tripfactor: Carlo Amato

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04 Ott 2018

RODI, tra storia e natura

Grecia Rodi
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Durata del viaggio 8 giorni

Periodo dell'anno settembre

Range di spesa Da 1.500€ a 2.000€

Adatto a Tutti

Rodi, l’ isola magica, l’ isola dei cavalieri famosa fin dall’antichità per il mitico Colosso, una delle sette meraviglie del mondo antico, la più grande del Dodecaneso. La città vecchia, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, è una delle città medievali meglio conservate d’ Europa e al suo interno si incontrano Oriente ed Occidente. Fuori dalle sue mura c’è la parte moderna della capitale che rivela il suo aspetto cosmopolita tra magnifiche spiagge, splendido mare, incredibili scorci cittadini, piatti deliziosi ed una esuberante vita notturna.

Il nostro viaggio sarà dedicato alla visita di Rodi città, un’escursione a Lindos costruita ad anfiteatro e dominata dall’acropoli situata sulla collina che domina la baia ed un’altra escursione nella valle delle farfalle che vengono qui per riprodursi, una sorprendente riserva naturale unica nel suo genere tra ruscelli e piccole cascate.

15 settembre

Dopo la notte passata a Roma come nostra abitudine, partiamo da Fiumicino con un volo Blue Panorama alle 11.30 ed atterriamo all’aeroporto Diagoras di Rodi alle 15.00. Raggiungiamo il nostro Hotel Esperia in posizione centrale perfetta, a piedi si raggiunge comodamente sia la zona nuova che quella storica di Rodi.

Siamo al quarto piano nell’ala più distante dalla strada sottostante che ospita negozi e ristoranti quindi abbastanza rumorosa. Presente anche una bella hall ed una piscina...che certamente non useremo! Sistemati i bagagli ci rechiamo al vicino ufficio turistico che troviamo chiuso…..apre lunedì….allora giriamo un poco nelle strade vicine all’hotel in cerca di un ristorante e ce ne capita uno che ci sembra accattivante in Nikiforou Mandilara il “GYROS ART” attratti anche dalla simpatia del solito personaggio che adesca i clienti! Infatti non abbiamo sbagliato ed il primo approccio con la cucina locale è veramente magnifico!

La cena si prolunga abbastanza e torniamo in hotel per un salutare riposo.

16 settembre

Stamani meta Mandraki. E’ una delle più amate e gettonate tra visitatori e turisti.

Percorrendo il frangiflutti passiamo davanti a tre mulini a vento di epoca medievale, che venivano utilizzati per macinare il grano portato a Rodi dalle navi mercantili.

Il porto ha una storia antichissima, perchè qui attraccavano navi ed imbarcazioni ben 2500 anni fa, ed è qui che, secondo quanto riferiscono storici antichi e leggende, torreggiava l’imponente statua del Colosso di Rodi, una delle sette meraviglie dell’antichità. Dove un tempo posavano i piedi dell’immensa statua, così grande che le navi potevano passaci sotto, oggi sono poste due alte colonne sulla cui cima una statue di cervi (un maschio “Elafos” e una femmina “Elafina”...par condicio), simbolo della città di Rodi, accoglie i naviganti.

Vicino c’ è il Forte S. Nicola costruito intorno al 1400 e rafforzato nel 1460 che è anche un faro. Dopo l'assedio di Rodi nel 1480 il Gran Maestro d'Aubusson aggiunse un bastione attorno alla torre trasformandolo in una fortezza di guardia sul mare. Questa fu la chiave per la difesa della città sia nel primo assedio infruttuoso del 1480 sia nel secondo e conclusivo avvenimento del 1522-23. Notiamo una notevole presenza di gatti e una specie di rifugio per loro con tanto di cartello che invita a lasciare donazioni o cibo.

Ripercorriamo il molo all’indietro dirigendoci verso l’ingresso vicino alla Torre di S. Paolo che porta al fossato medievale. Le fortificazioni della città consistono in una cintura difensiva attorno alla città vecchia composta per lo più da una fortificazione composta da un terrapieno rivestito in pietra con bastioni, fossato, controscarpa e spalto. La parte di fortificazione che si affaccia sul porto è invece costituita da un semplice muraglione merlato, mentre sui moli sono poste torri e forti di difesa. Il fossato è immenso e in parte scavato nella roccia, di una larghezza tra i 30 e i 45 mt con una profondità che varia da 15 a 20 mt ed ospita centinaia di palle di cannone in pietra. L’opera di fortificazione iniziò nel 1312 ma di questo parleremo in seguito. Percorriamo il fossato osservano l’imponete sagoma del Palazzo del Gran Maestro e passando sotto il ponte che conduce alla Porta d’Amboise risaliamo fino alla Porta di S. Antonio arrivando a Piazza Kleovoulou su cui incombe una parete armata di cannoni, incrociamo delle zingare e usciamo dalla Porta d’Amboise e percorrendo la strada esterna raggiungiamo Piazza Eleftherias dove troviamo gente in attesa di una sfilata d’auto. Pare che siano presenti anche Ferrari. L’attesa è lunga, sotto un sole cocente, poi arrivano le auto, qualche Ferrari, qualche Porsche e una Mustang precedute da un corteo di “Vespa” della Piaggio e di “Harley Davidson”. Ci aspettavamo di più! Mah!

