Dopo la prima colazione partenza per Ifrane. La sensazione dominante all’arrivo a Ifrane è quello della frescura. Ampi viali, spazi verdi, ville in stile europeo, scoprirete qui un aspetto sconosciuto del Nordafrica. Le sorgenti e i laghi abbondano in questa regione al centro di una macchia di cedri. Gli chalet dal tetto a punta evocano sorprendentemente la Svizzera. Una pausa di infinita dolcezza. A sud-est, sulla strada N8 verso Azrou, innumerevoli vulcani spenti formano un paesaggio dall’ aspro orizzonte che ricorda i crateri lunari. Alcuni chilometri dopo le ultime abitazioni la strada si tuffa in una natura lussureggiante e ricca di verde, tutto intorno crescono alti pini e si distendono verdeggianti prati rigogliosi, è qui che inizia la maestosa Foresta di Cedri.   Assaporiamo con calma l'atmosfera di questa località che nei mesi invernali è sovente ricoperta dalla neve, strano ma vero infatti, qui ad Azrou e nella vicina Ifrane, si trovano alcune tra le più belle piste da sci dei monti dell'Atlante che, in inverno, attirano migliaia di visitatori. Lungo la strada vediamo accampamenti di nomadi con le khaima, le tende fatte con tessuto di peli di capra e di cammello che offrono protezione contro il freddo ed il calore. L' interno delle tende è diviso in due. Una parte, che contiene in genere una cucina ed un telaio riservata alle donne e ai figli, l' altra separata da uno schermo, è destinata agli uomini e agli ospiti. Una sosta per il pranzo a Midelt in un bellissimo ristorante, e si continua il viaggio verso Erfoud ammirando paesaggi suggestivi che in alcuni tratti ci ricordano il Grand Canyon in Arizona.

Erfoud è conosciuta con il nome di "Porta del Sahara", vicino alle dune di  Erg Chebbi, dove ci recheremo nel pomeriggio con un mezzo fuoristrada.

Molti film sono stati girati nella zona, alcuni tra i più famosi sono: Prince of Persia - 2010 - Direttore Dick Richards, La mummia - 1999 - regista Stephen Sommers; March or Die - 1977 - Direttore Dick Richards. Mentre molti Ksars (villaggi fortificati) esistono da secoli, Erfoud è stato costruito nuovo dai francesi intorno al 1920.  Nei dintorni di Erfoud si trovano molte cave a cielo aperto di fossili marini del Cretaceo che si possono comperare a buon prezzo e noi facciamo scorta! L' albergo, il Palm' s Hotel, ci stupisce per la sua magnificenza e con la nostra solita fortuna in questo campo ci assegnano una suite di 60 mq......con accoglienza di scorpione (innocuo) all' ingresso! Breve riposo e poi......il deserto o meglio l' oasi di Merzouga e l' Erg Chebbi ci aspettano! Dall' albergo a bordo di un 4X4 le dune rosa che si innalzano in mezzo ad un deserto di pietre e sabbia, si estendono per 30 km e si innalzano per un' altezza massima di 250 mt. L ’Erg Chebbi, noto come grande duna rosa o porta del Sahara, è l’unico vero erg sahariano.  E' un paesaggio magico, le dune offrono uno scenario mutevole e affascinante quando la luce del sole le tinge di colori che vanno dall' oro al rosso. Arriviamo dopo una bella sgroppata su strade non asfaltate alla base di partenza per la nostra avventura a dorso di dromedario. Io monto sul primo per fare buone riprese video e foto e mi accorgo che siamo soli sotto il cielo. In maniera imprevista, siamo invitati alla riflessione e all’introspezione: siamo avvolti dal silenzio del deserto. La leggenda vuole che le dune dell’Erg Chebbi siano la punizione di Allah che seppellì una ricca famiglia locale con una tempesta di sabbia perchè aveva rifiutato l’ospitalità a una povera donna e a suo figlio. Una piccola scalata ad una duna, non senza difficoltà per la sabbia caldissima e la fatica che ci vuole per muoversi, poi su in cima una vista strabiliante. Torniamo al campo base ed assistiamo allo spettacolare tramonto. Ma le sorprese non finiscono. E' notte quando torniamo verso l' albergo e all' improvviso il fuoristrada si ferma. Un guasto? Un sequestro? Ma no, niente di tutto questo. La nostra guida ci dice di scendere e di alzare gli occhi al cielo. Che spettacolare cielo stellato! La via lattea si staglia in una nitidezza spettacolare! Io e Bianca ci commuoviamo alle lacrime, ebbene sì!