06 Mag 2018

Ghivizzano – Antico borgo della Toscana nella media valle del Serchio

Italia Toscana Lucca
Borghi Toscani On the Road
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Periodo dell'anno aprile

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Ghivizzano - BORGO FORTIFICATO GIÀ DAL 983

Sono così tanti ed interessanti i borghi antichi di cui la  Garfagnana è piena, che basta chiudere gli occhi, puntare una matita sulla mappa della regione e scegliere così a caso, un paese o un borgo con la certezza che sarà sicuramente una località piacevole e interessante da visitare.

Adottando questo sistema, alcuni giorni fa la matita è stata puntata su Ghivizzano, un piccolo ma caratteristico borgo del comune di Coreglia Antelminelli; così in una bella mattinata di sole  sono partito, munito di macchina fotografica e documentato quel tanto che basta, alla scoperta di questo paese.

Posizione geografica

Ghivizzano si trova a circa 30 chilometri da Lucca, nel comune di Coreglia Antelminelli, facilmente raggiungibile tramite la statale S445 in direzione Borgo a Mozzano, nella Media Valle del Serchio  alle porte della Garfagnana, e nelle immediate vicinanze di altri due borghi bellissimi, peraltro iscritti nell’elenco dei “Borghi più belli d’Italia”: Barga e Coreglia Antelminelli.

Tanti altri  sono i paesi interessanti nelle vicinanze, come Pescaglia, Borgo a Mozzano, Bagni di Lucca, Castelvecchio Pascoli ed altri più all’interno della Garfagnana: Castelnuovo di Garfagnana,Castiglione di Garfagnana, Pieve Fosciana, Piazza al Serchio, Gramolazzo, Gorfigliano…e molti ancora.

Il nome Ghivizzano deriva dal latino ‘Clavis’ cioè ‘chiave’ per la posizione strategica in cui si trovava. Quindi: Clavis Clavidianu, Glavezzano e poi Ghivizzano.  A causa della scarsa documentazione, non sappiamo quando venne costruita la prima fortificazione in muratura; il documento più antico ritrovato è del 983.

Un po’ di Storia

Dalla fine del X secolo alla seconda metà del XIV secolo, Il borgo fu feudo e giurisdizione dei Rolandinghi, poi dei Castracani, che lo elessero a residenza familiare e a centro delle loro operazioni militari. La sua importanza crebbe notevolmente sotto Francesco Antelminelli, prima vicario poi conte di Coreglia.  Dopo la sua morte, avvenuta violentemente per mano dei figli di Castruccio, abitò a Ghivizzano Nicolao, figlio di Francesco, conservando la giurisdizione su tutta la vicaria della montagna, fino al 1369. Da allora Ghivizzano rimase pacifico possesso di Lucca, eccezion fatta per gli anni successivi al 1438 durante i quali, espugnato da Francesco Sforza, alleato di Firenze, divenne fino al 14 maggio 1441 un minuscolo potentato del famoso capitano. Poi tornò a far parte dello Stato lucchese.
Con l’avvento delle armi da fuoco le difese vennero progressivamente smantellate e sul finire del 1500 Lucca, di nuovo padrona della fortezza, ritirò la guarnigione ed offrì in affitto la rocca a privati.

Il Paese

L’ingresso al paese è dato da una porta ad arco da cui si snodano la via Piastronata, che conduce al centro, e la via Sossala (sub sala= sotto il palazzo), con cielo a volta illuminato solo da feritoie. 

E’ molto piacevole e rilassante passeggiare per il  borgo ed ammirare le case in pietra, i particolari ben curati delle abitazioni e le piccole piazzette, per poi salire verso la chiesa e la spianata dove si trova la “Fortezza” e la “Torre di Guardia”.

La chiesa di San Pietro, innalzata nel 994 dai Rolandinghi, restaurata e ingrandita in pieno periodo romanico dai Castracani, come ancora oggi rivela la parte a mezzogiorno, impegnò architetti e scultori che riuscirono a creare particolari effetti dalla fusione della pietra col marmo. Purtroppo il mutare dei gusti e, per ultimo, un violento terremoto, sconvolsero la purezza dell’antico disegno, e solo alcuni particolari sopravvivono ancora. Intatti però rimangono il campanile e la scalinata che conduce alla fortezza e la torre.

La Torre o ‘Torre di Guardia’, alta 25 metri, era coronata originariamente da otto merli, quello centrale di ogni lato oggi è scomparso. La torre si erge su tre piani con finestre ad arco romanico;
il piano terra veniva adibito a magazzino e dimora per le guardi, non comunicante internamente con i piani superiori. Al primo piano, adibito a zona giorno, vi era un camino, mentre il secondo era destinato a zona notte.

Nei giorni immediatamente precedenti il Natale, tutto il borgo ed il suo castello si trasformano ospitando la tradizionale manifestazione del “Presepe Vivente”. In questa serata, oltre che ad ammirare antichi costumi, vecchi oggetti di artigianato locale, la vecchia scuola con originali arredi e vecchi “banchini”, si possono assaggiare anche alcuni dei prodotti tipici del luogo.

La polenta formenton otto file, il farro della Garfagnana, il prosciutto Bazzone, il lardo gota, la pancetta, il salame prosciuttato, la mondiola, il boccone al fungo porcino, il biroldo, la soppressata, la salsiccia ed altri, sono i  prodotti tipici e genuini frutto della tradizione del territorio della Valle del Serchio e della Garfagnana.

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