Inizia la pavimentazione in un acciottolato detto a “lingua di gatto”, presente in altre città europee mediterranee, che darà molte sofferenze ai nostri piedi! In compenso spesso formano belle decorazioni.

Prima di proseguire qualche notizia sui Cavalieri di Rodi.

Quella dei Cavalieri Ospitalieri, nati come Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, quindi conosciuti come Cavalieri di Cipro, poi come Cavalieri di Rodi e in seguito come Cavalieri di Malta, è una tradizione che inizia come ordine ospedaliero intorno alla prima metà dell’XI sec a Gerusalemme. ”Lo Stato monastico dei Cavalieri di Rodi fu un'entità territoriale sovrana dei Cavalieri Ospitalieri che si insediarono nell'isola di Rodi rimanendovi per 217 anni (1305-1322). Provenivano dalla Palestina e da Cipro, dove non esercitarono il potere temporale: il primo Gran Maestro fu il francese Foulques de Villaret (1305-1319).”

fonte Wikipedia

Proseguendo si arriva a Piazza Symis dove si trovano i resti del Tempio di Afrodite e l’Albergo della Lingua d’Alvernia (Le residenze o alberghi sono i palazzi di rappresentanza delle varie Lingue in cui erano divisi i cavalieri a seconda della loro nazionalità. Furono istituite nel 1319 dal Gran Maestro Elione di Villeneuve ed erano originariamente in numero di 7: Provenza, Alvernia, Francia, Italia, Aragona, Alemagna, Inghilterra-con Scozia e Irlanda). Nel 1462 Castiglia e Portogallo si separarono dalla Lingua d’Aragona e costituirono l’ottava)

Più avanti si trova la piazza Argirokastrou con al centro una fontana composta da una fonte battesimale e da una colonna e su un lato l’Ospedale vecchio fatto costruire intorno alla metà del XIV sec. dal Gran Maestro Roger de Pins, di cui è visibile lo stemma in una lastra incassata nella facciata. Gli ottomani lo utilizzarono come Armeria. Siamo allietati dalla musica di una elegante flautista! Oltrepassato un arco troviamo a sinistra la chiesa di Nostra Signora del Castello e il Museo Archeologico che visiteremo in altri giorni, mentre a destra si apre la via dei Cavalieri (Odòs Ippotòn) una strada lunga 200 metri dove vivevano e lavoravano i Cavalieri. 

Più avanti si trova la piazza Argirokastrou con al centro una fontana composta da una fonte battesimale e da una colonna e su un lato l’Ospedale vecchio fatto costruire intorno alla metà del XIV sec. dal Gran Maestro Roger de Pins, di cui è visibile lo stemma in una lastra incassata nella facciata. Gli ottomani lo utilizzarono come Armeria. Siamo allietati dalla musica di una elegante flautista! Oltrepassato un arco troviamo a sinistra la chiesa di Nostra Signora del Castello e il Museo Archeologico che visiteremo in altri giorni, mentre a destra si apre la via dei Cavalieri (Odòs Ippotòn) una strada lunga 200 metri dove vivevano e lavoravano i Cavalieri. Le alte mura su entrambi i lati sono incorniciate da codici di pietra scolpiti. Sul lato destro troviamo dapprima la residenza dei cavalieri d'Italia, terminata nel 1519. All'interno di un arco carenato, tra le finestre del piano superiore, si notano le armi del Gran Maestro Ilario del Carretto. Proseguendo, sempre sul lato destro, si trova la Residenza dei Cavalieri di Francia. Quindi la chiesa della SS. Trinità che risale ai tempi del Gran Maestro Beranger (1365-1374). Sull'angolo un baldacchino con una statua di Maria. Sopra il portale, sormontato da arco ogivale, stemma dei cavalieri d’Inghilterra e di Francia e stemma papale. Altri stemmi sono sulle facciate delle Residenze.

La via termina con una loggia posta di traverso (XV sec.) che conduceva ai resti della chiesa di S. Giovanni Battista in Collachium, una basilica a tre navate con tetto a capriate e volte innervate da costoloni sul transetto e sull’abside. Edificata nel XIV sec. era la chiesa principale dell’Ordine.

