettare 8 km prima di trovare uno! E quando credi di essere già arrivato e stai già pregustando una Fanta fredda non è facile!
Quello che vedi all'arrivo in città dopo molti km di zono industriale ripaga dalla fatica (più mentale che fisica). Porto è lì davanti a noi, dobbiamo solo attraversare il ponte sul Douro. Prima però ci concediamo un cocco fresco e ammiriamo il panorama.
Ultimo sforzo per raggiungere l'Hotel Moov Porto Centro, che è di fianco alla chiesa di Batalha... Ovvero... c'è ancora da salire! Ore 16 in camera.
Che emozione essere arrivati fino a Porto. In tanti il tratto da lisbona a qui decidono di non farlo iniziando il cammino da questa città e percorrendo a piedi solo 240 km. Probabilmente quando martedì riprenderemo il nostro cammino (domani stiamo qui a fare i turisti e a fare riposare il tibiale... non il mio... stavolta è quello di Stefano a dare problemi... un po' per uno...) incontreremo molti più pellegrini ad inseguire 'as flechas amarillas'...
Cena al Grigio, da bravi italiani in astinenza da pizza da quasi venti giorni.
Passeggiata sul lungo fiume e poi nanna.
Lunedì 6 agosto
Splendida Porto. Dopo 23 anni siamo di nuovo quà a percorrere su e giù le stradine di questa meravigliosa città.
I tuffi dei ragazzi dal ponte di ferro, il pranzo a Vila Nova de Gaia in un ristorantino in riva al Douro (tovaglia a quadretti), il barbiere (anzi, la barbiera... e i tagli sul muso di Stefano), il negozio di articoli di calcio portoghese (mi adeguo alle manovre di mercato e compro la maglietta di CR7), di nuovo a cena da Grigio e ultima passeggiata sul ponte di ferro.
Selliamo in cattedrale. Ed è già un miracolo perchè di solito le chiese sono sempre chiuse e timbriamo al bar o in hotel. Su varie pagine facebook i pellegrini narrano di messe e benedizioni personali al momento del sello... quando raramente riusciamo a trovare una chiesa aperta a noi mettono il timbro senza nemmeno guardarci in faccia e normalmente la cosa avviene al banchetto dei souvenirs. Non che la cosa mi dispiaccia, anzi. Però quando penso che tanti sono convinti che questo sia un cammino religioso mi scappa un po' da ridere.
Comunque... sello fatto alla Tenda da Sè e domani si riprende O Caminho!
Martedì 7 agosto
Di nuovo in marcia.
Lasciamo Porto alle 6.55. Ci vogliono più di due ore per uscire dalla città e dalla sua periferia (molti decidono di fare questo tratto in metropolitana). Ci fermiamo dopo 6 km e mezzo per fare colazione in un grande bar dove ci facciamo anche preparare due panini per il pranzo. Ci confondiamo per bene con le frecce nel centro di Maia. Per fortuna i portoghesi sono collaborativi. A Vilar do Pinheiro stiamo fermi un'oretta in un bar con Elvira-la-milanese. Anche lei è partita da Lisbona e anche lei fino a qui non ha incontrato tanta gente. In un tavolo vicino ci sono quattro italiani che potrebbe sembrare stiano litigando. Beviamo Coca Zero, birra e mangiamo i panini comprati a colazione che si rivelano ottimi.
I pellegrini stanno aumentando. Solo oggi ne incontriamo almeno una decina. C'è anche quello che va a rovescio, camminando a piedi sclazi e che ci ferma chiedendoci se abbiamo una sportina: vorrebbe metterci dentri tutti i rifiuti che sta raccogliendo dalla strada e che ormai non sa più come fare per tenerli in mano. C'è anche il portoghese Andres che il 3 giugno è uscito dal suo giardino a Sao Joao da Madeira ed è andato a piedi a Santiago ed è anche ritornato indietro a piedi e pochi giorni fa è di nuovo uscito dal suo guardino per tornare a Santiago.
Arriviamo a Giao alle 14.30. Alloggiamo a Casa Mindela. Quinta bellissima. Die secoli di storia in queste mura. C'è tutto, dal wifi alla tv satellitare, però non funziona niente.
Pomeriggio di relax. Domani ci aspettano 30 km. Secondo me dovevano essere solo 26, ma la padrona di casa Helena mi fa notare che sono 4 in più. E' molto gentile. Ci va a prendere la cena da asporto: zuppa di legumi e pollo con insalata e patatine, gelato squisito e caffè. Stesso menù per la coppia di lituani che cena con noi e che ha iniziato il cammino a Porto. Unica differenza, Dao rosso per noi e Dao bianco per loro (e perdo l'unica occasione per bere il Dao bianco perchè poi non lo ritroverò mai più). Padre e figlio? O qualcos'altro? Boh?
Helena ci insegna anche ad usare la tv e nella notte il wifi comincia a funzionare.
Mercoledì 8 agosto
Oggi niente sveglia all'alba. Colazione alle 8 e partenza all 8.40. la tappa però è lunga come abbiamo avuto modo di scoprire ieri. Nurofen per me e Aulin per Stefano. Arturo sta bene, o suoi tibiali sono perfetti.
