tripfactor: Carlo Amato

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17 Nov 2017

INCREDIBILE INDIA! 4a tappa: Orchha

India Orchha
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Durata del viaggio 1 giorno

Periodo dell'anno gennaio

Range di spesa Da 0€ a 100€

Adatto a Tutti

INDIA, UNA TERRA ED UN POPOLO CHE STUPISCONO!

 

ORCHHA (Madhja Pradesh)

 

 

 

16 settembre

 

 

 

Partenza per Orchha, 191 km. Il primo viaggio in pulmino ma ce ne saranno altri.....più lunghi....Attraversiamo caratteristici villaggi incrociando per strada gruppi di pellegrini e dopo una sosta tecnica in un modesto autogrill ma dove troviamo per fortuna la bandiera dell' India (facciamo collezione di flags delle nazioni che visitiamo) ed un ' altra per il pranzo, arriviamo a Orcha che svetta nel mezzo della campagna, su un'isola prodotta da un ansa del fiume Betwa, un'antica roccaforte rajput, dimenticata dalla storia e dagli uomini ma ricca di vere gemme architettoniche. Ci incamminiamo verso il sito incontrando sul nostro cammino una specie di tempio con delle iscrizioni rappresentanti "svastiche". Avevo già visto decorazioni simili in Cina su statue di Buddha. Chiedo spiegazioni alla guida che mi ragguaglia solo in parte. Non contento consulto Wikipedia....

 

 

 

Il termine italiano "svastica" origina direttamente dal sostantivo maschile sanscrito svastika (devan?gar?) che indica in quella lingua, tra gli altri significati, il disegno di una croce greca con i bracci piegati ad angoli retti (? o ?), simbolo religioso e propizio per le culture religiose originarie dell'India quali il Giainismo, il Buddhismo e l'Induismo. In sanscrito tale termine possiede numerosi significati indicando, tra gli altri, un "bardo che dà il benvenuto", "un incrocio di quattro strade", "l'incrociare le mani o le braccia sul petto", "un bendaggio a forma di croce", il "gallo", "un oggetto prezioso a forma di corona triangolare" ma, soprattutto, nel significato di "oggetto propizio" o il disegno/simbolo di una croce greca con i bracci piegati ad angoli retti che, secondo la maggioranza degli orientalisti, rappresenterebbe il disco solare.

 

 

 

Orchha fu capitale della dinastia Rajput dei Bundela, che governava  la zona compresa tra i fiumi Narmada e Yamuna e che, occupando il vuoto di potere lasciato dal crollo del Sultanato di Delhi, e dei conseguenti piccoli Sultanati autonomi, estese il suo dominio fino a questa zona. Orchha, che significa nascosta, fu fondata dal capo Raja Ruda Pratap su di un precedente insediamento, che circondò di mura e che collegò con un ponte ad arco.

 

La cittadella fortificata sorge su di un promontorio roccioso circondato dalla boscosa campagna e dal fiume Betwa. E' un'isola di pace e di tranquillità ed un magnifico esempio di fortezza medievale dove i muri e le torrette racchiudono giardini, padiglioni, templi. Un luogo tanto incantato quanto trascurato. palazzi in rovina, padiglioni, hamam, muri e porte collegate alla città da una impressionante strada lastricata con 14 archi sono tutto ciò che rimana dell' antico splendore.

 

L' edificio meglio conservato è il Jahangir Mahal, costruito nel 1606 dal maharaja Bir Singh Deo per  commemorare la visita dell'imperatore Moghul di cui porta appunto il nome.  Questo palazzo, considerato una pietra miliare nella storia dell'architettura indiana, sintetizza gli stili indù ed islamico, come omaggio al grande sovrano. Entrando da Est si tova una originale entrata affiancata da elefanti, che immette a un largo cortile attorniato da tre piani di appartamenti privati con balconate, raggiungibili con strette e buissime scale. Gli angoli dei bastioni sono sormontati da cupole e ospitano stanze, terrazze, chhattris, (padiglioni a ombrello), e jalis, grate in pietra, che danno all'enorme complesso un aspetto leggero e fresco. Questo splendido palazzo a più livelli conta 132 stanze nelle parti elevate e altrettante nei sotterranei. La struttura in arenaria è impreziosita da inserti in lapislazzuli. All' uscita incrociamo strani personaggi: due suonatori  ed  un tipo tutto decorato che "benedice" a modo suo Bianca che gli fa un obolo. L' India stupisce sempre di più! Io incito i suonatori a dedicarmi una loro performance! Quasi in ogni mio viaggio accade qualcosa di simile......

 

 

Trasferimento alla stazione ferroviaria di Jhansi, distante solo 14 km (anche qui troviamo vacche sacre!), dove prendiamo il treno Shatabi Express che ci porterà ad Agra. Dei facchini prendono i nostri trollies che io trepidando seguo inquadrandoli con la videocamera fino al loro caricamento sul vagone......non si sa mai! Il treno, anche se in ritardo di una buona ora, non è poi tanto male come pensavamo. Aria condizionata, bottiglie d' acqua che ci vengono date a profusione e le toilettes indubbiamente decenti. Certo abbiamo anche visto treni regionali pieni fino all' inverosimile presi letteralmente d' assalto dai viaggiatori! Arriviamo al Taj Gateway Hotel di Agra, molto bello, ceniamo e poi relax al bar. Domani tante cose da vedere.

 

 

 

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