Entriamo nel quartiere turco e vediamo i resti della Scuola Islamica su cui incombe la Torre dell’ Orologio costruita sulle fondamenta di una precedente torre bizantina nel 1852 da un Pascià dell'impero Ottomano. E' il punto più alto della città di Rodi e consente una meravigliosa vista a 360 gradi della città vecchia e delle sue antiche mura. Si raggiunge la cima della torre tramite una stretta e ripida scala a chiocciola, ma la fatica è ampiamente ricompensata dal panorama mozzafiato assolutamente da non perdere. La visiteremo in un altro giorno.

Vicino c’è la Moschea di Solimano il Magnifico detta anche la Moschea Rossa dal colore delle sue pareti venne costruita nel 1522 in onore della vittoria del sultano sui Cavalieri. Restaurata nel 1808 con materiali originali dell'epoca, rimane una delle piu' spettacolari attrattive della citta' con il suo slanciato minareto.

Ci incamminiamo per Odòs Socratus un’ animata via commerciale su cui si affacciano numerosi negozi e la moschea di Mehmet Aga e facciamo una sosta al Socratus Garden, un caffè-giardino appartato pieno di verde e fontane che si trova nella parte superiore della via. Una coppa di ottimo gelato per Bianca ed una banana split per me!

Ecco poi i Bagni Turchi, la Moschea del Sultano Mustafà e quella di Rejab Pasha e risalendo per Via Pitagora si arriva a Piazza Platonos dove sono concentrati tre music bar per i turisti più giovani e dove la moda e la tendenza sembrano di rigore. .

Si prosegue per piazza Ippocrate dove si affaccia l'edificio "Castellania" fatto costruire dal Gran Maestro d’Amboise ai primi del XVI sec noto anche come come Loggia dei Mercanti, restaurato in epoca italiana. Uno scalone conduce ad un ampia terrazza, la finestra è ripartita da una croce decorata con i gigli di Francia. Alla sua sinistra armi del d’Amboise. Nell’architrave della porta d'ingresso un angelo sostiene le armi dell’ordine e del Gran Maestro, a sinistra quelle di Villiers de l’Isle d’Adam. Sul lato meridionale tre doccioni a forma di animale. Oggi la scalinata esterna che conduce al piano superiore è luogo di raduno di turisti che si rilassano osservando la vivace piazza il cui centro è ornato da una piccola fontana di epoca ottomana.

Un'altra piazza importante del quartiere turco è Platia Evreon Marytron, con al una piccola fontana con statue di cavallucci marini in bronzo e circondata da numerosi ristoranti e bar. Nell’ aiuola vicina una stele ricorda l’ eccidio di ebrei nel 1944. Qualche pappagallo sul suo trespolo!

Attraverso la Porta Marina usciamo fuori dal centro antico e ci troviamo sul lungomare con in fondo il molo di Naillac ad est della Porta di San Paolo con la sua Torre costruita tra il 1396 e il 1421 dal Gran Maestro Philibert de Naillac. Era usata come torre di guardia.
Torniamo in albergo e poi dopo un “fish-pedicure” ai piedi di Bianca andiamo a cena nel solito ristorante. Per digerire una passeggiata notturna a Mandraki.

17 settembre

Palazzo del Gran Maestro

L'edificio originale andò distrutto nel terremoto del 1856 e quello che vediamo oggi è una ricostruzione del 1940. Nasce come Fortezza nel XIV secolo per poi essere ricostruito durante l'occupazione italiana e destinato ad accogliere Vittorio Emanuele III e Mussolini ma nessuno di essi si recò mai a Rodi; il restauro, tuttavia, si completò solamente nel 1940, a pochi anni dal Trattato di Parigi. Al suo interno preziosi mosaici dell'isola di Kos abbelliscono le sale che custodiscono magnifici vasi giapponesi, doni dell' Imperatore Hirohito al Duce.

Al suo interno presenta un grande cortile porticato, lastricato con pietre provenienti dall'Odeon di Coo.

Gli interni sono decorati da reperti provenienti soprattutto da Rodi e Coo e da mobilio italiano. Il primo salone ha stalli di coro cinquecenteschi e un mosaico tardo-ellenistico sul pavimento. Simile è il secondo salone.

Nella sala di Laocoonte troneggia una copia dell’omonima scultura, il cui originale (in Vaticano) fu scolpito probabilmente proprio a Rodi. L'attigua Sala della Medusa ha un mosaico ellenico con la testa della gorgone, vasi cinesi e islamici. La seconda sala a volta trasversale, già ufficio del governatore, è pavimentata con un mosaico paleocristiano del V secolo, proveniente da Kos.