Bella tappa, tra ponti medioevali e vigneti. Ci fermiamo alla chiesa medioevale di Sao Pedro de Rates, ovviamente chiusa, quindi anche oggi si sella al bar! Mangiamo i panini preparati a colazione e ordiniamo due bicchieri di vino sapendo che ci pentiremo nel proseguo di tappa. Ci sono anche Kevin, francese di La Rochelle e Laura. Loro optano per il menù pellegrini e si fermano a Sao Pedro per la notte. Compare un altro pellegrino e Stefano lo chiama al nostro tavolo. Salvatore-da-Milano. Simpaticissimo. Ha cominciato il cammino da Porto ieri facendo il primo pezzo in metropolitana. Oggi si ferma anche lui a Sao Pedro. Vorrebbe dormire nel ristorante convinto che ci siano anche camere in affitto, poi scopre che deve andare allo stesso Aubergue di Laura e Kevin. Ci scambiamo le amicizie su facebook e proseguiamo per Barcelos lungo la faticosa strada romana che continua a mettere a dura prova le piante dei piedi. Gli ultimi 4 km ci sembra di andare indietro invece che avanti! Fine tappa alla Barcelos Way Guesthouse, ore 18.10.
Ci rimettiamo un po' in sesto, aspettiamo che l'inaspettao temporale passi (quello che è arrivato all'improvviso proprio mentre avevo finito di legare la corda per standere al balconcino e steso tutto... per poi finire dopo cinque minuti quando avevo appena finito di trasferire corda e roba stesa all'interno della camera... va beh, lascia che sgoccioli tutto sul pavimento, fa lo stesso non sposto più niente), andiamo a cena al Dos Arcos.
Ultima passeggiata di giornata, per essere sicuri di avere abbondantemente superati i 30 km.
Domani altra tappa lunga da 34 km. Meglio lasciare riposare i tibiali adesso. Buona notte.
Giovedì 9 agosto
Giornatona!
Tappa bellissima, tra vigneti, lungo vecchie carrettere, in compagnia di tanti pellegrini.
Ritroviamo Martina ed Aurora e stavolta con loro c'è anche Enrico (quello dell'autostop). Mentre siamo fermi vicino ad una chiesetta a parlare arrivano i quattro che ieri erano seduti vicino a noi e stavano (presumibilmente) litigando. Sono di torino (cioè, a Torino ci vivono, originari direi proprio di no). Proseguiamo la tappa con loro. Presto Martina Aurora ed Enrico ci lasciano: hanno deciso di prendere il treno per spostarsi sulla Senda Litoral. Ma si aggrega Andres (quello che fa avanti e indietro da Santiago). Camminiamo a lungo con Andres e gli pseudo torinesi. Scopriamo che la disputa del giorno prima era legata alla velocità di camminata. Aqui aqui aqui... un portoghese salva Stefano e uno del gruppo da un madornale errore di strada. E a pranzo ritroviamo i lituani che hanno cenato con noi a casa Mindela. Incontriamo per la prima volta due italiane dagli zaini enormi, 50 litri... noi abbiamo dei 20 litri... Lasciamo al suo destino una coppia di spagnoli con lei in lacrime per la troppa fatica. Ritrovandoci 'a fisarmonica' con un brasiliano conosciuto in mattinata e con gli pseudo-torinesi arriviamo a fine tappa a Ponte de LIma intorno alle 17.30.
Chiediamo il sello bussando in sagrestia. Al secondo tentativo di bussata ci apre un prete in stile 'Uccelli di Rovo' che si sta sistemndo alla belle e meglio la tunica e ci invita a farci timbrare le credenziali in albergo e non da lui. Mi sa che lo abbiano disturbato. Sempre molto a sfondo religioso questo cammino... (e per quanto mi riguarda sempre meno male).
Arriviamo all'Alojement Local Terraço da Vila. Chiuso. Telefono al numero scritto sulla targa vicino alla porta e presto una signora ci viene ad aprire e ci consegna le chiavi. Per fortuna ha anche il timbro per le nostre credenziali. E uno strano concetto di ordine logico su dove apporre i timbri.
Ceniamo in un locale vicino. Arrivano anche gli pseudo torinesi, ma devono lasciare la cena a metà perchè il servizio di tapas non è proprio speedy gonzales e il loro ostello chiude alle 22.
Concludiamo la serata con una passeggiata sul ponte. Poi... stop. Game over. Le tibie hanno bisogno di riposo. Domani altro tappone.
Venerdì 10 agosto
Trenta km anche oggi. Nurofen per la tibia di Stefano. Le mie mi concedono un giorno di tregua (on mi attento a scrivere la parola 'guarigione'). La tappa vola via!
Partiamo alle 7.1 con 11 gradi di temperatura. Dopo 6 km finalmente il sentiero trova il sole. Incontriamo una coppia di torinesi e i successivi 3 km chiacchierando conn loro passano in fretta. Lei è molto sicura di sè, hanno cominciato il cammino a Porto. Ma forse lei è troppo sicura di sè. Non fa i conti col cammino...
Sosta colazione. Ritroviamo due degli pseudo torinesi, il loro Brufen e le loro cremine all'arinica. Arriva anche Andres, e poi le italiane con gli zaini enormi.
Continuiamo la tappa da soli lasciando Andres che cammina ascoltando Condor Plaza con le cuffiette (deve avere scaricato il brano dopo averlo sentito ieri per radio al ristoro in pausa pranzo). Salutiamo un gruppo di giovani Scout italiane. Incrociamo un italiano che torna indietroda una salita in cerca di un amico (devono essere davvero molto amici per scendere da una salita... o l'altro aveva tutti i soldi...)... e tanta altra gente... e di nuovo la coppia torinese con lei in piena crisi.
