Chiara Buttironi

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23 Giu 2020

ISOLA DI SAL - Capo Verde: la mia recensione sull

Capo Verde Isola di Sal
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Durata del viaggio 1 giorno

Periodo dell'anno giugno

Range di spesa Da 500€ a 1.000€

Adatto a Famiglia

Al largo delle coste del Senegal, circa 600km, dieci isole nell’Oceano Atlantico, belle e ancora incontaminate. E’ il punto più occidentale dell’Africa e il più europeo per tradizioni; questa meta viene infatti definita “Africa light”, adatta a chi desidera visitare il continente nero e godere dell’atmosfera africana, senza tuttavia rinunciare alla sicurezza e al comfort di una meta quasi europea. Patrimonio naturale di indubbia bellezza, l’arcipelago può offrire paesaggi mozzafiato, lunghe spiagge incontaminate, vette montuose e verdissime vallate. Tutto questo è Capo Verde.

Dopo questa breve introduzione vorrei parlarvi un po’ della mia esperienza personale su una di queste isole, attraverso una recensione che, in linea generale, non può essere che positiva.

 

Per motivi personali quell’anno non avevamo un grosso budget da spendere, ma non volevamo nemmeno rinunciare a un po’ di vacanza dopo quasi un anno di “sbattimenti” vari. Ci viene offerto Capo Verde il cui costo era allettante, ma sinceramente non lo era altrettanto la meta. Avevamo letto recensioni non troppo positive su quest’arcipelago che non invogliavano a partire, per non parlare del forte vento, dell’acqua dell’oceano e via discorrendo. C’è da dire che noi siamo persone che, grazie al cielo, non si accontentano mai del sentito dire e, nonostante la meta fosse piuttosto controversa, decidiamo di andare a verificare di persona per riuscire a farci un’opinione del tutto nostra.

 

Partiamo dunque il 3 giugno 2015 con un volo Neos diretto a Capo Verde, nello specifico verso l’isola di Sal con scalo a Boavista (anche qui la stragrande maggioranza diceva che Boavista era più qua, più là, più tutto rispetto a Sal…ce ne freghiamo; in fondo c’era anche qualcuno che pensava l’esatto contrario).

 

Dopo soltanto circa sei ore di volo raggiungiamo quello che poi si rivelerà essere il nostro paradiso per una vacanza davvero unica e indimenticabile, contrariamente a tutte le opinioni sentite in precedenza. E’ proprio il caso di dire: i tropici dietro l’angolo. Ora cercherò di dare qualche informazione tecnica sul luogo e qualche altra filtrata ovviamente dalla mia soggettività e dai miei gusti personali, poi starà a voi giudicare o …andarci direttamente.

Inizio a parlare del periodo più o meno adatto per volare sull’isola. Da novembre a febbraio per loro è periodo di alta stagione: il vento soffia fortissimo, le onde dell’oceano si alzano notevolmente e gli amanti del surf o del kite iniziano a dare i loro spettacoli acrobatici sulle meravigliose acque dell’Atlantico. Credo che sia un’esperienza unica almeno da vedere! Tenete presente che però in questo periodo, proprio a causa delle caratteristiche appena descritte, è quasi impossibile fare il bagno oltre che per le forti onde, anche per l’acqua troppo fredda. Il periodo che va da agosto ad ottobre è quello delle piogge: a volte magari non dà nemmeno una goccia, ma il vento cessa notevolmente e l’umidità si alza. Tanti fanno le vacanze proprio in questo periodo e si trovano bene; tempo bello e possibilità di fare il bagno. Noi abbiamo scelto il periodo che sta in mezzo (da marzo/aprile fino a luglio) caratterizzato dalla stagione secca. Sinceramente ci aspettavamo un vento folle ed esagerato, per come ce l’avevano descritto. In effetti il vento c’è ed è una costante dell’isola: questo tenetelo sempre ben presente. Però così insopportabile noi non l’abbiamo trovato anzi, dirò di più, se non ci fosse stato quel vento sarebbe stata critica: Il sole è troppo forte, quasi bruciante tant’è che io che non mi scotto mai, qui mi sono ustionata. Fa veramente tanto caldo e sarebbe impossibile stare sotto il sole dell’una o delle due senza cappellino e senza ombrellone come invece abbiamo fatto noi per tutta la settimana. Proprio grazie al vento tutto ciò è possibile, e già questo lo trovo fantastico. Il miglior relax in assoluto sul lettino sotto il sole l’ho avuto proprio durante questo soggiorno a Sal: prendere il sole senza una goccia di sudore colante, con il vento che ci asciugava la pelle rendendoci freschi, è stato qualcosa che finora non avevamo mai provato; più di una volta ci siamo trovati sull’orlo dell’addormentamento. Quando il sole cala invece, fa già più freddo: il vento senza il sole abbassa le temperature, quindi consiglio di avere sempre una felpina o un maglioncino a portata di mano per questi momenti.

