tripfactor: Carlo Amato

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23 Set 2019

KHAJURAHO-INDIA-IL VERO SENSO DEL KAMASUTRA

India
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La zona archeologica con i templi eretti dal IX all' XI secolo d.c. Sono relativamente piccoli ma decorati con cicli di sculture bellissime, spesso di argomento erotico.

La guida del posto mediante uno specchietto individua le raffigurazioni più interessanti esaltando il Kamasutra in quanto nella cultura classica hindu, è presente  il preciso obiettivo di perseguire una armonica realizzazione di sé, senza trascurare alcun aspetto della vita terrena. È quindi prescritto che ricerchi tre obiettivi:

  1. Artha: il Benessere, sia fisico che economico;
  2. Kaama; il Desiderio, il piacere e la sua fruizione;
  3. Dharma:il senso etico che ricerca un equilibrio tra artha e kama.

Sull’ Artha è stato scritto l’ Athasastra di Kautilya, un trattato di arte politica, mentre sul Dharma è stata stilata la Manusmirti, ossia il Codice di Manu. Sul desiderio, invece, il celebre Kamasutra.

Nella zona occidentale i templi di Khajuraho, per la maggior parte in arenaria, disseminati in uno spazio aperto privo di cinte, sorgono su ampie piattaforme spesso con quattro tempietti angolari e sono caratterizzati da un alto basamento a elaborate modanature che ne sottolineano lo slancio verticale. Seguendo la collocazione geografica, il complesso di Khajuraho si divide in due settori, il più importante dei quali è quello occidentale che include i templi VarahaLakshmanaKandariya Mahadeva,MahadevaDevi Jagadamba, Chaunsath JoginiChitraguptaParvati Vishvanatha. Il più splendido ed imponente, nonchè paradigmatico dello stile,  è il Kandariya Mahadeva, con il suo Shikhara, la torre, di 31 m., dedicato a Shiva; su pianta cruciforme, aveva originariamente altri quattro sacrari agli angoli della piattaforma.

Morbide, sensuali, eleganti e provocanti insieme: le sculture erotiche dei templi di Khajuraho, in India, suscitano stupore e un innegabile brivido erotico in chi le guarda. Si resta ammirati perché osservando quelle coppie allacciate in vari amplessi ci si dimentica che sono statue di pietra: i corpi degli amanti sono così flessuosi, i loro abbracci così appassionati, da sembrare vivi e veri. La donna è protagonista di una sensualità naturale, esibita con grazia e con malizia, ma sempre è “soggetto”, mai “oggetto” sessuale.

L’uguaglianza fra uomo e donna, nel mondo del kama, era un fatto assodato; benché discriminata in altri aspetti della vita sociale, nel campo della sessualità e dell’amore la donna indù aveva i medesimi diritti dell’uomo, e dunque lo stesso diritto al piacere.

Scrive infatti il Kamasutra: «Poiché la specie non è diversa, lo sposo e la sposa chiedono piacere uguale. Perciò la donna è da vezzeggiare in modo che raggiunga il piacere per prima».

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