Fanno quasi tutti fine tappa a Rubiaes, noi continuiamo per altri 11 km fino a Cerdal, Quinta do Caminho. Posto splendido (tralasciando il fatto che le porte di wc e doccia sono trasparenti). Ci concediamo anche un massaggio. E' un po' come essere in vacanza! Cena del pellegrino al ristorante della Quinta.
Domani ci aspettano solo 9 km di tappa, con visita di Valença e arrivo a Tui, in Spagna. Si tira fiato insomma in vista dell'ultimo tratto di cammino.
Sabato 11 agosto
Mattinata rilassante. Stefano in camera a guardare gli europei di atletica leggera e io in piscina a tentare di dare un aspetto decente all'abbronzatura che giorni fa Emilie aveva definito 'agricole'.
Hoje dia de descanso!
Partiamo. Con calma visitiamo la bella Valença. Incontriamo uno strano pellegrino francese che cammina da due mesi e che è rimasto senza soldi e non so con quale sistema abbia in mente di arrivare fino a Lisbona (eh si, lui va a rovescio). Lo salutiamo augurandogli bom caminho prima che ci chiesa l'elemosina. Pranziamo nell'ultimo bar in terra portoghese. Lo sguardo già sul pote che ci porterà in Spagna. Le ragazze dagli zaini improbabilmene enormi, Marta ed Eisa, sono lì anche loro, molto più su di morale rispetto ai primi giorni. Arrivo a Tui anche per oro oggi.
Fra noi e la Spagna c'è solo il MInho, ma prima di passare il confine facciao la conoscenza con Marta-la-torinese (Torino è molto ben rappresentata su questi seniteri). Fino a qui ha fatto la SEnda Litoral, adesso sta andado a Tui per poi prendere un treno, raggiungere Vigo e tornare sulla Senda perchè ha bisogno del mare.Inoltre le hanno detto che a Vigo c'è in programma una grande festa e vuola andare a vedere di che si tratta. Capita spesso di trovare gente indecisa su questo cammino, che saltella tra Central, Senda, Espiritual...
Mentre passiamo sul ponte troviamo il napoletano che vive qui. La moglie portoghese ci spiega che da Tui in poi il cammino sarà molto più sentito. Questione di lotte fra santi dice. Fatima contro Santiago!
A Tui dormiamo al Torre de Xudeau, un magnifico posto medioevale. Dormiamo nella torre. Davanti a noi il Minho e di là dal fiume il Portogallo che abbiamo appena lasciato.
Selliamo ovunque oggi, cattedrale compresa (sempre al banco souvenirs ovviamente). Ceniamo davanti alla scalinata della chies. Ottime tapas. Ritroviamo il cla deli pseudo torinesi. Scelono il nostro stesso ristorante. Domani tappa a Redondela anche per loro.
Bollettino sanitario... Tibiale di Stefano così così, gamba un po' gonfia. Facciamo a turno... Il cameriere a cena gli porta anche il ghiaccio. In effetti Stefano aveva solo chiesto il permesso di appoggiare la gamba sulla sedia, ma il cameriere ha capio che gli stesse chiedendo del ghiaccio... Bene così.
Nel frattempo, un po' come succede per gli ultimi 100 km del cammino francese che vanno da Sarrià a Santiago, anche qui compaiono i gruppi organizzati della serie 'faccio-il-cammino-anche-io'. Foto ricordo del gruppo al completo sulla scalinata della cattedrale. Viaggiano con i trolley e un pullmino d'appoggio che porta il bagaglio all'hotel successivo. Impareremo presto le loro modalità di cammino: si presentano alla partenza di tappa con piccoli zainetti e felpina legata in vita, partono spediti come se dovessero fare la classica camminata del mattino da carampane, fai fatica a tenere il loro ritmo, poi a metà mattina li vedi fermi all'ombra e dopo non li rivedi più fino al giorno successivo.
Domenica 12 agosto
Colazione in hotel con qualcuno di qualche gruppo 'faccio-il-cammino-anche-io' e partenza alle 8.30.
Per sicurezza, cerchiamo di seminare subito i gruppi. Iniziamo la lunghissima tappa di oggi con una coppia di anziani sudafricani. Camminiamo nel bosco. Vediamo per terra una canotta e un paio di km dopo una ragazza ci chiede se per caso l'abbiamo vista. Lasciamo lei e il suo compagno nella indecisione se andare a recuperarla aggiungendo km ai km o lasciarla dov'è. Superiamo un giovanotto che cammina a circa 2 km all'ora. Decidiamo di raggiungere Porrino seguendo il tracciato originale che passa attraverso il poligono industriale. Dopo tanti boschi e tante calzate romane, incredibile ma vero, abbiamo voglia di industrie e cemento! E soprattutto la variante proseguirebbe in salita ed è già stata presa d'assalto dai gruppi... Sostiamo alla Cappella de Guia, foto 'must' al cippo dei 99 km. Pranzo a Porrino: barista non troppo simpatico e caffè che costa il doppio che in Portogallo... eh già, siamo in Spagna adesso. Gruppi che arrivano nella piazzetta con i trolley e i bastoncini da trekking. Meno male fanno tappa qua, noi invece proseguiamo per Redondela.