La sala più grande è detta "dei Colonnati", dalle due file d'archi poggianti su colonne che ne reggono il soffitto, ciascuno su un diverso capitello antico di spoglio; vi si trovano mosaici paleocristiani del V secolo. Il mosaico più prezioso è forse quello delle Nove Muse, nella sala omonima. Dopo che i turchi ebbero assoggettato l’isola nel 1522, il palazzo fu adibito a prigione, la cappello divenne stalla e la chiesa una moschea. I Cavalieri si trasferirono nella vicina Malta donata loro dall’imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V e da allora furono chiamati Cavalieri di Malta.

Con l’aggiunta di 2 euro si acquista il biglietto per accedere al percorso sulle antiche mura. Orario massacrante: dalle 12.00 alle 15.00….sotto un sole cocente….Poveri noi! 

Nei pressi c’è la torre dell’orologio come detto precedentemente il punto più alto della città di Rodi e consente una meravigliosa vista a 360 gradi della città vecchia e delle sue antiche mura. Si raggiunge la cima della torre tramite una stretta e ripida scala a chiocciola. Nel biglietto d’ingresso è compresa una consumazione presso il bar all’ aperto posto giù all’ ingresso del sito che ospita anche in apposite bacheche una antica macchina di orologio ed un plastico della zona. Da qui si vede benissimo la Moschea del Solimano. Da notare che l’ ultima parte della torre è un poco pendente….

Rinfrancati ci aspetta il faticoso tour delle mura…..circa 1200 mt!

Le fortificazioni consistono in una cintura difensiva attorno alla città vecchia e furono costruite dai Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni ampliando le preesistenti mura bizantine a partire dal 1309, anno in cui essi presero possesso dell'Isola dopo tre anni di azioni militari per conquistare l'isola. Come la maggior parte delle mura difensive furono realizzate con la tecnica della muratura a sacco che consente di disporre di una grande massa capace di resistere al cannone e mura esterne lisce per impedirne la scalata. Il panorama sulla città premia la nostra fatica.

Usciamo dalla Porta Akandia e attraversando un piccolo un parco arriviamo alla chiesa di S. Maria del Borgo, o meglio quello che resta, distrutta probabilmente durante l'assedio del 1522. Ne restano in piedi solo le tre absidi e una cappella laterale sul lato sud. Era una basilica a tre navate di cui quella centrale presentava volte a crociera e tre absidi pentagonali con semicupole. Sono visibili i basamenti delle quattro colonne che la dividevano da quelle laterali.

orniamo sul lungomare ammirando La Porta della Vergine Maria e quella di Arnauld prospicente il Kolona Port e costeggiando il Porto di Mandraki arriviamo alla Moschea Murad Reis del 1522, circondata da un boschetto di eucalipti e palme che ospita tombe di dignitari turchi tutte rivolte rigorosamente ad est. Le varie steli in marmo sono caratterizzate da una pigna per le donne ed un turbante per gli uomini. VI è sepolto Murad Reis comandante della flotta del Saladino. Bianca trova il tutto un po' lugubre come visita….

Nei dintorni c’è il Palazzo del Governo e il monumento dedicato al Colosso di Rodi ed una specie di cassa armonica ma in muratura.

Visitiamo la Cattedrale dell’ Annunciazione che sorge sulle fondamenta della Chiesa di San Giovanni dei Cavalieri che andò completamente distrutta nel 1856 quando il deposito di polvere da sparo ospitato nei sotterranei esplose. Quando fu ricostruita divenne la cattedrale cattolica dell'arcidiocesi di Rodi, ma nel 1947 fu convertita in chiesa greco-ortodossa. Il campanile a forma quadrata ospita 6 campane di cui una, quella più grande, fu donata dalla Marina Militare. La luce del tramonto che penetra dalle finestre produce particolari giochi di luce sui lampadari di cristallo.

Torniamo stanchissimi in hotel….poi a cena. Giornata piena e faticosa!

18 settembre

Anche oggi una giornata faticosa: il giro delle mura fatto esternamente prima però un “caffè greco” al Socratus Garden poi la visita alla chiesa di S. Maria del Castello. 

Originariamente a pianta cruciforme e coperta da cupola risale al XI-XII sec ma è stata fortemente rimaneggiata dai cavalieri e presenta oggi marcati lineamenti gotici. otto il Gran Maestro Hèlion de Villeneuve (1319-1346) fu infatti trasformata in basilica a tre navate con transetto, la cupola e le volte a botte furono sostituite da volte a crociera innervate da costoloni e assunse il ruolo di cattedrale del rito latino. Nella parte occidentale della navata centrale sono ancora visibili affreschi, quelli in migliori condizioni raffigurano S.Lucia che richiama chiaramente la scuola senese del XIV sec. e fu probabilmente eseguito nel 1320 da un artista italiano e Maria col Bambino che combina elementi bizantini e franchi. Vi sono anche esposti dipinti molto interessanti. L’annesso museo di arte bizantina è purtroppo chiuso..

Ripercorriamo la Via dei Cavalieri e passando per la Porta di S. Antonio usciamo attraversando la Porta D’Amboise e immettendoci sulla strada esterna che costeggia le mura.

