Chiara Manzini

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07 Lug 2020

Tra antichi opifici e cascate nella valle del Rio Lombricese

Italia Toscana Lucca
Cascate di Candalla
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Durata del viaggio 1 giorno

Periodo dell'anno luglio

Range di spesa Da 0€ a 100€

Adatto a Famiglia

16 Ottobre 2016

Devo ringraziare Ariela che mi ha incuriosito parlando di Candalla e le sue cascate, così mi sono documentata e sono andata ad ammirare questa meravigliosa valle nel comune di Camaiore. Lasciato la macchina a Lombrici ho proseguito a piedi arrivando in località Candalla qui, oltrepassata l'osteria, sono arrivata a un mulino ancora ben conservato, ho attraversato il ponte e iniziato a salire per la vecchia mulattiera che porta al paese di Casoli. Alla mia destra fotografo la parete del monte Penna assai frequentata da chi ama scalare su roccia. Casoli è un bel paesino affacciato su un bosco meraviglioso di noci e castagni: attraverso le sue viuzze con il naso all'insù ammirando i numerosi graffiti che si alternano tra le mura delle sue abitazioni. Uno di essi raffigura un pallone aerostatico, infatti ho letto che all'inizio del '900 i turisti si facevano portare in vetta con questo mezzo che scorreva lungo un cavo teso. Purtroppo un fulmine distrusse la struttura che non venne più riattivata.
Arrivata al cimitero di Casoli proseguo lungo il sentiero fino ad una biforcazione: una è segnata ma senza i tempi di percorrenza e arriva al paese di Metato, l'altra invece, non è segnata tuttavia, dalla mia mappa, risulta portare a Candalla per cui seguo quest'ultima. Il sentiero scende e all'inizio è facilmente percorribile poi diventa sempre più impervio e invaso dalla vegetazione ma proprio per questo affascinante. Mi circonda una natura splendida: castagni, felci, muschi con qualche difficoltà procedo, ogni tanto penso che sarebbe opportuno tornare indietro ma le mie gambe e la mia curiosità non me lo permettono ed ecco che davanti a me vedo delle mura, dei ruderi, incredibile ! Sembra di essere all'interno di un set cinematrografico, tipo: "Il pianeta delle scimmie" oppure "L'alba del giorno dopo". Entro in quello che penso fosse un mulino, più avanti un altro.....non si riesce a capire dove inizia uno e finisce l'altro, non si riesce a capire se c'è una via d'uscita, da che parte prosegue il sentiero ! Poi sento il fragore dell'acqua del torrente, seguo il rumore e spero di trovare un guado. Quando lo trovo mi dispiace lasciare questo angolo di pianeta, un tempo abitato divenuto ormai selvaggio. Il sentiero prosegue agevole e tranquillo lungo il corso del fiume, tra cascate e spiaggette, fino ad arrivare a Candalla. Mi fermo presso l'agriturismo "La Penna" per una merenda e la proprietaria mi spiega che i resti appena incontrati sono tutto ciò che rimane di antichi mulini, frantoi, pastifici, i più antichi risalenti addirittura al XV secolo. Questi ruderi sono stupefacenti perché oltre alle mura conservano le prese d'acqua, le macine di pietra, vari resti delle antiche tecnologie di lavorazione che io non sono riuscita a capire perché non me ne intendo ma penso che potrebbe diventare un museo a cielo aperto, un percorso didattico interessante dove accompagnare le scolaresche.
Candalla è un ottimo punto di partenza per altre esplorazioni come la grotta all'Onda o i ruderi del villaggio fortificato di Montecastrese pertanto credo che prima o poi ci tornerò!

Chiara Manzini

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