tripfactor: Carlo Amato

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10 Mar 2020

MYANMAR - tra pagode, religione e natura-LAGO INLE-2019

Birmania
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Durata del viaggio 9 giorni

Periodo dell'anno dicembre

Range di spesa Da 2.500€ a 3.000€

Adatto a Tutti

13 dicembre

LAGO INLE

Il lago Inle, il secondo in Myanmar, lungo circa 20 km e largo circa 11 nel punto di maggiore ampiezza è situato tra le montagne dello Stato Shan, a un’altezza di 920 metri s.l.m. E’ il territorio del Popolo Intha, i “FIGLI DEL LAGO” che hanno incominciato a vivere sull’ acqua non solo costruendoci sopra le proprie case su palafitte, ma realizzando un mosaico di orti galleggianti che coprono gran parte della zona meridionale lacustre e producono ingenti quantità di frutta, verdure e fiori. Ma un altro importante aspetto economico della zona è la pesca praticata dai pescatori che usano in modo magistrale reti e nasse manovrate con una gamba e remando con l’ altra, stando in bilico su barche di teak lunghe e strette. L’insieme, abbinato alla scenario delle acque calme del lago contornate da montagne, genera un effetto coreografico notevole: sono fotografati da tutti i turisti che vengono a visitare il lago. Per loro l’acqua è tutto: elemento di vita, fonte di sostentamento, territorio, campagna da coltivare, mercato galleggiante. Potrebbero costruire villaggi lungo le sponde del lago, e invece innalzano complessi edifici anche multipiano su palafitte, che richiedono conoscenze approfondite di ingegneria e di geologia del fondale. Qui studiano, pregano, giocano, imparano un mestiere, e ovviamente sin da piccoli si impratichiscono con la curiosa e caratteristica tecnica di remata con una sola gamba.

Dopo colazione ci rechiamo all’ imbarcadero privato dell’ hotel dove sono già lì ad attenderci le barche, lunghe e strette, che possono contenere 4-5 persone ciascuna. Sono mosse dai caratteristici motori con l’elica fissata in fondo a un lungo albero, adatta ai bassi fondali. Fa abbastanza freddo. Attendiamo l’ arrivo della nostra guida che subito ci assegna i posti nelle barche. Inizia la traversata diretti a sud che ci porterà prima all’ incontro coi pescatori intha per le foto di rito e poi dopo una navigazione di circa un’ ora alla Pagoda Phaung Daw Oo percorrendo uno stretto canale con ai suoi lati i famosi “orti galleggianti”.

Questo complesso contiene i famosi cinque Buddha d'oro, che ora non sono altro che cinque grumi d'oro poiché le lamine d' oro aggiunte da decine di persone le ha rese irriconoscibili. Detto questo, c'è per fortuna una foto d’ epoca di come erano. La storia narra che le 5 statue di Buddha sfilavano sul lago portate da una barca che sfortunatamente affondò. In seguito quattro furono recuperate tranne la quinta che  miracolosamente fu ritrovata  nella Pagoda. Da notare che le donne che vogliono donare la foglia d’ oro devono chiedere l’ assistenza di un uomo……

Riprendiamo la navigazione verso sud diretti ad una fabbrica di tessuti fatti di seta di fili di loto nel villaggio di Inpawkhone, ammirando pagode, vegetazione lussureggiante e le particolari case su palafitte. Vediamo una cassetta postale anch’ essa su palafitte!

Nella seteria la guida ci illustra le varie fasi di lavorazione dei tessuti.

Dagli steli di fiore di loto appena raccolto si estrae a mano la finissima fibra naturale. L’accurato processo di preparazione per ottenere la fibra da filare è un’antica tradizione locale che richiede un’abilità speciale trasmessa dalle donne di generazione in generazione. Nei mesi tra maggio e dicembre, vengono raccolti i fiori di loto  che sono subito trasportati fino ai laboratori di tessitura del villaggio. Per evitare inesorabili deterioramenti, entro 24 ore dalla raccolta mani abilissime devono operare in modo preciso per ottenere la fibra grezza. Per estrarre i finissimi filamenti di fibra, le donne raggruppano 4-5 steli di fiore di loto per volta, li recidono e su una tavolo inumidito, manipolano le fibre aggiungendone altre per inspessire il filo. Si ottiene così un filato progressivamente sempre più lungo e consistente da avvolgere su bobine. Lavato in acqua bollente e tinteggiato in un altro laboratorio, il processo di preparazione della filatura è concluso e si procede alla tessitura.