Proseguendo incontriamo Marta ed Elisa con i loro immensi zaini e il clan degli pseudo torinesi. Impariamo i loro nomi: Carmine, Luciano, Gianluca e Marco. Stefano era troppo convinto che almeno uno di loro si chiamasse Salvatore. Gianluca, ci dice Luciano, è quello con la barba. Si è aggiunta al clan anche una ragazza tedesca. Camminiamo con loro sotto una leggera pioggerellina, che ci consente di giustificare l'avere avuto nello zaino per tutti questi giorni il poncho impermeabile. Peccato non piova abbastanza da dovere usare anche i pantaloni per l'acqua!
Dopo l'ultima salita di giornata (ma non doveva essere tutto pianeggiante sto cammino?) lasciamo il clan all'ostello 3 km prima di Redondela. Arrivati in città fatichiamo un po' per trovare il nostro alloggio, poi finalmente ci sistemiamo. Ultima fatica per andare al parcheggio sotterraneo a comprare il ghiaccio per la tibia di Stefano... poi relax all'Alvear Suites.
Ceniamo in una piazzetta, però dentro al locale perchè tanto per cambiare fuori fa freddo.
Rientriamo in camera per un'altra seduta di ghiaccio, tanto Redondela non è di certo bella e a parte alcuni viadotti non presenta particolarità.
Hasta Manana.
Lunedì 13 agosto
Pontevedra. Siamo qui. Tappa da una ventina di km leggermente allungata seguendo la variante lungo il rio Gafos.
Stamattina... Colazione alla pasticceria Junqueira di Redondela, che se non abbiamo capito male dovrebbe essere di proprietà degli stessi dell'Alvear Suites. Il croissant è talmente tanto grande che ce lo dividiamo e poi ce ne vendono un altro quarto (qui fanno così: paste enormi che nessuno potrebbe mangiare da solo quindi o diventi ciccione o trovi qualcuno che divide con te oppure te le vendono anche a pezzi).
La tappa odierna ha un po' l'aria di una tranquilla scampagnata. E anche un po' di una escursione Alpitour. Con un chitarrista che si esibisce per gli avventori in un punto di rostoro in mezzo al bosco e bancarelle di souvenirs sparse qua e là... Passeggiamo per un'oretta con una coppia di giovani italiani partiti ieri da Tui. Mi piacciono. Nemmeno loro dormono negli ostelli: credevamo di essere gli unici! Sellano ovunque. Li salutiamo poco fuori Arcade in cerca di altri timbri. Attraversiamo minuscoli paesini, superiamo due montagne (sempre per via che questa via lusitana dovrebbe essere pari). Sostiamo per il pranzo al Kiosco Oasis. Si fermano anche Marta, Elisa e i loro grandi zaini. Non c'è molta scelta 'para comer': cipolla con pomodori del campo oppure piatto di affettati e formaggi. Però è tutto molto buono. Il gestore è di una simpatia unica. Rifornisce Marta e Stefano di ghiaccio. Aiuta Stefano che rischia di soffocare quando gli fa assaggiare il suo vino. Ride e scherza con noi e ci sella anche!
Prima di ripartire faccio conversazione con una coppia di madrileni che mi spiegano come dobbiamo fare domenica per arrivare al Museo del Prado il più in fretta possibile. Oggi spagnoli sempre di aiuto... anche ad inizio tappa quando con lo zaino aperto semino un boccettino di shampoo e quattro spagnole di un qualche gruppo vacanze-cammino-di-santiago mi recuperano la bottiglietta e mi sistemano lo zaino. Le ritroveremo spesso anche nei prossimi giorni.
Meno utile al nostro arrivo a Pontevedra la titolare del ristorante Peregrino, che ci manda a fare la fila per il check in nell' aubergue invece che all'hotel, non ha la Fanta, non vuole vendere a Stefano l'acqua gassata ed economizza sulla quantità di ghiaccio per la tibia! Quando finalmente riusciamo a trovare la reception e ad entrare in stanza Stefano si accorge di avere dimenticato lo zaino chissà dove... meno male è solo al piano di sotto!
Pomeriggio in giro per la bella Pontevedra. Ci sono conchiglie ovunque. Anche la chiesa ha la pianta a forma di concha!
Ceniamo in una taperia. C'è stato un momento durante questo viaggio in cui mi sono sentita magra. Ora non più, soprattutto dopo stasera!
Carina, molto carina questa cittadina. Ci sono dieci giorni di fiesta peregrina e ai baracconi c'è una lotteria in cui si vincono prosciutti. Noi non vinciamo mai niente, ma metti caso che stavolta ci capitasse di vincere un prosciutto intero? Per non rischiare evitiamo di comprare i biglietti!!
Martedì 14 agosto
Tappa conclusa, ore 13.45. Volata via! 24 km senza accorgerci di averli fatti!
Partiamo alle 7.20. Sosta colazione in un bar pieno di trekkers (ho deciso di non chiamarli più pellegrini perchè di pellegrini non c'è nemmeno l'ombra). Ritroviamo le spagnole di ieri e quando le saluto mi sento orgogliosa oggi di avere chiuso bene lo zaino. I camminatori dei gruppi-vacanza vanno a scheggia, poi dopo un'ora sono già fuori uso, si fermano e li superiamo. Come sempre.
Facciamo conoscenza con le simpaticissime Chiara e Silvia di Verona e fra una chiacchiera e l'altra non ci accorgiamo nemmeno di avere sbagliato strada... Meno male un paio di tedesche ci richiamano sul sentiero!
