COLORI CUBANI

lunedi 25 dicembre - sveglia alle 6.45, navetta dell'hotel Villa a Malpensa che ci accompagna al terminal... Solita trafila... check in, rx, controllo passaporti, imbarco. Partiamo puntuali. Aereo scomodo... d0altra parte questa volta si vola Neos, mica Singapore o Qatar! Cibo discreto: gnocchetti al pomodoro, prosciutto crudo, gelato, panino con la bresaola... Film così così a parte La La Land, ma niente monitor personale. 15.30 ora locale: stiamo per atterrare all'aeroporto Josè Marti di L'Avana. Avventura cubana che sta per cominciare... Immigrazione velocissima, ritiro bagagli anche. Bus 3518 per Varadero. Arriviamo all'hotel Los Delfines alle 20.30. Casa Derovara, suite 112. Non c'è tempo per la doccia: andiamo subito a cena prima che il ristorante chiuda. Buffet passabile, vino così così, ma siamo a Cuba: non si può pensare di mangiare e bere bene qui! Ore 22 (4 del mattino in Italia): la stanchezza comincia ad avere il sopravvento... ora di dormire...

martedi 26 dicembre - alba a Varadero. Sono da poco passate le 6 e siamo già in piedi. Vista mare spettacolare dal nostro enorme balcone che dà proprio sulla spiaggia. Acqua dell'oceano sufficientemente calda anche per me. Ci sono alcune faccende da sbrigare tipo cambiare gli euro in cuc, sistemare la cassaforte, trovare una scheda per il wi-fi, comprare lo shampoo... già perchè il fatto di essere in una suite non significa un granchè quando il posto è un tre stelle... abbiamo solo un asciugamano a testa e una saponetta in due! Colazione ottima. La sala ristorante stamattina fa un effetto decisamente migliore di ieri sera. Camminata del mattino verso nord, camminata del pomeriggio verso sud. Missione shampoo in paese riuscita, scheda wi-fi manco a parlarne. Mojito (imbevibile) al tramonto con la nuova amica Caterina.

mercoledì 27 dicembre - oggi andiamo a Matanzas. Il simpatico ragazzo della reception ha fatto qualche telefonata e ha contrattato per noi con il suo amico taxista. Andiamo a vedere com'è questa 'Venezia de Cuba'. Il taxi M-70 si presenta all'appuntamento con 30 minuti di anticipo... altro che 'orario cubano'!! Molto carina Matanzas e molto gentile l'autista che ci accompagna in tutti i luoghi interessanti della città, compresa la chiesetta in cima al promontorio. Mentre noi ce ne andiamo in giro per Matanzas la receptionist riesce a prenotarci un tavolo all'Imperial.

Cosa dire di questi nostri primi momenti cubani? I colori sono incredibili. Il rosso è proprio rosso, il blu davvero blu e sotto la luce del bellissimo sole tutto brilla. Le automobili sono fantastiche, anni 50, anche loro coloratissime. Le persone sono gentili e si lasciano fotografare. Giocatori di baseball compresi: stamattina allo stadio Palmar de Junco (il primo stadio in cui a cuba si è giocato a baseball) Stefano si è fatto fotografare proprio con lui: Junco, il grande campione che adesso ha una settantina d'anni.

Quando torniamo in spiaggia sono rimasti solo due lettini e li sistemiamo sotto ad una palma per cercare l'ombra. Mentre siamo a pranzo yna noce di cocco cade esattamente fra i nostri lettini... meno male eravamo al ristorante... Nel pomeriggio mi godo l'aria del mare dal balcone, all'ombra... Fa molto caldo, gli altri turisti sono tutti in spiaggia: irriducibili della tintarella sdraiati al solo che per non perdere nemmeno mezz'ora di abbronzatura non vanno nemmeno a pranzo e si fanno portare un trancio di pizza dallo snack bar! Io invece al ristorante ho già il mio cameriere preferito che ha già imparato cosa deve portarmi da bere... Due orette di camminata per finire la giornata. Anche oggi tramonto molto bello. La cena all'Imperial... che vorrebbe essere un posto un po' chic: minestrone, filetto di manzo con purè e cream caramel. Il vino è lo stesso del buffet, 'Entre Rios' di importazione spagnola... un po' come se importassero il nostro San Crispino!

giovedì 28 dicembre - sveglia prima dell'alba. Riesco nell'impresa di farmi preparare due caffè dal barista che non sprizza simpatia nemmeno durante il giorno, figuriamoci alle 5 della mattina! Succo di frutta, biscotti e brioches portati da casa e poi andiamo all'incontro con qualcuno di Cuba Outings, un'agenzia online che ho contattato dall'Italia e con cui visiteremo tutta la parte ovest di Cuba.  In reception troviamo Felix ad aspettarci... in anticipo sull'orario. C'è anche l'autista Joel. Facciamo la prima sosta, dopo un'ora abbondante di viaggio, in una piantagione di banane. Ne approfittiamo per passeggiare un po' mentre Felix e Joel fanno colazione. 