Inizia la sequenza dei bastioni e delle porte.

BASTIONE DI S. GIORGIO

Di forma pentagonale, è uno degli esempi di trasformazione di una porta in bastione tramite successive modifiche che ebbero luogo fino all'assedio finale del 1522.

TORRE DI SPAGNA E TERRAPIENO DI SPAGNA

Posto nella zona sudovest delle mura a fianco della porta di Sant'Atanasio era affidato ai cavalieri della lingua di Spagna.

PORTA DI S. ATANASIO

Prende il nome dalla chiesa che vi si trova addossata all'interno delle mura. 

D’Aubusson la fece chiudere nel 1501, per questo la porta mostra un minore livello di fortificazione. E’ quella da cui entrò Solimano dopo la caduta della città facendola riaprire per l’occasione e poi facendola murare di nuovo. Sul lato esterno lo stemma di d’Aubusson all’interno lo Stemma dei Savoia e del governatore Alessandro De Bosdari. Attraverso la porta entriamo in città per vedere una piccolissima chiesa, quella di S..Atanasio, diversa da tutte, a una navata stretta e rettangolare con volta a botte. All'interno non c'e' praticamente nulla in termini di panche o sedie ne' di finestre, sembra un bunker; sul fondo si intravede una specie di altare in diagonale con una nicchia in muratura che era in effetti il Mihrab che, all'interno di una moschea o di un edificio, indica la direzione (qibla) della Mecca e un altarino in legno con le solite candele e immagini antiche sacre. Molto interessante nella sua semplicità.

TORRE DELLA VERGINE MARIA

Fatta edificare nel 1441 da Jean de Lastic, le cui armi sono scolpite accanto a quelle dell’ordine sotto un bassorilievo raffigurante la Vergine incassato nel muro esterno, è rinforzata da un bastione provvisto di bocche per l'artiglieria.

PORTA DI ARNALDO

E’ una piccola e doppia porta risalente al 1391 che dà accesso all'ospedale di San Giovanni, oggi Museo Archeologico di Rodi.

TERRAPIENO D’INGHILTERRA

Posto nel lato sud delle mura tra le porte di Sant'Atanasio e di San Giovanni, il terrapieno d'Inghilterra era affidato ai cavalieri della lingua di Inghilterra.

PORTA DI S. GIOVANNI detta anche Porta Rossa

Sopra la porta, accanto a quelle dell'ordine, stemma del d'Aubusson. Era difesa da quattro torri rettangolari e un forte bastione esterno. Una doppia diga sopravanzava le mura su ambo i fianchi della porta.

Attraverso questa porta fecero ingresso le truppe italiane nel 1912. Sulla sinistra una targa, ora rimossa ma il cui incasso è ancora visibile, ricordava l’evento.

BASTIONE DEL CARRETTO

Detto anche Bastione d'Italia fu gravemente danneggiato durante l'assedio del 1480 ed interamente ricostruito tra il 1515 e il 1517 secondo le indicazioni dell'ingegnere militare vicentino Basilio della Scola e dedicato all'allora Gran Maestro. Un massiccio torrione è protetto da un grandioso bastione circolare (15 mt di diam.) su cui è incassato lo stemma di Fabrizio del Carretto.

PORTA DI AKANDIA

Venne aperta nel 1935 dall'amministrazione italiana per collegare il porto commerciale alla zona sudest di Rodi oltre la città medievale.

PORTA DI S. CATERINA

Nota anche come porta dei Mulini, consentiva il passaggio dalla zona commerciale della città ai mulini da grano sul molo del porto.

PORTA MARINA

Costituiva l'accesso principale alla città dal porto. Le sue torri difensive hanno un compito più di rappresentanza che di difesa, visto l'esiguo spazio tra lo specchio d'acqua ed il porto nessun esercito sarebbe mai riuscito a sferrare un attacco da questo lato delle mura.

PORTA DELL’ ARSENALE

Venne costruita nel 14 secolo dal Gran Maestro Juan Fernadez de Heredia come testimonia lo stemma sopra di essa. Nel 1908 l'amministrazione ottomana fece abbattere le due torri laterali per allargare la strada di accesso al porto di Kolona. Oggi grazie al collegamento diretto con la Porta della libertà consente anche il rapido transito degli autoveicoli tra il porto di Kolona e la città nuova.

PORTA DI S. PAOLO

Costruita nella metà del XV secolo consentiva l'accesso sia alla città fortificata che al porto di Kolona. La Porta fu quasi completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale e venne ricostruita assieme alla Porta Marina nel 1951.