Compare Andres e ci comunica che mancano solo 3 km a Caldas de Reis, l'arrivo di tappa. E' mezzogiorno, c'è proprio lì vicno a noi un bar gestito da un ragazzo simpatico che parla un sacco di lingue. Ci sono anche i 'pimientos de padron'... sosta pranzo quindi!
Percorriamo gli ultimi 3 km con Romano e Antonella, due genovesi che avevamo già trovato ieri al Kiosco, lui molto più convinto di lei per l'idea di questo cammino.
Arriviamo al Balneario Acuna alle 13.45, check in velocissimo. Doccia... Terme... Buen Camino, ma anche Buen Descanso... dopo tanti km!
Ceniamo in centro. Dopo avere visionato tre ristoranti optiamo per quello che apre ad un orario che sia un po' prima delle 21.30! In paese non c'è molto da vedere a parte una chiesa in cui stanno dicendo un rosario, ma... baracconi ne abbiamo anche qui eh???
Mercoledì 15 agosto
Ferragosto sul sentiero. Niente terme stamattina, la piscina apre troppo tardi. Colazione (con calma) e partenza (con altrettanta calma) alle 10.
Ci sono sul sentiero gruppi di trekkers organizzati che nel giro di un paio d'ore vengono risucchiati dai vori punti ristoro. Cammino per un po' conversando con una giovane ragazza madrilena dall'ottimo spagnolo. Spero di averla convinta a non lasciare il suo lavoro per trasferirsi in Italia. Sta percorrendo gli ultimi 100 km del cammino (quelli che servono per ottenere la Compostela) insieme alla mamma e altri amici. Sono in undici. Anche loro finiscono risucchiati da un punto ristoro. Ritroviamo la quattro spagnole (mio zaino ok), incrociamo una coppia franco-portoghese, i colombiani che camminano con sportine di plastica piene di provviste (come che in questa ultima parte di cammino non si trovasse cibo!). E poi tedeschi, napoletani... qualcuno che abbiamo incrociato nei giorni scorsi che da una panchina ci urla 'Ciao Modena'... Viniger, vinagre... quando dici che sei di Modena ti senti rispondere così! Aceto! Solo in un paio di persone ci hanno detto 'Pavarotti'. Ci vantiamo un po' con tutti di avere il migliore ristornate al mondo... Quanto alla Ferrari... questa sconosciuta... non interessa a nessuno.
Ricompare anche Marta, quella che avevamo salutato poco prima di Tui in procinto di salire su un treno per Vigo. La città non le è piaciuta, la festa non era niente di chè e allora è tornata sul cammino Central. Adesso cammina con un gruppo di portoghesi che vanno velocissimi perchè così poi possono fare soste più lunghe.
Sentiero oggi per gran parte nei boschi, un po' di su e giù. Arriviamo a Padron poco dopo le 15. Con calma. Pension Grilo.
Lungo il viale di accesso a Padron qualcuno da un tavolino si sbraccia per salutarci. E' il pacifico Andres. Emozionatissimo. Ci abbraccia e ci bacia, felicissimo di essere arrivato fino a qui. Troviamo anche uno del clan pseudo torinese. Ha la barba quindi potrebbe essere Gianluca. Ma c'è anche un altro nel clan con la barba e secondo noi più barba, quindi proviamo a chiamarlo Marco. Non si gira... Ok urlando Gianluca invece funziona. E' insieme alla ragazza tedesca. Anche lui emozionato e con gli occhi che gli brillano. Perchè essere arrivati qui fa un grande effetto. Si dice: 'Chi non passa da Padron non ha fatto il cammino'. Stasera dormiamo tutti qui in questo minuscolo paesino cercando di immaginare come sarà domani l'arrivo a Santiago in Praza do Obradoiro.
Selliamo in chiesa (incredibile). Accendiamo anche un cera, dalla via che ci siamo , metti mai che serva alle nostre tibie! Guardiamo il 'pedron', la grossa pietra contro la quale si sarebbe fermata la barca con le spoglie di Santiago. E proprio sotto all'altare.
Scopriamo che all'Aubergue rilasciano la 'Pedronia', una sorta di certificazione del nostro passaggio da Padron.
Incontriamo Marta, sotto sera in partenza per Santiago con alcuni portoghesi. Questa ragazza non si dà tregua. Dice che vogliono spostarsi un po' avanti sulla tappa di domani per riuscire ad arrivare prima a Santiago. Chiara e Silvia stanno cenando lungo il viale alberato. Noi mangiamo al Grilo: spalla di maiale, pimientos de Padron, prosciutto al forno, torta di Santiago, vino locale e liquore locale... Serve un'altra passeggiata by night per smaltire l'alcol!
Sagra nel paesino vicino. Quasi le 23. Non c'è un'anima, ma c'è un palco che nemmeno Vasco al Modena Park. Il paesino conterà si e no tremila anime, prima o poi salteranno fuori dalle case, prima o poi la musica inizierà e continuerà come minimo fino alle 4 della mattina, cioè più o meno fino al nostro risveglio.
Giovedì 16 agosto
Correggiamo... 4.20. La musica cessa alle 4.20. Dormito quasi niente. E Stefano che all'arrivo qui al Grilo aveva dichiarato 'meno male che la stanza non da sulla strada così non sentiamo il traffico'... la stanza dava sul paesino vicino...
Maaaaaaaaaaaaaaaa...
