tripfactor: Carlo Amato

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07 Mar 2020

MYANMAR-tra pagode, religione e natura-PINDAYA-2019

Birmania
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Durata del viaggio 9 giorni

Periodo dell'anno dicembre

Range di spesa Da 2.500€ a 3.000€

Adatto a Tutti

12 dicembre

PINDAYA

La strada che conduce a Pindaya  è un sottile nastro d’asfalto delimitato ai due lati da terra battuta. La guida ci dice che è in fase di ristrutturazione. Il viaggio è lentissimo, perché la carreggiata è così stretta da non consentire il passaggio di due veicoli contemporaneamente, così quando c’è un incrocio qualcuno deve spostarsi di lato e cedere il passo. In compenso, anche su questa strada si paga il pedaggio, come su tutte le strade birmane. Una sosta per il pranzo e nei pressi vediamo ragazzi giocare a chinlone, una via di mezzo tra uno sport e una danza. Viene giocato da sei persone poste in cerchio e si passano una palla fatta di rattan colpendola con i piedi cercandola di non farla cadere per più tempo possibile. Ci sono più di 200 tipi di tiri con i piedi e le ginocchia. Quella che vediamo è la variante  simile al sepak tawkraw malese che inserisce una rete tra i giocatori divisi in due squadre e le regole sono simili alla pallavolo ma la palla però viene calciata e non lanciata con le mani. Riprendiamo il viaggio con “sosta fisiologica” in un terrificante wc da dimenticare….non ha neanche la doccetta per il bidet, usata in molti punti di toilette anche modesti! Per fortuna nei dintorni ci sono alcune pagode…

Finalmente, dopo una cinquantina di chilometri percorsi in due ore…., si arriva a Pindaya, un piccolo centro che si specchia nelle acque del laghetto Pone Ta Loke, contornato da giardini dove crescono ficus giganteschi. Il paesaggio è certamente bucolico fatto di terra rossa e morbide colline ma arida per la maggior parte dell’ anno per poi esplodere con un aspetto lussureggiante nelle più importanti zone agricole dello stato, dopo la stagione delle  piogge. Lungo la strada che da Pindaya conduce a Mandalay abbiamo incontrato questo monastero arroccato su una alta collina sul cui fianco si appoggiano 9 statue di Buddah in piedi. Il monastero è raggiungibile salendo una lunga scalinata oppure utilizzando una strettissima strada. Poiché dovevamo percorrere ancora un lungo tratto di strada per arrivare a Mandalay, abbiamo preferito ammirarlo dal basso e scattare alcune fotografie.

L’attrazione di Pindaya è la grotta carsica Shwe Oo Minn,  all’interno della quale, tra stalattiti e stalagmiti, sono conservate circa 9000 statue di Buddah.

Arriviamo in serata e grazie alla nostra,  guida abbiamo la visita dedicata solo al nostro gruppo!

GROTTA DI SHWE OO MIN

E’ un importante luogo di pellegrinaggio per i buddisti birmani e uno spettacolo attraente e insolito per i turisti. La grotta si trova su una collina calcarea nella Birmania centrale, non lontano dal Lago Inle. Si racconta che all’ ingresso della grotta, fin dal III secolo a.C., ci fosse una pagoda e che gli abitanti del posto raccontassero ai pellegrini la leggenda del Ragno Gigante che abitava nella grotta. Un giorno il ragno catturò una principessa locale tenendola prigioniera ma, secondo la leggenda, un Principe armato di arco e frecce uccise il ragno, salvando così la Principessa. Lungo la salita di accesso all’ ingresso, percorso che ci permette di ammirare la vallata sottostante in una serata di plenilunio,  c'è una scultura di un ragno gigante e un Principe che punta il suo arco verso di esso.

La collina contiene tre grotte, solo una delle quali è aperta al pubblico. Questa caverna, lunga circa 150 metri, contiene migliaia di immagini di Buddha in vari stili e di epoche diverse dalla prima dinastia di Konbaung ai giorni nostri. Evitiamo i 500 gradini che portano in cima e con un modernissimo ascensore con pareti di cristallo arriviamo all’ ingresso. Ogni piccolo angolo, a volte angusto, della grotta ospita immagini di Buddha fino al soffitto tra stalattiti e stalagmiti. Nel corso di diversi secoli, migliaia di immagini di Buddha sono state collocate all'interno della grotta e il loro numero, ormai circa 9.000, è in costante aumento. Non si sa con certezza quando le prime immagini furono collocate all'interno della grotta, ma le più antiche con iscrizioni risalgono alla dinastia Konbaung della seconda metà del XVIII secolo. Le immagini del Buddha sono in stili diversi e rappresentano le varie epoche in cui sono state realizzate. Molte sono placcate in oro, altre in legno di teak, marmo, bronzo o altri materiali, alcune molto piccole, altre a grandezza naturale o enormi.

Cena nel ristorante “Greentea” accolti da una scritta dedicata  al nostro tour-operator FRANCOROSSO, diventato stranamente “FRANCOROFFO”, e  da un gruppo di musicisti locali, poi trasferimento all’ Hotel Sanc Tum Inle Resort posto proprio sulla riva del lago Inle.

Altro hotel eccezionale! L’ abbiamo fotografato! Costruito intorno a un imponente edificio circondato da ameni giardini con sentieri ombrosi e costituito da palazzine isolate a due piani. Stanze spaziose con annesso terrazzino.

Domani escursione sul Lago Inle, una delle principali attrazioni del Myanmar.

 

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