Le tessitrici ripetono il disegno sulla tela “a memoria”.

In costoso tessuto di seta di loto vengono realizzati diversi manufatti raffinati e morbidi per sciarpe, scialli, tonache di autorevoli monaci buddisti, teli dorati da avvolgere attorno alle statue di Buddha come decorazione in occasioni particolari. Altre tessitrici utilizzano filo di seta di loto insieme a quello di baco oppure di cotone. In Myanmar, è opinione diffusa che indossare un lussuoso manufatto in filo di seta di loto induca uno stato di tranquillità e agevoli la meditazione spirituale. Compro tre sciarpe: una per mia moglie, una per mia figlia ed una per mia nipote.

Di nuovo in navigazione stavolta verso nord diretti  a Nam Pan dove assisteremo alla preparazione manuale delle sigarette: in Myanmar le fumano più le donne che gli uomini!  Durante il tragitto tra case su palafitte molto pittoresche, incrociamo due turiste, uniche incontrate, su una barca presa probabilmente a noleggio.

La miscela delle sigarette è costituita solo per il 25% di tabacco, il resto è composto da foglie di tamarindo sminuzzate. La miscela viene compattata, profumata (con anice, banana o menta) e avvolta in una foglia di cheroot (tabacco dolce per sigari) mentre il filtro è fatto con foglie di mais. Le sigarette vengono vendute anche singolarmente. Le operaie lavorano a cottimo: una donna guadagna 1000 kyat (un dollaro) ogni 200 sigarette arrotolate e le più brave sono talmente rapide che possono farne più di 1000 al giorno. Si fanno anche sigari al 100% di tabacco, ma sono considerati troppo forti per essere fumati, perciò li usano solo per le offerte votive.  Tutte le lavoranti hanno sulle guance il thanaka, una pittura giallo brillante spesso applicata con disegni particolari  e usata da donne e bambini ma spesso anche dagli uomini. Si ottiene dalla corteccia della “limonia acidissima”, un alberello simile al sandalo che cresce solo nel sudest asiatico.

THANAKA

Un tronchetto inumidito della pianta  si strofina da un lato a lungo su un piatto di legno o su una pietra. Dopo alcune energiche strofinate la polpa del legno forma con l’acqua un fluido giallastro del tutto simile a un fondotinta, che si può applicare direttamente sulla pelle. Con l’aiuto poi di un pennello o di un pettine si fanno fregi o disegni per migliorare la decorazione. Per le ragazze birmane è il cosmetico principale, quello di tutti i giorni. Lo considerano anche una crema solare a buon mercato. In più dicono che è miracolosa per rendere la pelle più radiosa e splendente, proteggerla dalle impurità e per eliminare macchie e brufoli.

Dopo il pranzo in ristorante, ancora in navigazione in uno stretto canale situato nella parte sud del lago Inle, lungo un percorso che in alcuni tratti ricorda l’atmosfera di Apocalypse Now, il famoso film di Francis Ford Coppola con Marlon Brando, verso il villaggio di Inthein dove si trova la “la collina dei mille stupa” , considerata un sito religioso archeologico. Qui infatti, giace un numeroso assembramento di stupa costruiti nell’arco di circa 500 anni, dal XIV al XVIII secolo, seminascosti dalla vegetazione tropicale, alcuni in buono stato, altri invece   danneggiati o quasi completamente distrutti da terremoti, intemperie e incuria.

Purtroppo avvengono maldestri tentativi di recupero tuttora in corso:

Gli stupa di mattoni vengono ricostruiti in cemento azzurro o bianco, che non ha niente a che vedere con il materiale preesistente.

Altra parte interessante della visita a questo luogo è la discesa per il lungo porticato coperto delimitato da colonne (circa 700 metri) che parte dalla sommità della collina e lungo il quale si affacciano centinaia di bancarelle che vendono di tutto, ovviamente con prevalenza di souvenir per turisti (marionette, scatole laccate, cartoline, magneti da frigo, arazzi, acquarelli e dipinti vari). Spulciando bene tra la mercanzia esposta si possono fare acquisti interessanti ma noi stiamo cercando una statuetta di Buddah in ottone o uno stupa sempre in ottone che però non riusciamo a trovare…Come anche non troviamo una bandiera del Myanmar da aggiungere alla nostra collezione…Mi sa che la troveremo su Amazon!

Torniamo al nostro hotel godendoci un fantastico tramonto sul lago.  

Cena e riposo dopo una giornata molto impegnativa. Domani tappa a Loikaw.

   

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