Oggi è IL giorno. Il giorno che aspetti da quando hai cominciato ad organizzare O Caminho!
Partenza prima dell'alba. E' ancora buio e fatichiamo un po' a trovare le frecce. Colazione dopo circa 6 km con i migliori croissants della vacanza. Gente che sembra quella delle passeggiate domenicali in città sulla tappa. Non si riesce molto ad interagire.
Tanti cartelli di protesta contro l'inquinamento di un fiume. Si tratta del Rio Tinto. Una vecchietta che non so quanto sia in sè mi parla dei problemi che il suo paesino ha con un inceneritore di rifiuti.
Milladoiro, 7 km da Santiago. Cerchiamo un posto per pranzare ma l'unica possibilità è il bar di un centro commerciale in cui ci sentiamo un po' a disagio e dato che nessuno dei gestori ci considera ce ne andiamo e riprendiamo il cammino. Felici di rientrare nel bosco.
Punto di ristoro molto casalingo e quasi sicuramente sconosciuto al fisco a 4 km da SAntiago. Troviamo lì anche Chiara e Silvia. Tempi biblici per la preparazione dei piatti ordinati, ma il cibo è ottimo e poi oggi nessuno ha fretta di arrivare.
Ripartiamo e finimo la tappa con tale Marco, italiano che insegna da otto anni a Madrid. Ci da consigli su quali quadri vedere sabato al Prado.
Ore 14.02. Ingresso in Praza do Obradoiro. Dopo tanti giorni di cammino siamo qui. Ce l'abbiamo fatta!! Foto di rito. Scambi di cellulari perchè la cattedrale è troppo grande per i selfie. Tante persone in piazza con le quali in questi giorni di cammino abbiamo scambiato anche solo qualche parola. Persone sdraiate per terra a godersi il momento ripensando forse alla fatica fatta per essere qui. Splendida la Cattedrale che finalmente è libera da impalcature.
Chiara e Silvia... Loro riescono a fare i selfie anche con tutto questo casino! Facciamo con loro la lunga fila per la Compostela. Richiediamo anche la certificazione dei km percorsi: 634 km si legge sulle nostre pergamene! Riceviamo i complimenti dagli ufficiali preposti.
C'è anche Marta in fila, felicissima. E' arrivata fino a qua senza nemmeno avere deciso nelle ultime due settimane se voleva fare il cammino o semplicemente staresene in spiaggia.
Mentre siamo in fila conosciamo anche la coppia di bresciani che ha fatto il cammino francese. Lei ha dovuto tagliare via un pezzo di scarpa per riuscire ad infilarci dentro il suo alluce martoriato. Ecco... forse loro due potrebbero essere qui per motivi religosi.
E c'è in fila anche uno con la tromba, e per fortuna decide di non mettersi a suonare.
Per quanto ci riguarda, abbiamo dichiarato la motivazione 'spirituale'. Poi spiegherò perchè.
Compriamo un po' di conchas (1 euro l'una), il tubo per contenere le Compostele (2 euro), altri 3 euro per la certificazione km... Grande business ehhhh...
Dormiamo all'Hospedaria Tarela, posto delizioso, in pieno centro, vicinissimo alla Cattedrale.
Usciamo per la cena e poi rientriamo subito. Fa freddo e spiovicchia. Come due anni fa.
Venerdì 17 agosto
Mattinata in giro per le quattro piazze che circondano la Cattedrale. Ritrovimo i bresciani e andiamo con loro ad abbracciare la Statua di Santiago (io mi limito ad una pacca sulla spalla). Faccio due volte la fila per salire fino al busto del santo, perchè la prima volta la foto che ho scattato di nascosto non è proprio venuta. Scendiamo anche nella piccola cripta (credo si chiami così) in cui c'è la tomba. Gente che prega, non è il caso di fotografare.
Raggiungiamo la Cappella in cui tale Don Fabio terrà la Messa per i pellegrini italiani. Mi siedo anche io su uno dei banchi. Poi Stefano comincia a farmi notare che non ce la posso fare a starelì, 'qui sono tutti chiesaiuoli' mi dice. Mi guardo le spalle, c'è anche una suora... Esco. Stefano a Messa io a fare shopping. Prima però ripasso davanti alla tomba dell'ormai amico Tiago, aspetto che il gruppetto in preghiera esca e scatto finalmente la foto anche alla tomba. Gia che ci sono, foto anche al botafumeiro. Io non vorrei fotografare di nascosto, ma in questa Cattedrale è vietato... qui tocca fare così... A proposito di religiosità, il grande incensiere adesso dondola solo previo pagamento di 300 eurini...
La messa dura un'ora e quarantacinque minuti. Riporto dato che non c'ero. La suorina prima dell'inizio distribuisce i fogli con i testi dei canti e fa fare un po' di prove, i bresciani portano l'acqua e il vino, Don Fabio (romano, che a quanto pare è una sorta di Carlo Verdone) chiede a tutti di fare la comunione (anche a chi non è confessato purchè si vada a confessare subito dopo) perchè 'cosa venite a fare a messa se non fate la comunione?'. Dai racconti è stata una cosa molto piacevole, ma, conoscendomi, meno male che non c'ero...
Mentre sono in piazza ad aspettare Stefano arriva la giovane spagnoletta. Foto di rito anche con lei. Mi sdraio poi anche io come tanti altri a ripensare ai miei 634 km... Intanti passano migliaia di turisti. Loro stanno in piedi e guardano noi sdraiati con facce strane.