PORTA DELLA LIBERTA’

Fu aperta dagli italiani nel 1924 che le assegnarono il nome sentendosi liberatori dell'isola dai turchi. È la porta principale di accesso al porto di Kolona e di collegamento tra i porti di Kolona e Mandraki. Pur essendo moderna è costruita rispettando nelle grandi linee i canoni architettonici delle porte medioevali. La strada che l'attraversa prosegue attraverso la Porta dell'Arsenale.

Lungo il cammino bianca fa amicizia con un gattino!

Per oggi ci basta….Domani escursione a Lindos una suggestiva località lungo la costa est di Rodi situata su una scogliera che vanta una sua propria Acropoli.

LINDOS

19 settembre

Il molo di imbarco si trova prospiciente l’edificio ettagonale Nea Agorà che ospitava quello che un tempo era il mercato del pesce. Sotto i portici che corrono lungo il lato affacciato sul porto ci sono caffè e negozi vari.

Alle 9 ci imbarchiamo sulla motonave ad idrogetti Discovery per recarci a Lindos che raggiungeremo in circa due ore fermandoci per un bagno in questo splendido mare. Occupiamo due posti sul ponte superiore per godere appieno del tragitto. In verità la costa è abbastanza brulla, quasi senza verde, ma il suo aspetto selvaggio ha un certo fascino.

Tappa nelle acque color verde smeraldo della baia di Anthony Quinn, set originale del film “I cannoni di Navarone”del 1961, che venne girato proprio su questa spiaggia che, al termine delle riprese, venne acquistata dal protagonista principale: Anthony Quinn, appunto. Nel 1990 lo stesso attore restituì la spiaggia all’ isola, che però ne ha mantenuto il nome. La baia si adagia tra due crinali ricchi di vegetazione mediterranea. Il verde è finalmente presente! Uno specchio di mare dai colori cangianti in blu, turchese e verde, una piccola spiaggetta di sabbia e ciottoli, alcuni gruppi di rocce e scogli levigati dal vento e dal mare, il tutto incastonato in una cornice naturale di grande effetto scenografico, con le alte colline circostanti verdeggianti di pini e macchia mediterranea. Siamo quasi emozionati, non facciamo un bagno dal nostro soggiorno a Creta del 2011 o meglio ci siamo bagnati a Cuba nel 2017 ma senza entusiasmo in quanto come sulla riviera Romagnola bisognava percorrere qualche centinaio di metri per trovare un poco di mare profondo.

Cambio il costume bagnato e lo stendo al sole ma una folata di vento lo fa volare via lasciando così un mio ricordo in questo splendido mare! Ancora in navigazione verso Lindos dove arriviamo intorno alle 11.30.

Dal mare la vista è spettacolare! Case bianche costruite ad anfiteatro sulle pendici della collina sulla cui cima si staglia l’Acropoli ad un centinaio di mt d’altezza.

Il pendio sale gradualmente da nord a sud ed è intervallato da quattro pianori. Già sul primo prendiamo fiato e godiamo della bella vista panoramica. Il tratto più faticoso è la scalata al Castello dei Cavalieri Gerolosomitani.

Arrivati in cima attraversiamo la porta d’ingresso e già ci sentiamo immersi nell’antichità! Altari, piedistalli,un muro su cui poggiano 26 colonne restaurate tutto rappresenta i resti della stoà” ellenistica. L’ imponente tempio dorico dedicato ad Athena Lindia si innalza sul quarto pianoro e si staglia su un cielo azzurro e terso. Su una pietra vedo due resti fossili.

Davanti a noi si apre un magnifico panorama sui tetti di Lindos e sulla baia di S. Paolo. Piccola caduta sulle vestigia archeologiche….. ma senza conseguenze per me e per l’attrezzatura fotografica, solo sbucciature alle ginocchia e contusione al mignolo destro. Mè andata bene!

Lindos conta 800 abitanti e nel suo centro storico non esistono auto! Per la discesa optiamo per un mezzo congeniale di trasporto nell’ isola: l’asino! Piacevole il percorso ma faccio un piccolo errore, pronuncio la parola greca “PAME” che significa “ANDIAMO e l’ asinello inizia ad accelerare! Per fortuna il suo padrone lo ferma in tempo!

Un tratto lo facciamo a piedi e vediamo la piccola chiesa di S. Giorgio tutta bianca.

La motonave parte alle 14.30 ed abbiamo tutto il tempo per una colazione leggera visto che faremo un’altra sosta per un bagno. Uno sguardo alla Chiesa della Panagia piena di interessanti affreschi e con un bel campanile e poi ci dirigiamo verso verso il molo dove una hostess lava accuratamente i piedi dei viaggiatori per non imbrattare di sabbia i ponti.

Riprendiamo la navigazione e facciamo un’altra sosta alla baia di Anthony Quinn per un secondo bagno. Goduria al massimo! Finalmente ancora sale sulla pelle!

