tripfactor: Carlo Amato

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13 Feb 2020

MYANMAR - tra pagode, religione e natura-MINGUN-MANDALAY-20192019

Birmania
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Durata del viaggio

Periodo dell'anno dicembre

Range di spesa Da 200€ a 300€

Adatto a

MINGUN e le grandi costruzioni del re megalomane

Se non fosse stato per il re Bhodawpaya nessuno oggi conoscerebbe questo paesino.

PAGODA DI MINGUN

Nelle intenzioni del re Bhodawpaya questa doveva essere la pagoda più grande del mondo. Secondo il progetto finale, su una base rettangolare di 50 metri x 70 si doveva elevare al cielo uno stupa alto 150 metri. Ma fu costruita male, mettendo strati paralleli di mattoni uno sopra l’altro senza incastri né connessioni in grado di dare stabilità all’immane costruzione. Oltretutto, la pagoda rimase incompiuta a un terzo dei lavori, perché il re megalomane aveva esaurito le risorse finanziarie. Il colpo finale glielo diede il disastroso terremoto del 1838, che provocò crolli e crepe in diverse parti della struttura, rischiando di ridurla a una montagna di mattoni. Del mastodontico parallelepipedo che oggi rimane in piedi, colpisce la grandiosità e il biancore degli ingressi. La cosa che fa più impressione non è la pur imponente e maestosa struttura, quanto la sua fragilità di fronte alla potenza dei terremoti che sono riusciti a “trafiggerla” e le cui tracce a forma di fulmini sono più che evidenti. Resta comunque un monumento di grande suggestione.

Vicine alla pagoda erano state poste due enormi statue di leone, altro esempio della megalomania del re Bhodawpaya, che quando erano integre avevano la testa rivolta verso il fiume. Oggi di queste rimane in piedi solo il gigantesco…. “fondoschiena”, che tutti si affrettano a fotografare.

Ora una curiosità:

LA CAMPANA DI MINGUN  

Una enorme campana bronzea di 90 tonnellate e 4 metri d’altezza, tutt’ora in grado di suonare. Una foto e un video ricordo davanti all’enorme è d’obbligo. I birmani dicono che è la campana più grande del mondo, ma ne esiste una nel Cremlino di Mosca di dimensioni maggiori, 216 tonnellate, denominata la “ZARINA DELLE CAMPANE”. Quella russa però non suona in quanto durante un incendio scoppiato nel 1737, un grosso pezzo di 11,5 tonnellate si staccò mentre era ancora nella fossa di colata..(……) Accanto alla campana gruppi di bambini saltellano nella speranza che gli diate qualcosa: biscotti, matite o shampoo.

LA "ZARINA DELLE CAMPANE"

Continuando la visita e si rimane quasi abbagliati dal riflesso bianco della grande:

PAGODA BIANCA HSINBYUME,

Fatta costruire dal re Bhodawpaya e dedicata all’amata consorte Hsinbyume. Somiglia a una enorme torta di panna montata, ma ha un effetto incredibile, soprattutto nel tardo pomeriggio quando i raggi del sole filtrano tra le statue ai lati della scalinata che porta alla sommità. Dall’alto si gode un bellissimo panorama della foresta, della Pagoda di Mingun  e del fiume.

Si torna a Mandalay in motonave, mentre le ombre della sera calano sul fiume Ayeyarwaddy.

-“Il fiume Ayeyarwaddy”-

Il fiume che scorre da nord a sud attraverso tutto il Myanmar è il più grande del paese e la più importante via navigabile commerciale. Originato dalla confluenza dei fiumi N'mai e Mali, scorre relativamente in linea retta Nord-Sud prima di sfociare attraverso il Delta dell'Irrawaddy nel Mare delle Andamane. Il suo bacino di  di circa 404.200 chilometri quadrati copre gran parte del Myanmar. Dopo il poema di Rudyard Kipling, viene talvolta chiamato " La strada per Mandalay ". Già nel VI secolo, il fiume era utilizzato per il commercio e i trasporti e avendo sviluppato una vasta rete di canali di irrigazione, il fiume divenne molto  importante per l' Impero britannico quando ebbe colonizzata la Birmania. Il fiume è ancora vitale oggi, poiché una quantità considerevole di merci (di esportazione) e traffico si sposta lungo il fiume e il riso viene prodotto nel suo delta. Fonte Wikipedia

Durante la traversata la nostra simpatica guida Zaw Min Oo, fornito di attrezzatura audio, si lascia andare in un simpatico karaoke cantando canzoni italiane. Ci spiega poi che suona la chitarra e la tastiera e ama molto la nostra musica e ha imparato l’ italiano proprio ascoltandola. Approdiamo quando è già notte in un caratteristico porticciolo e dopo ci trasferiamo all’ Hotel Hilton, si proprio un Hilton! Wow! Nella hall un grande albero di Natale!

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