Finalmente Stefano compare. Pranziamo al Tarela. Mi portano due ciotoline di purè con ragù di maiale che potevano sembrare il piatto che avevo ordinato. Invece sono solo due tapas squisite offerte dal Tarela... e quando arriva il mio Raxo (bocconcini di maiale con patate) sono già piena!
Chiara e Silvia ci raggiungono e vengono a Finisterre con noi, approfittando del nostro autista Carlos (ribattezzato Ambrogio) e del suo Mercedes 220. Vita da pellegrini oggi pomeriggio!!
Arrivimo a Finisterre verso le 16, dopo una piacevole sosta a Porto Maceira dove vediamo un bellissimo ponte romano.
Saliamo prima su un'altura dalla quale ammiriamo il faro di Finisterre, poi scendiamo al faro. Foto di rito al cippo del km zero, sello, lancio delle bacchette nel cestone di ferro. Dopo averlo visto fare ad altri trekkers due anni fa, stavolta il rito del lancio delle bacchette tocca noi! Stefano ci riesce al primo colpo... io al quarto.
Ultima bevuta in compagnia poi lasciamo Chiara e Silvia al porto e rientriamo a Santiago.
Ceniamo al Tarela. Più che altro beviamo. Finiamo la serata con una ultima passeggiata fino alla Cattedrale.
Domani si rientra in Italia, Sarà una giornata molto lunga e che inizierà molto presto. Quindi meglio dormire. Nonostante gli schiamazzi degli ubriachi che girano per il centro. Per fortuna la camera è ben insonorizzata!
Sabato 18 agosto
Sveglia alle 5. Anche se in realtà ci siamo già svegliati a più riprese. Andiamo a piedi fino alla stazione dei bus. Per fortuna non fa troppo freddo. Nel tragitto verso l'aeroporto conosciamo due italiani entusiasti del loro Cammino Primitivo. Da Oviedo a Santiago. Colazione in aeroporto. Volo puntuale. Bus Express dal T4 del Barrajas che in 40 minuti ci porta a Cibeles, nel centro di Madrid. 600 metri a piedi, visita del Prado (splendido), 900 metri a piedi, stazione di Atocha, di nuovo Bus Express per tornare al Barrajas. Terminal sbagliato. Sulla carta di imbarco c'è scritto 4S invece è 4. Tutto da rifare, anche i controlli. Ci manca poco che perdiamo il volo: quando arriviamo al gate l'imbarco è già iniziato. Pranzo saltato, niente merenda. Affrontiamo con coraggio gli snacks a pagamento. Partiamo un po' in ritardo ma atterriamo puntuali. Navetta per il parcheggio. Saliamo in auto... Avventura finita.
Alla prossima...

CONSIDERAZIONI FINALI
Motivazione del cammino. La scelta che puoi fare nel momento in cui richiedi la Compostela è fra religioso- spirituale- trekking/sportivo. Esclusa in partenza la prima motivazione. Dubbiosa sulla seconda. Sono stata tentata di optare per la terza scelta, ma in effetti questi 634 km non sono stati trekking. Trekking è camminare per sentieri, osservare il panorama, gli animali e annusare l'aria. Stavolta si è trattato di attraversare quasi per intero una nazione e scoprire che si è in grado di farlo con le proprie gambe, che se ci si riappropria del tempo si può andare ovunque senza automobile. Il panorama era secondario al mettere un passo avanti all'altro. Avessi avuto altri 40 giorni di tempo avrei continuato a camminare e avrei percorso il cammino francese a rovescio da Santiago fino a Saint Jean Pied de Port. Purtroppo il tempo non c'era. Maledetto tempo che spesso non si ha! Quindi, per esclusione, motivazione spirituale che con la religione sono certa non abbia nulla a che vedere altrimenti non avrebbero messo le due oprzioni e avrebbero messo una bella '/' come per trekking/sportivo. Nulla a che vedere con la religione come del resto tutto il cammino anche se qualcuno (pochissimissimi) che lo affronta con questo spirito c'è, come i due bresciani, come il genovese che aveva partecipato a tre giornate mondiali della gioventù e come un signore che ho visto entrare in una piccola chiesetta, stranamente aperta, con un rosario in mano.
Ho scoperto che posso vivere con 4,9 km di roba nello zaino (anzi, zaino compreso) per un mese senza che mi manchi nulla.
Ho notato che ogni 70 passi fatti con il piede destro percorro 100 metri. 700 passi fanno un km. La vera indecisione era: meglio contare dieci volte fino a 70 o sette volte fino a 100? Abbiamo camminato lentamente, 4 km all'ora. Modello diesel. Troppa strada da fare per pensare di andare più forte e sempre con uno zaino in spalla. Un km 15 minuti. Il nostro cammino è terminato e non abbiamo ancora stabilito quando sia meglio fare la pausa pranzo... a metà tappa? A due terzi? Quando hai fame? Quando manca poco all' arrivo (propendo per questa soluzione)?
Ho notato anche che gli ultimi 4 km di ogni tappa sono molto più lunghi di qualsiasi altri 4 km e questo indipendentemente dalla lunghezza della tappa stessa.
Non avevo mai bevuto birra perchè non mi piace e continua a non piacermi, ma nei primi 400 km era necessaria ed andava giù che era una meraviglia!