La Palma Reale è l'albero nazionale cubano. Il frutto si chiama 'palmiche' e serve per alimentare i maialini, che qui sono buonissimi, carne tenera!

Imbocchiamo una specie di autostrada. Un rettilineo lungo lungo lungo! Nel frattempo Felix ci racconta della sua vita, anni di carcere compresi... E parliamo di danza dato che lui ha fatto da interprete alla grandissima Alicia Alonso, la più famosa danzatrice classica cubana.

Santa Clara: visitiamo il Mausoleo del Che, che devo ammettere fa un certo effetto. Piove.

Proseguiamo verso Trinidad attraversando le montagne. Managuà, Manicaraguà... Ai lati delle strade vediamo abitazioni che sembrerebbero abbandonate ed invece sono tutte abitate. Sempre, ovunque, persone intente a non fare nulla, o forse stanno solo aspettando un passaggio per spostarsi altrove. Qui tutti, tranne i turisti, fanno l'autostop. Facciamo sosta in una casa di campagna dove la gentilissima Madalene ci offre un piatto di manioca deliziosa e un caffè. Assaggiamo anche il Canistel, un frutto giallo che un sugnore ci raccoglie direttamente dall'albero arrampicandosi lassù in alto. La casa è piena di gatti, galline e pulcini, maiali, c'è persino un tacchino e poi ci sono i cavalli... Attraversiamo i monti in mezzo ai quali i controrivoluzionari tentarono di organizzarsi. Passiamo tra le coltivazioni di canna da zucchero... In passato il 12 % degli schiavi durante la stagione di un raccolto moriva. Con grande emozione al ristorante di Trinidad troviamo il Sauvignon Blanc cileno! Finalmente vino vero! Ristorante 'La Ceiba'... pranziamo all'ombra di questo albero che ha quasi 500 anni. Pollo 'sureno', e ci portano anche un piatto di frutta e uno di verdura. Dopo pranzo visitiamo la bellissima città di Trinidad. Fa caldo, molto. Sole splendido. Compro tre minuscole bamboline. Presento Arturo a Felix. Hanno la stessa età e il padre di Felix si chiama proprio Arturo. Una mamma in giro per le stradine si ferma per fare un grattino sulla testa del mio topo e mi chiede di regalarlo a sua figlia...

Riprendiamo il viaggio. Costeggiando il Mar dei Caraibi arriviamo a Cienfuegos. Visitiamo la città dove all'epoca del protezionismo si faceva la bella vita dentro al Valle Palace nell'area di Punta Gorda. Che affascinante dev'essere stato frequentare l'alta società di Cienfuegos negli anni 50...

Sulla via del ritorno Felix si accora per comprare del caffè al mercato nero... tutto sotto controllo. Arriviamo al Los Delfines alle 19.30, dopo 13 ore di escursione. Ceniamo al buffet, comincianod con un brodino di manzo dato che il pollo sureno deve ancora andare giù del tutto. Lunga passeggiaya serale fino al Beatles, e poi fino alla banca dove dopo tue tentativi falliti allo sportello ATM riesco finalmente a prelevare. Al Los Delfines era stato impossibile fare anche il minimo cambio di denaro, la receptionist con la voce roca piuttosto che lavorare si sparerebbe! Sono quasi le 23. Tenteremo di dormire, nonostante la festa della gang di ubruaconi inglesi sul terrazzo e il karaoke al bar di sotto. Domani andremo in escursione a Vinales e Soroa e sulla via del ritorno ci fermeremo a L'Avana a casa di Ana. E con un po' di fortuna dormiremo.

venerdì 29 dicembre - Strano! Non abbiamo dormito molto stanotte per colpa della festa sul terrazzo, però non abbiamo sonno. Sveglia alle 5.30. Ritroviamo Felix e Hoel. Ossi si viaggia in direzione ovest seguendo la strada Blanca da Varadero  a La Habana e poi la Monumental per entrare nella capitale. Prendiamo il tunnel sottomarino, lungo 800 metri costruito dai francesi negli anni 80. Percorriamo tutti i nove km del Malecon, attraversiamo il quartiere delle ambasciate e proseguiamo verso Soroa aiutati dal GPS.