 

Fare il bagno davanti al nostro resort a volte era faticoso perché, pur non essendoci onde altissime, è pur sempre oceano e l’acqua tendeva a risucchiarci all’interno. Noi ci siamo buttati comunque stando un pochino attenti a questo aspetto; l’acqua era piacevolmente fresca e, una volta usciti, questo enorme “phon” naturale ci asciugava in mezzo secondo: incredibile! In ogni caso se andate verso la spiaggia di Santa Maria, il mare è più calmo e ci sono meno onde: lì sicuramente vi potrete godere meglio e più in tranquillità il vostro bagno. Quello che ci tengo a sottolineare è che il vento, il moto ondoso dell’acqua e la quantità di sabbia che a volte si solleva da terra, variano molto in base alle giornate: si può trovare la giornata tranquilla, sia come onde che come vento, e magari già il giorno dopo è tutto più agitato esattamente come il cielo con le nuvole, che a volte vanno e a volte vengono al pari di una ruota che gira sempre, mutando di momento in momento le condizioni climatiche generali. Comunque, gli attimi nuvolosi, non impediscono affatto alla tintarella di fare la sua comparsa anzi, pare che ci si scotti ancor di più. Il consiglio è dunque di usare protezioni alte, non sotto la 30. E la pioggia? Cos’è? Mai vista in tutto il soggiorno.

 

 

L’isola di Sal non è molto grande, sarà circa 30km in lunghezza e 12 in larghezza, per questo non è né difficile da girare né impegnativa: noi in un paio di giornate piene abbiamo praticamente visto tutto, e il resto del tempo l’abbiamo dedicato al riposo. Questo è un ottimo aspetto per chi come noi volesse abbinare tour e relax all’interno della stessa vacanza. Voglio subito smentire alcune voci che sento quando mi chiedono consigli sulla pericolosità o meno dell’isola. Non è una zona assolutamente pericolosa; tutto è calmo e tranquillo e la gente del posto cordiale. Noi abbiamo affittato una jeep e abbiamo girato da soli in lungo e in largo con appresso una bambina, perciò valutate voi. Addirittura quando ci perdevamo all’interno delle strade sterrate, dove come segnaletica tenevamo presenti le impronte delle ruote di altre jeep sul terreno, i capoverdiani oppure gente dei tours che passava di lì, ci hanno sempre dato una mano per raggiungere la meta. L’unica zona che una guida locale ci ha consigliato di non toccare è quella a nord, nord-est, verso Fiura: ci spiegava che lì, quei pochi abitanti che ci sono, non sono abituati a vedere gente e, essendo poveri, appena vedono una macchina partono all’assalto per rubare tutto quello che ci trovano dentro. In ogni caso è una zona brulla dove non c’è gran chè da vedere.

Il paesaggio è desertico, piatto, l’unico monte che fa un po’ da sfondo a tutte le foto, è il Monte Grande e, dalla strada si scorge il Monte Leao, l’inconfondibile “leone” che guarda verso il mare. Non è vero però che è tutto deserto secco e monotono! Personalmente mi ha colpito molto la particolarità dei colori: Noi girando ne abbiamo trovati tantissimi a partire ad esempio dalle casette delle piccole cittadine di Espargos, capoluogo dell’isola, e di Palmeira, piccolo villaggio di pescatori, dove si respira ancora un’atmosfera autentica, in disparte dal turismo. I punti panoramici, di cui parlerò poi più dettagliatamente nei vari post, sono di una bellezza mozzafiato. Il mare è caraibico e con il sole assume tonalità bellissime di verde e azzurro chiaro. Le spiagge, essendo questa un’isola vulcanica, sono splendidamente bianche oppure beige, dipende dalla zona, con delle particolarissime striature nere date proprio dal cratere. Se ne possono ammirare di piccole, come ad esempio alcune calette dove, se il tempo lo permette, ci si potrebbe fermare a fare il bagno, oppure spiagge immense, sconfinate e desertiche, tanto deserte da far quasi mancare il fiato quando ci si trova lì in mezzo. Ciò che mi ha colpito tanto è il binomio deserto-mare che pare proprio una contraddizione, ma che dà vita ad un contrasto di colori e non solo, piuttosto unico e particolare. Ed ecco nel bel mezzo di questo contrasto spuntare davanti a noi la meravigliosa duna di sabbia creata dal vento, alta più o meno una sessantina di metri, che cambia i suoi colori a seconda della presenza o assenza del sole: arrivati alla vetta si ha la sensazione di essere i padroni del mondo! Parlo della meravigliosa e infinita spiaggia di Ponta Preta. Ma non è finita qui: durante una gita in pick-up, questa volta organizzata dall’hotel, ho scoperto e devo dire con grande stupore, che anche a Sal esistono dei meravigliosi canyon. Durante quel percorso avrò scattato più di trecento foto per i mille colori che ci avvolgevano: deserto marrone che a tratti assumeva alcune tonalità di rosso, altre volte bianco con delle piccole cunette da cui spuntavano, non si sa come, delle piantine grasse. A tratti, ciuffi di vegetazione, facevano da cornice ai canyon illuminati dal sole; non sono molto grandi (non pensate di certo a quelli dall’America o del Marocco), però sono davvero carini e, nella mia ignoranza, non credevo nemmeno esistessero lì. Percorrendo i vari tratti con il fuoristrada, ci è capitato di ritrovarci all’interno di un paesaggio lunare, tutto grigio scuro e tetro proprio come se fossimo su di un cratere, e un’immagine spettacolare che non dimenticherò mai di questa gita è una piccola vallata di sabbia fine bianchissima chiusa ai lati da rocce laviche, quasi nere: beh, forse proprio a causa di questo contrasto di colori, sembrava ci fosse per terra la neve. Se tutto questo non stupisce e il paesaggio viene definito monotono, vuol dire che la gente non sa guardare il mondo con occhi sufficientemente profondi e curiosi.

