Lisa Vitali

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10 Ago 2018

Phu Quoc, questa sconosciuta...

Vietnam
Holiday at the Sea
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Durata del viaggio 8 giorni

Periodo dell'anno aprile

Range di spesa Da 1.000€ a 1.500€

Adatto a Tutti

Se non fosse stato per quell' invito, forse non sarei andata a Phu Quoc, o almeno non in tempi brevi... Con tutto quel che c'è da vedere nel mondo, perchè avrei dovuto scegliere un posto per il quale mi serviva google maps per sapere esattamente dove si trovasse?
Però l' invito è arrivato, in gergo si chiama educational. E' un viaggio di lavoro per agenti di viaggio. Tutti fanno viaggi di lavoro, ma quelli degli agenti di viaggio sono particolarmente divertenti! Lo scopo era farci conoscere questa sconosciuta isola, che fa parte del Vietnam, ma che si trova a soli 8 km dalla Cambogia.
Il viaggio è lungo, davvero lungo.... 11 ore di volo diretto da Milano a Phu Quoc. A me piace volare, ma il confine fra piacere e sopportazione sta sulle 7 ore, dopo un paio di film, e qualche pagina di un libro letto con occhi che implorano riposo... il resto del tempo è solo un inutile tentativo di dormire in un luogo e in una posizione non adatti allo scopo.
All' arrivo, la prima cosa che colpisce è il caldo: si era partiti con un piumino leggero, si arriva che sembra di avere un phon puntato addosso. No ho idea del tasso di umidità! Comunque venendo dal freddo, è sempre una bella sensazione.
Appena usciti dall' aeroporto si iniziano a notare quelle piccole stranezze che caratterizzano il paese, come i fiori freschi infilati nel paraurti dell' auto (pare che porti fortuna!), e la marea di motorini che circolano anarchicamente ovunque, ma che inspiegabilmente escono indenni anche dalle situazioni più caotiche.
Tantissime persone indossano la mascherina che copre naso e bocca , non ho capito il perchè. Posso capirlo in centro a Pechino, ma per circolare a Phu Quoc mi è sembrato un po' eccessivo! Pare che sia per la polvere, e perchè i vietnamiti non amano abbronzarsi, quindi coprono tutto il copribile. Secondo me lo trovano anche un accessorio carino... cioè, non sono mascherine normali, tipo quelle da cantiere....ce ne sono di belline! Sono colorate, con motivi floreali, o addirittura pupazzetti...praticamente un must. A proposito di coprirsi, un' altra stranezza che ho notato è una specie di calza che alcune donne indossano su mani e piedi, e che presumo servano per ripararle dal sole, non certo dal freddo, perchè io in alcuni giorni mi sarei tolta anche la pelle!
Ma a parte questi piccoli particolari che fanno sorridere noi occidentali, ecco la mia personalissima classifica di ciò che più ho apprezzato durante questa settimana.

1. LA FUNIVIA PIU' LUNGA DEL MONDO
Beh, una cosa del genere uno se l' aspetta in montagna, o in qualche paese super moderno, e invece no... sta lì, a collegare l’isola di Phu Quoc a quella di Hon Thom. E' una cosa spettacolare! L' ingresso è un tantino kitch, con le statue dei gladiatori sulle pareti di un finto edificio romano che nulla c' entra con il luogo, ma appena si sale a bordo di questa meraviglia, inaugurata a febbraio di quest' anno, si rimane a bocca aperta.
Il tragitto dura 15 minuti circa, durante i quali praticamente si "vola" su diverse isolette, e ci si incanta a guardare e fotografare il panorama: i piccoli villaggi lungo le coste, le sfumature azzurre del mare, il verde della vegetazione, e le centinaia di barche di pescatori e allevatori di ostriche che popolano il mare, che gli danno vita e colore. Il percorso è lungo quasi 8 km, si viaggia a circa 30 km all'ora, e i piloni più alti misurano fino a 164 metri: ancora mi sto chiedendo come siano riusciti a portare ed installare qualcosa del genere su delle isolette. Arrivati a destinazione si può passare la giornata al mare, a Pineapple Beach, una bella spiaggia con sabbia chiara e d acqua azzurra, e tante palme. Lì è sorto Sunworld, un centro che ha tolto alla spiaggia il suo fascino selvaggio, ma che l' ha resa più comoda per passare una giornata di relax, con ombrelloni e lettini comodissimi, un ristorante dove si può mangiare a buffet e sperimentare vari piatti vietnamiti, docce, e per chi apprezza ci sono pure i giochi gonfiabili sull' acqua, che mi ricordano un po' i percorsi di "Giochi senza Frontiere" di quando ero piccola. Avrei preferito una spiaggia senza nulla, ma ormai tutte queste attrezzature ci sono, e chi desidera un contesto più selvaggio deve allontanarsi un po'.