Fattoria delle Orchidee, creata da un amico di Hemingway. La figlia era morta di parto a 19 anni e il padre voleva ricordarla per sempre con tanti fiori. La casa adesso è di proprietà dei militari. Siamo all'interno di una riserva della biosfera. 'Qualcuno' durante la visita all'orquideario compra una pianta con anche il vaso... pianta che viene portata fuori dal giardino insieme all 'basura'... Prima ao poi ci arresteranno tutti quanti!

Entriamo nella zona delle coltivazioni di tabacco. 'Coiba' è il nome del sigaro qui. Il tabacco nero migliore del mondo. Servono cinque foglie per fare un sigaro: Profumo, Forza, Combustione, Corpo Esterno, Corpo Interno. Il 90% del raccolto va allo Stato, ma i segreti della prima fermentazione che è la fase più importante li conoscono solo i contadini! Ci fermiamo a pranzo in un posto carinissimo con pochi tavoli sotto ad una tettotia di paglia. Cibo cubano: Roba Vieja de Res. Stefano va di 'cerdo', maialino a oltranza... Anche in questo ristorante ci portano frutta come antipasto, e anche oggi vino bianco cileno. Menzione speciale per il contorno: riso bianco, riso nero con fagioli, fagioli in umido, manioca, banane fritte, cavolo, pomodori e cetrioli. 

E' davvero molto bella questa zona intorno a VInales. Siamo a cinque ore di auto da Varadero. Nel pomeriggio visitiamo la piantagione di tabacco. Beviamo Rum e fumiamo i sigari del signor Benito. Ovviamente compriamo anche i sigari... Rinunciamo al giro in barca alla Cueva del Indio, fotografiamo il Murales preistorico e visitiamo il centro di Vinales. Al mercato sono arrivate le uova e c'è la folla! Intorno alle 15.30 iniziamo il lungo viaggio verso La Habana. Arriviamo a casa di Ana alle 18. Lei non c'è. Suo zio la sta aspettando davanti a casa. Scopriamo dai vicini che forse è in palestra. Dopo qualche telefonata e l'interessamento del quartiere arriva. Salutiamo l'autista Joel che domani non saarà con noi. Non sentiremo più il suo reggaeton!

La camera qui a casa di Ana è molto carina. Possiamo scegliere fra doccia con molta acqua però fresca oppure doccia con poca acqua però calda. Ci sono le zanzare ma non ci sono shampoo e sapone. Beh, non si può avere tutto! Siamo nel quartiere Vedado... 'vietato', così chiamato perchè negli anni passati fu proibito in questo quartiere tagliare gli alberi per procurarsi il legno. Per quanto posso servire come indicazione, il ristorante più vicino è sulla Calle 22 e 21 y 23 e si chiama El Farallon. Ci accompagna Ana, portarci fino a là risulta più semplice che spiegarci la strada! Si mangia di tutto e i prezzi sono bassi. L'aria condizionata invece è altissima.Table de queso e jamon serrano per Stefano e Salami pizza per me, che si trasforma in pizza al prosciutto perchè quella al salame è finita. Vino rosso perchè quello bianco non c'è e bottigliette di acqua piccole perchè quelle grandi non ci sono. Postres nacionales con queso 'no tengo'... cheescake 'no tengo'... c'è solo la torta al limon... vada per quella! Rimandiamo la passeggiata fino al Malecon a domattina. Niente discoteche nelle vicinanze, niente karaoke, niente feste sul terrazzo... stanotte si dorme!

sabto 30 dicembre - quest'anno Stefano compie gli anni a La Habana! Ci alziamo alle 7. Passeggiamo fino al Malecon e poi fino al campo sportivo. Il tutto facendo molta attenzione a non finire bagnati fradici sotto le onde che spruzzano in alto altissime superando il cornicione della baia. Aspetto l'ora della colazione dondolandomi sulla sedia turchese ceh c'è nel patio a casa di Ana. Sta sbucando il sole fra i nuvoloni neri... Facciamo colazione in una casa vicina, al numero 24. Quando torniamo da Ana ci sono già ad aspettarci, con mezz'ora di amticipo, Felix e Armando con la sua Impala del 59 nera con gli interni rossi! Felix regala a Stefano una torta di compleanno! E' bianca e verde ed è tutta ricoperta di panna montata.