Lisbona-Fatima. Caminho do Tejo difficilissimo. 150 km in solitaria. Poche persone incontrate sul sentiero. La fatica delle prima tappe, quando non hai ancora ben preso il ritmo camminata e lo zaino non fa ancora ben parte di te. Quando ancora non hai preso l'abitudine a 'as flechas' e devi sempre ricordarti di seguire da Santarem in poi quelle azzurre e non quelle gialle sennò a Fatima non ci arriverai mai. Momenti in cui sei da solo nel bosco e le frecce sono confuse... Molte strade nazionali trafficate nei primi tre giorni. Il ripidissimo sentiero tra gli ulivi che porta a Minde. Interminabili boschi di eucalipti e un altopiano pieno di pale eoliche infinito. Però... ottimo vino. Fatima: grande supermercato della religione. Come previsto.
Tomar-Porto. Piacevole. Alcune tappe molto belle. Qualche camminatore in più sulla via. Sempre ottimo vino. Prezzi ridicoli anche per il cibo. 250 km, forse qualcosa in più. Splendide Tomar, Coimbra e Porto. Il continuo concentrarmi sul fatto che se avevo sopportato per tanti anni le scarpette da punta potevo sopportare anche il grande dolore alle tibie. Sono stata o no una danzatrice classica?? La grande indecisione tra Aulin, Voltaren e Nurofen... tutti e tre splendidi alleati in quel tratto di percorso. Pomodori, pomodori e pomodori.
Porto-Tui. 320 km circa. Tanti incontri. Ancora gli eucalipti, ma anche i vigneti. E pannocchie, tante pannocchie. Calzate romane ovunque. Belle tappe. Poveri piedi! Prezzi sempre ridicoli. Il vino era meglio più a sud, ma i pimientos de padron sono da fuori di testa! Belle Barcelos e Ponte de Lima.
Tui-Santiago. 120 km. Scampagnata. Vino cattivo (gli spagnoli non lo sanno proprio fare). Prezzi più alti. Tui deliziosa. Anche Pontevedra. Momento di descanso alle terme. Emozionante l'arrivo a Padron (più che a Santiago) perchè quando sei lì capisci di avercela fatta, mancano solo 24 km e vorresti che non passassero mai. E poi ci sono i peperoncini!
Perchè ho percorso la via lusitana? Perchè volevo percorrere un cammino per intero e 634km erano la lunghezza giusta. Perchè dovevo fare qualcosa che mi permettesse di presentarmi davanti al cestone di Finisterre e lanciarci dentro le mie bacchette da trekking. Volevo farlo da due anni. Ci sono riuscita.
Pianeggiante! Leggenda metropolitana. Smentiamo subito questa cosa. Un cammino pianeggiante è qualcosa che è sempre pari. Questo è collinare, un continuo su e giù e su e giù faticosissimo. Non ci sarenno le grandi salite dei Pirenei, ma ogni giorno ci sono almeno 300-400 metri di dislivello sia in salita che in discesa! Pianeggiante sto ca.......
Benedizione. Prima della partenza Stefano ha chiesto al prete della nostra parrocchia una benedizione. Dopo avere spiegato a Don Antonio chi eravamo, dato che da 26 anni (cioè dal giorno del matrimonio, e lui non c'era ancora) non abbiamo mai frequentato la chiesa se non per andare a cena nei giorni di sagra... ci ha dato questa benedizione. Timbrato anche le credenziali... Anche se poi in Cattedrale a Lisbona il primo sello ce lo hanno apposto sopra al suo timbro. Chi mi conosce sa come la penso su benedizioni, chiese, preti e suore... Comunque Arturo alla benedizione non c'era e i suoi tibiali non hanno avuto problemi...
Inquietante. Partita con mesi di problemi sulle spalle che mi avevano ridotta male. Realizzato che in un modo o nell'altro (sarà suppongo solo questione di soldi) la soluzione arriverà. Decisa a non farmi più sommergere dai pensieri... ho cominciato a camminare senza sapere a cosa pensare. Niente di niente. Non ho trovato nulla a cui pensare durante le lunghe ore di cammino. Mente vuota. Per diversi giorni mi sono ritrovata a contare i famosi 700 passi... Positivo o negativo? Non lo so. Inquietante? Un pochino forse. O forse no.
Il Cammino prende, il Cammino da. Mi ha ri-dato caffè e formaggio che in seguito ad una intossicazione da muffa non toccavo da oltre due anni. Mi ha dato consapevolezza di potercela fare (e non mi riferisco solo al fatto di camminare). Mi ha tolto la power bank che ho dimenticato forse in hostel a Santarem ma che comunque non funzionava più. Mi ha tolto due kg. Mi ha dato una abbronzatura 'agricole' con fantastici segni di calzini, canotta e pantaloncini. Mi ha tolto l vogli di patatine fritte che probabilmente non vorrò più trovarmi nel piatto per mesi. Mi ha dato il piacere di sorridere a chi non conosco (cosa che ieri al mercato a Carpi non funzionava molto bene) e di ascoltare le diverse storie di chi si incontra. Mi ha dato il dubbio del perchè ho affrontato tutto ciò... forse è come dice Andres... 'o caminho me tira e a vida me puxa'? Ma mai, mai, mai nemmeno per un solo momento ho desiderato di essere altrove.
A chi vorrà affrontare la via lusitana un giorno... Bom Caminho!!
Lela (24 agosto 2018)

 

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