Chiara Manzini

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06 Nov 2018

Caprivi e Victoria falls

Namibia
Caprivi Cascate Vittoria
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Durata del viaggio 20 giorni

Periodo dell'anno ottobre

Range di spesa Da 2.000€ a 2.500€

Adatto a Famiglia

Per generazioni il Caprivi è stato difficile da raggiungere. L'accesso a questa parte della colonia tedesca comportava un lungo giro, ora non è più un problema. In men che non si dica mi sono trovata a zigzagare tra Namibia, Angola, Botswana, Zambia, Zimbabwe.....il mio telefono sembrava impazzito, ogni tre secondi mi arrivava un messaggio: "benvenuto in Zambia", "benvenuto in Zimbabwe", "benvenuto in Botswana".....ad un certo punto ho pensato che il gestore telefonico mi scrivesse: "....e statte un po' ferma.....nun te se sta dietro !!!".
Le cascate Vittoria, sono tra le mete turistiche più ricercate ! La prima volta che le ho viste ho immaginato l'emozione che questo prodigio della natura suscitò in Livingstone e i suoi compagni di viaggio. Per me, ora, sono fin troppo....."turistiche", io preferisco i luoghi più "selvaggi", meno frequentati ! Tuttavia, emozionante è stato fare rafting lungo lo Zambesi: fra rapide, schizzi di schiuma e correnti impetuose che fanno salire al massimo l'adrenalina....soprattutto a me, che non so nuotare !
Il fiume Okavango è uno dei più belli dell'Africa. Nasce in Angola, e scorre verso sud-est con tale impeto e tanta abbondanza di acqua che sembra destinato a raggiungere l'oceano invece muore interrato e per questo è conosciuto come "il fiume che non trova il mare”. Prima forma una vasta zona di paludi e lagune poi riemerge e, come esausto, si ferma in Botswana creando il delta più grande del mondo. Qui si può ammirare tutto il campionario di animali africani, compresi coccodrilli e ippopotami assenti in Etosha.
Posizionata sulla riva sud del fiume si trova Rundu, capoluogo della regione di Kavango. Questa città di frontiera, al confine con l'Angola non è una meta turistica, la risorsa principale della città è l'allevamento dei bovini. A Rundu sono andata esclusivamente perché durante i miei viaggi sono venuta a conoscenza del lavoro svolto da Rosanna, una signora italiana, in Namibia ormai da tanti anni. Quest'ultima, in collaborazione con il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli è riuscita a trovare i fondi, sviluppare e realizzare progetti per coloro che ne hanno bisogno. Riguardano soprattutto il sostegno dei bambini, in particolare gli orfani e la promozione di attività per incoraggiare il lavoro autonomo soprattutto femminile. Le regioni del nord della Namibia sono le più popolate e presentano il più alto tasso di povertà, in particolare nel Kavango gran parte della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. A Rundu, seconda città della Namibia per grandezza, c'è un alto tasso di mortalità a causa dell'AIDS: la mia generazione è stata quasi totalmente sterminata, lasciando tanti bambini orfani. Nel breve periodo che sono stata lì non passava giorno che non ci fosse un funerale. Rosanna è una donna minuta fisicamente, quanto è decisa e forte caratterialmente, Rosanna è una grande donna, dal cuore immenso: la seconda volta che ci siamo incontrate mi ha chiesto se volevo conoscere i “suoi” bambini. Così sono arrivata nella baraccopoli di Rundu, era il 2009 e, in mezzo alle baracche fatiscenti coperte da lamiere di zinco che durante il giorno diventano "forni" in cui è impossibile stare, c'era soltanto una struttura formata da quattro mura e un tetto, anch'esso di zinco, donata da un abitante della zona. Quando ci sono tornata nel 2012 ho trovato una situazione notevolmente migliorata: tre aule, la cucina, le camere per i volontari, un asilo-mensa che assicura un pasto al giorno a più di 400 bambini orfani o poveri, bagni e docce. Nella baraccopoli i "servizi igienici" sono costituiti da un buco nella sabbia, quattro pali e una tenda per coprire alla bell'e meglio chi se ne serve pertanto, un bagno in muratura con tanto di acqua corrente è una grande comodità. Inoltre, c'è un laboratorio di cucito e un orto da coltivare, perché uno degli obiettivi primari è quello di insegnare un lavoro. L'ultima volta che ho visto Rosanna mi ha parlato di altri progetti che riguardano l'ospedale e l'assistenza delle persone anziane, nonchè l'educazione attraverso l'assegnazione di borse di studio per i bambini rimasti completamente soli. L’ultima volta che ho visto Rosanna le ho promesso che sarei tornata...

Chiara Manzini

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