Prima tappa: Plaza de la Revolucion. Foto di rito con il faccione del Che attaccato al palazzo. Poi: Habana Vieja. Fotografo Arturo e Felix insieme a Lulù. Compro una bambola 'doppia', metà bianca e metà nera... si chiamano Lulù y Marilù... contro il razzismo. Beviamo mojito alla Bodeguita del Medio. Rinuncimo al Daikiri al Floridita perchè due cocktail in quaranta minuti a metà mattina alla nostra età non siamo in grado di reggerli. Pranziamo al Guajiro. Pechuga di pollo per il festeggiato e Roba Vieja per me, con tutti i soliti contorni e anche le bruschette al pomodoro e il cream caramel. Niente vino oggi: beviamo qualcosa che si estrae dalla canna da zucchero. Altra tappa alla baia per le foto alla Fortezza del Morro. Armando e la nostra Impala vengono immortalati da tutti i turisti! Compro una tshirt del Che.

Prendiamo la via del ritorno verso Varadero. Pare faremo sosta per comprare gelatina e formaggio. Intanto scopriamo che Felix guida solo lo scooter. Non ha la macchina, non sa guidare però ha la patente che ha comprato non so bene come. La missione gelatina fallisce... e la missione formaggio pure.  Sta piovendo. Siamo quasi a Matanzas. Pare che qui abbia piovuto tutto il giorno. A La Habana nemmeno una goccia. Lasciamo Felix a Matanzas e Armando ci riporta fino al Los Delfines.

Relax in camera. Doccia fredda e poi cena al Salsa Suarez per festeggiare il compleanno di Stefano. Zuppa di cipolla, penne alla bolognese, filetto di manzo con pure di un tubero che inizia con la 'emme' e non è la manioca... Rum Santiago che costa quasi come tutta la cena... amaro della casa, che sembra un limoncello da vedere ma ha il gusto di un sorbetto. Rientriamo in camera: torta regalata da Felix e sigaro. Game over. Domani scatterà l'operazione 'finiamo i cuc'.

domenica 31 dicembre - passeggiata di tre ore fino al campo da golf e ritorno. Comprati sei quadretti. Bevuto cocco. C'è il sole, con qualche nuvola che ogni tanto compare e rinfresca un po'. Benissimo così. Relaz di un'oretta in spiaggia prima di pranzo, quasi come se fossimo in vacanza. Shopping pomeridiano per finiri i cuc. Impresa quasi riuscita. Comprati altri quattro quadretti e una tshirt per Stefano. Festeggiamenti per il capodanno italiano alle 18 con Il Triangolo di Renato Zero a tutto volume. Passeggiata pre-cena per far posto a maialino, formaggio e roastbeef. Vino a parte è tutto buono. Spettacolo serale per i festeggiamenti cubani e musica assordante fino all'una di notte. Stefano per sfuggire all'ennesimo regaetton parte per l'ennesima passeggiata lungo la spiaggia.

lunedi 1 gennaio - Feliz Ano! Ultima colazione qui al Los Delfinos. Prepariamo anche i panini per il viaggio. Soel anche oggi. Temperatura dell'acqua perfetta e mi concedo un bagno in mare. Doccia quasi tiepida in camera.  Il cielo di Varadero ci fa la gentilezza di annuvolarsi in coincidenza con la nostra partenza. I colori diventano strani, sembra che mare e cielo si fondano insieme. Caterina tenta di sistemare la sua valigia dopo averla fatta esplodere nella notte tentando di farci stare dentro quella che diventerà la dondola dei sui gatti. Aspettiamo il transfer per l'aeroporto di L'Avana. Il lungo viaggio di rientro sta per cominciare. Un'altra vacanza che va in archivio. Cuba? Bella. La prossima volta faremo la parte est, fra qualche anno... Classifica personale? Ventesimo posto. Il Kenya esce dalla top twenty.

Grazie a Gloria che non abbiamo incontrato di persona ma che è stata perfetta nell'organizzazione delle nostre giornate sull'isola. Hotel Los Delfines perfettto nonostante le tante ore di sonno perse. Proprio quello che cercavamo in pieno centro del paese. Grazie a Joel e ad Armando. Grazie ad Ana e soprattutto grazie al bravissimo e simpaticissimo Felix che ci ha fatto amare la sua Cuba.

Hasta Luego!!

ps: cuc finiti in aeroporto acquistando una pallina da baseball...