In conclusione credo che chi abbia giudicato questo posto negativamente, secondo me non l’ha visto per bene in tutti i suoi meandri e probabilmente ha fatto solo un giro dell’isola superficiale, toccando magari solo i punti più comuni e perdendosi invece quelli più particolari e degni di nota. Certamente a mio avviso l’isola di Sal, come credo a maggior ragione anche le altre isole che sono meno turistiche, è una vacanza che accontenta solo un target ristretto di persone. Se vi piace la vita mondana, il caos e il movimento in generale, allora questa non è la vacanza che fa per voi. Qui non siamo a Cuba o a Santo Domingo dove sì, c’è molto più divertimento ovunque e il mare è più tranquillo, ma dove c’è anche un turismo di massa che io trovo esagerato e fastidioso: spiagge mega affollate di lettini e gente che prende il sole tipo in riviera. Questo, a mio avviso, è la rovina e l’aspetto negativo che oscura la bellezza naturale di quei posti che hanno comunque mare e spiagge dai colori stupefacenti; quando però ci si gira e aihmè, si vede tutta quella calca, ecco, questo mi piace poco. A Capo Verde invece, è tutto molto più tranquillo, la vita stessa scorre calma e placida tanto che al ristorante ci è capitato di dover aspettare anche un’ora per essere serviti. Il loro motto è “NO STRESS”, calma e tranquillità. Tutta questa “movida” non l’ho vista, a parte nella zona del porticciolo di Santa Maria quando al mattino arriva il pescato fresco. Per il resto se uno vuole divertirsi e fare vita notturna, l’isola non offre gran chè, fatto che a me non è assolutamente pesato forse perché non sono una persona tanto mondana: mi piacciono le cose semplici e allo stesso tempo particolari, che mi lascino un’emozione diversa dal solito. Ultimamente andiamo cercando dei posti un po’ più esclusivi e, in questo senso, devo dire che la scelta del viaggio si è rivelata azzeccata. Le spiagge sono infinite e praticamente semi deserte: i lettini davanti al nostro resort si potevano contare sulla punta delle dita e, inoltrandosi in questa immensa distesa di sabbia bianca, oltre al mare, si vedevano in lontananza le sagome di alcune persone alte quanto la punta di una matita: questo l’ho trovato stupefacente tanto da restarne a bocca aperta. Un luogo adatto alla meditazione in solitudine. E dire che quest’isola viene definita la più turistica…per fortuna!! Certo, ovunque parlano italiano e la gente che viene in vacanza approda qui o a Boavista, però per me i posti turistici sono altri. Quest’isola secondo me, conserva ancora intatto il suo fascino e le sue peculiarità tipiche del luogo, ma anche qui purtroppo stanno cominciando a costruire: ovunque, nella zona periferica, abbiamo trovato cantieri aperti. Immagino quindi che tra qualche anno anche questo posto verrà rovinato dalla presenza di troppi turisti, cosa abbastanza spiacevole. Sono felice di esserci andata adesso intanto che non c’è ancora un grosso sfruttamento, e anche voi, se aveste una mezza intenzione di andarci, fatelo ora, prima del grande BOOM!

Chiara Buttironi

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