Proseguiamo costeggiando la spiaggia di Tsambika caratterizzata da un larghissimo litorale incastonato tra due imponenti promontori rocciosi e le terme di Kallithea le quali contrariamente a quanto può far supporre il nome, non sono una Spa né un centro termale. La denominazione “terme” deriva dal fatto che nell’antichità qui sgorgavano acque termali, ma al momento non esistono stabilimenti che le sfruttino. Arriviamo a Rodi intorno alle 18.00 pienamente soddisfatti. Non ci resta che una bella doccia e poi a cena. 

Nei pressi del ristorante si trova la chiesa ortodossa di S. Maria Vergine. Questa chiesa ortodossa, anche se in realtà sorta su base precedente cattolica, è praticamente un vangelo dipinto con in più i vari santi più benvoluti dal popolo greco. Recentemente restaurata mostra una ricchezza davvero sorprendente

VALLE DELLE FARFALLE

20 settembre

Escursione alla Valle delle Farfalle.

Unica al mondo, la Valle delle Farfalle deve il suo nome all'enorme numero di farfalle che in estate affollano l'area di Petaloudes, dal significato in greco, appunto, di farfalla, a 27 chilometri da Rodi città e a 5 chilometri a sudest del villaggio di Theologos, nella parte occidentale dell’isola tra ruscelli e cascate.

Questa Valle è tra i luoghi più attraenti dell’isola e permette di camminare fra ruscelli, cascate e una ricca vegetazione. L’enorme numero di farfalle, milioni, è richiamato in estate, soprattutto nel mese di agosto. Appartengono alla specie della “Panaxia quadripunctuaria”, sono prevalentemente notturne e per questo motivo si riposano durante il giorno e grazie all’umidità e alla vegetazione presenti nella zona si accoppiano e sono obbligate ad emigrare due volte l’anno e spesso devono coprire lunghe distanze che richiede tanta energia. Considerando che nel periodo trascorso nella valle non si nutrono, si comprende come la quantità di energia a loro disposizione sia molto limitata, ecco perché ne vedremo tante ferme sugli alberi a riposare. Un opuscolo datoci all’ingresso invita ad evitare ogni sorta di rumore e a parlare a bassa voce per non disturbarle. Un piccolo fiume, chiamato Pelecanos, scorre giù per una valle stretta, che termina con una cascata che cade in una piscina verde. La foresta di zitia, una specie di albero, espelle un’uva aromatica che si dice attiri le farfalle. La valle si estende in una superficie di circa 60 ettari ed è parte dell’area protetta che prende il nome Natura 2000. Partiamo in bus alle 9.30 e dopo un’ora siamo all’ingresso del percorso lungo 1,3 km che conduce in salita, attraverso sentieri e ponticelli, fino al monastero di Panagia Kalopetra ad un’altitudine di 370 mt. Passeggiare lungo la gola verdeggiante tra piccole cascate, stagni e farfalle è piacevole anche se abbastanza stancante.

Ultimi 300 mt e siamo al monastero. Costruito nel 1780 nella stessa posizione di quello originale che risaliva al 13° secolo. Fu fondato da Alexandros Ypsilantis durante il suo esilio a Rodi. Ypsilantis era un principe greco, sovrano della Valacchia e della Moldavia, impegnato in varie guerre contro gli ottomani. La Chiesa è molto semplice a unica navata con 2 cupole dipinte di blu con stelle bianche, le pareti sono semplici, il lampadario placcato oro è unico, le lampade sospese d'argento e i candelabri in bronzo sono molto belli, l'iconostasi è in legno scolpito e belle sono le varie icone e le pitture sparse sui muri. Al centro del piazzale un bellissimo arancio. Da quassù, possiamo godere di una magnifica vista sulla vallata, sulle coste di Rodi e su alcune delle isole del Dodecanneso, così come sulla costa turca. In verità la discesa preferiamo farla con il trenino che collega fino allo stazionamento del bus che in perfetto orario, alle 15.30 ci riporta a Rodi.

Una bella sgroppata! Preferiamo dopo una veloce colazione riposarci un poco in albergo. Riprese le forze andiamo in giro per acquistare i souvenirs da portare in Italia e poi c’ incamminiamo lungo la costa verso la zona a nord della città ovvero la punta estrema dell’isola. Molti gli stabilimenti balneari e molto vento! Un fugace sguardo al Casinò decisamente retrò e poi ci dirigiamo verso l’ Acquario che non visiteremo in quanto mi sono informato e non è per niente interessante. Ne abbiamo visti di migliori! Inizialmente nato come Istituto biologico marino, è un acquario greco, istituito nel 1930 nella città di Rodi, sotto la dominazione del Regno d'Italia, costruito dall'architetto Armando Bernabiti.

Invece siamo curiosi di vedere la scultura dedicata a Diagora il famoso pugile greco del quale ho trovato cenni storici.