2. SAO BEACH
Questa bellissima spiaggia si trova nella parte sud-est dell' isola, e non ha nulla da invidiare alle spiagge caraibiche: sabbia bianca, mare cristallino, acqua bassa che invoglia a rimanere in ammollo per ore e ore... (attenzione alle scottature!), e tante palme. Anche qui si hanno a disposizione ombrelloni e lettini, qualche ristorante molto rustico ma dove abbiamo mangiato bene, oltre a toilette e docce che richiedono un po' di spirito di adattamento. Se passeggiate lungo questa lunghissima spiaggia ( e vi consiglio di farlo), dopo aver lasciato la zona più affollata, vi troverete a camminare quasi da soli lungo il più bel tratto di costa di tutta l' isola: l' acqua bassissima dona al mare sfumature che ricordano le Maldive, e le rocce all' estremità della spiaggia assomigliano a quelle granitiche delle Seychelles. Le altalene di corda che si trovano in acqua, o quella legata ad una palma completano il quadro idilliaco.

3. STARFISH BEACH
La spiaggia delle stelle marine. Questa spiaggia si trova nella parte nord-ovest di Phu Quoc, in un contesto completamente naturale e selvaggio, infatti è raggiungibile solo attraverso una strada sterrata.
Qui il mare è popolato da centinaia di piccole stelle marine (grandi circa quanto una mano), di colore rosso, che si trovano vicinissime alla riva. E' impressionante vedere quante sono!
Purtroppo la spiaggia è popolata anche da turisti (non molti per fortuna) che hanno ben poco rispetto della natura e delle sue meraviglie: capita di vederli prendere le stelle marine dall' acqua e portarle sulla battigia per fare le foto, poi lasciarle lì... quindi se vi capita di vedere una stella marina sulla sabbia, difficilmente ci è arrivata da sola....rimettetela in acqua prima che sia troppo tardi.

4. IL MERCATO DI DUONG DONG
Duong Dong è la città principale dell' isola, dove si svolge il mercato locale, frequentato dalla gente del posto che qui va a fare la spesa. Anche se non ci sono souvenir da portare a casa, c'è tantissimo da fotografare! Lungo la strada si vende di tutto: anche verdura e frutta mai vista, come il durian, famoso soprattutto per essere il frutto più puzzolente del mondo, al punto che alcuni paesi lo hanno vietato nei luoghi pubblici. Si trova tantissimo pesce, granchi, molluschi, conservati in bacinelle con acqua e ghiaccio rigorosamente appoggiate in terra, oppure pesce essiccato esposto in contenitori sul bancone, con tanto di carta moschicida lì accanto (non è una bella immagine ma bisogna apprezzare la buona volontà...)
Non manca la carne, esposta a pezzi in piccoli banchetti, dove spesso si trova la venditrice che sonnecchia sdraiata sull' amaca, appesa in mezzo a teste e zampe di animali, in attesa del prossimo cliente.
In oriente non possono mancare prodotti strani, e per noi difficili da identificare, come dei blocchi di una sostanza nera e gelatinosa di ignota utilità. Mi è stato poi spiegato che si tratta di una gelatina fatta con un'alga, che viene utilizzata nei dolci, e che pare abbia tantissime ottime proprietà.
Anche a far la spesa si va in motorino... ma non nel senso che si arriva, si parcheggia, si scende, e si va a fare la spesa... no, col motorino si va praticamente dentro al negozio! Noi pedoni eravamo anche un po' in mezzo, secondo me! E così smog, polvere, schizzi d' acqua di pozzanghere vanno a fare compagnia ai pesci e ai molluschi nelle bacinelle. L' Usl qui non passa.

5. IL NIGHT MARKET
Si trova vicinissimo al mercato diurno, ma questo si svolge la sera. La strada che costeggia il fiume è piena di ristorantini, dove si mangia riso, pesce, verdure, in un ambiente un po' caotico, ma allegro, e decisamente molto informale.
Beh, a dire il vero il primo pensiero che mi è venuto è stato "quello che è nel piatto stasera con molta probabilità è ciò che era in terra stamattina...". Bene.... abbandoniamo questo pensiero e godiamoci la cena! Per dovere di cronaca, il giorno dopo stavamo bene tutti, quindi mangiate tranquillamente. Al limite, andate prima a cena, e la mattina dopo al mercato... così non vengono pensieri su ciò che è nel piatto.
Dopo cena consiglio una passeggiata in questo mercato, non tanto per la cincaglieria prettamente turistica, ma per assaggiare un gelato. E' davvero curioso vedere come fanno a creare il ghiaccio sul momento, tritare la frutta e mischiare questi 2 elementi fino a creare delle sfoglie di gelato, buonissimo, detto da chi l' ha assaggiato. Io invece del gelato ho assaggiato una specie di "panino" dolce, con 2 sfoglie di pane che hanno la consistenza simile a quella delle ostie, con all' interno cocco, uno sciroppo a scelta e degli strani filamenti dolci che venivano creati sul momento impastando quella che potrebbe essere una pasta di zucchero con della farina. Diciamo che era più interessante la novità che il gusto.

6. L'ACQUA CALDA
Proprio così: l' acqua del mare e delle piscine è sempre caldissima!! Talmente calda che sembra di entrare nella vasca da bagno, non si sente quella sensazione di freddo nemmeno quando arriva nella pancia. E così la sera ci si sbizzarriva fra pool party e beach party, sempre a mollo, a tutte le ore. Io adoro l' acqua del mare calda, e questa era come piace a me.

7. I TRAMONTI
Sulla costa occidentale le spiagge non sono belle quanto Sao Beach (che si trova sulla costa orientale), la sabbia è più scura e di conseguenza anche il mare, e chi si limita a rimanere in questa area dell' isola (che è quella con il maggior numero di hotel) potrebbe rimanerne deluso. Dalla costa occidentale però si possono vedere dei tramonti meravigliosi! ! Da fare almeno una volta: stare in riva al mare, sulla sabbia o su un lettino, oppure in piscina con un aperitivo in mano, e godersi in silenzio lo spettacolo.

8. LA CUCINA
Sembrerà strano, ma la cucina vietnamita è buona, a me è piaciuto tutto ciò che ho assaggiato, anche le cose non ben identificate. Apprezzavo particolarmente i brodi. In Italia non berrei mai un brodo caldo al ritorno dalla spiaggia, mentre lì, dove il caldo non mancava, li assaggiavo tutti giorni. Ce ne sono di tutti i tipi: col pesce, col riso, col pollo e chissà con cos' altro.... Durante un pranzo, mentre bevevo un brodino leggermente gelatinoso, con dentro qualcosa che aveva un vago sapore di pesce, ma che non ci assomigliava affatto nell' aspetto, la mia vicina al tavolo mi disse "ma non è che siano vermi?". Aiuto....a guardarli ci assomigliavano veramente tanto! Proprio non avevo considerato questa ipotesi, mentre assistevo alla preparazione del piatto. Mi si è bloccata la digestione e non ho neanche finito il brodo.
In seguito ho poi scoperto che si trattava di anguilla (o un animale simile), tagliata a pezzettini lunghi e stretti , impanata e fritta. Mi sono sentita sollevata, anche se ormai era tardi per finire il brodo.
Ho assaggiato anche l' alga gelatinosa (quella in mostra al mercato) insieme al latte di cocco (non male), uno strano panetto rosa, dolce, che andava mangiato insieme al pollo, e non come dessert (quello non ho proprio capito cosa fosse, e nemmeno mi era piaciuto), e un frutto peloso che all' interno ha una polpa bianca e un po' viscida (abbastanza buono). Tornando ai classici cibi: pesce, verdure, riso, frutti tropicali, sono sempre buonissimi!

9. LE PRIGIONI
Beh, non si può dire che le prigioni siano belle, diciamo piuttosto che sono la dimostrazione concreta di un passato decisamente crudo e violento. Fino a poco più di 40 anni fa, qui venivano rinchiusi i prigionieri di guerra o colpevoli di altri crimini. Non era però solo un luogo di detenzione, anzi qui avveniva ogni genere di tortura. Già le baracche in cui venivano ammassati i prigionieri erano di lamiera, e sotto al sole le temperature all' interno dovevano essere insopportabili, ma le persone devono aver vissuto situazioni che nemmeno riusciamo ad immaginare. Oggi diversi manichini illustrano in maniera molto esplicita scene quotidiane all' interno di queste prigioni. Tanto per citare qualche esempio: chiodi piantati nelle ginocchia per evitare che i prigionieri si muovessero, persone rinchiuse in gabbiette minuscole di filo spinato che impedivano qualsiasi movimento, lasciate per giorni sotto al sole e bagnati con acqua e calce, persone accecate, ustionate, rese sorde, frustate..... non vado oltre.... torturati fino a farli impazzire. Diciamo che questo luogo fa riflettere sulla crudeltà umana e quando lo si lascia rimane un certo amaro in bocca.

10. LE PERLE
Sapete che Phu Quoc è uno dei maggiori produttori di perle? Ci sono diversi allevamenti di ostriche, e da lì si ricavano le perle. Ovviamente ci sono anche tanti negozi in ci vengono venduti gioielli di perle, molto belli e a prezzi decisamente più economici rispetto ai nostri. Qiando però ho saputo che l' ostrica non produce spontaneamente la perla, ma che in pratica è una sua reazione in conseguenza all' introduzione di qualcosa che le provoca fastidio, un po' mi è dispiaciuto.

Quest' isola è ancora poco frequentata dai turisti, soprattutto occidentali, questo la rende più "autentica", nel bene e nel male. Non c'è ancora negli abitanti l' idea che il turista porta soldi, e che questa opportunità deve essere sfruttata, la popolazione è molto accogliente e spontanea. D' altro canto, non c'è ancora nemmeno la cultura della pulizia, quindi purtroppo quando si esce dalle spiagge più frequentate, si trovano sulle coste troppi rifiuti abbandonati, plastica soprattutto, perchè il concetto di raccolta e riciclo è ancora molto lontano.
Ci sono tanti edifici in costruzione al momento, residence, alberghi, sono convinta che fra qualche anno sarà molto diversa, e molto più cementificata. Mi ritengo fortunata ad averla vista adesso, un po' sporca, ma "vera".

Lisa Vitali

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