Diagora di Rodi era figlio di Damagete. Apparteneva alla nobilissima famiglia degli Eratidai, che occupava un ruolo importante nella vita politica e sociale di Rodi. Era famoso per la formidabile possanza fisica e per il talento atletico, che gli permisero l'eccezionale impresa di vincere in tutti i quattro giochi panellenici, oltre che in numerosi agoni locali.

La sua impresa più famosa fu comunque la vittoria nella gara di pugilato dei giochi olimpici del 464 a.C., a seguito della quale gli fu dedicata la VII olimpiade di Pindaro, venne celebrato come un eroe a Rodi e gli venne eretta una statua ad Olimpia.

Fu un atleta che si arricchì enormemente con la partecipazione e la vittoria di un numero incredibile di competizioni. Nel suo prestigioso curriculum, oltre alle vittorie a Delfi, Corinto, Olimpia e Nemea, figuravano, infatti, premi di molte altre competizioni, tra cui quelle di Atene, Argo, , Tebe, Egina e Megara. Naturalmente, non fu il solo ad approfittare delle possibilità offerte all'epoca. Basterebbe riandare alle tante epigrafi ritrovate o alle fonti letterarie per avere un'idea della dimensione del fenomeno.

Diagora ebbe tre figli maschi, i quali nello stesso giorno vinsero le olimpiadi, uno nel pugilato, uno nel pancrazio ed uno nella lotta. Stando ad Aulo Gellio, la gioia di Diagora per i trionfi dei figli fu tale, che dopo aver ricevuto i loro abbracci morì. Diagora ebbe anche una figlia, Callipatera, celebre per aver trasgredito il divieto di partecipazione femminile ai giochi olimpici: scoperta, fu perdonata in onore del padre, dando origine al regolamento della nudità olimpica.”

FONTE WIKIPEDIA

Sul molo davanti a noi si infrangono le onde. Una turista disattenta fa un bagno inaspettato!

21 settembre

Andiamo e Elli Beach per un bel bagno. Purtroppo non troviamo la sabbia ma tanti, tanti ciottoli! Che sofferenza! Non che amiamo la sabbia ma i ciottoli proprio non li sopportiamo! Nostro malgrado ci adattiamo pur di fare un bel bagno in questo mare che, anche sotto costa, è comunque splendido! Stabilimento attrezzato in modo esemplare!

Ritorno in hotel per una doccia poi una abbondante spuntino e ci rechiamo al Museo Archeologico ospitato nell’ex ospedale dei Cavalieri di S. Giovanni posto all’inizio della Via dei Cavalieri. Eretto nel XV sec ma completato dopo ben 40 anni grazie all’arrivo del Gran Maestro D’Aubusson, è un edificio piuttosto semplice con un grande cortile porticato e si svolge su tre piani. Otto semplici archi sostengono la facciata esterna con un unico elemento centrale che rompe questa rigorosità: un arco gotico decorativo incassato. Nel cortile si trova la statua di un leone con una testa di toro tra le zampe. All'interno dell'edificio vi e' una vasta collezione di epitaffi del periodo post-Classico, Ellenistico, Romano e dei Cavalieri di San Giovanni cosi' come anche un enorme numero di interessanti statue incluse due Kouros e due Afrodite (la piu' piccola delle quali I sec a.C. e' nota come Afrodite di Rodi) ed un'ampia collezione di urne e vasi. Una stele funeraria del V sec raffigura due donne (probabilmente madre e figlia) i cui nomi secondo l’iscrizione riportata sulla pietra erano Krito e Timarista. Ci sono reperti provenienti dalle antiche Ilyssos e Kamiros, sculture dei periodi arcaico, classico, ellenistico e romano, oltre a mosaici dell'età ellenistica della città. Nella grande sala dei pazienti, sono esposte lapidi scolpite di Cavalieri, emblemi cavallereschi e un sarcofago romano usato per la tomba del Gran Maestro Kornegian. Una parte è dedicata alla ricostruzione di una casa medievale.

La cena stasera è anche un commiato dai nostri amici del ristorante: Manolis, Giorgio, Spuros, il proprietario e Marianna coi quali facciamo un breve video. Spuros ci illustra il funzionamento della “Coppa di Pitagora”, chiamata altresì coppa di Tantalo, è un particolare tipo di bicchiere che deve essere riempito con moderazione, ovvero il bicchiere che non consente di bere troppo.

La coppa di Pitagora è un recipiente progettato per contenere una quantità ottimale di liquido. Questo costringe, quindi, le persone a sorseggiare con moderazione e a non alzare troppo il gomito. Se il consumatore è troppo avido e versa la bevanda oltre il limite, infatti, la coppa riversa tutto il suo contenuto all’esterno.

Domani si torna in Italia.

22 settembre

Preparativi per il viaggio ed in attesa del taxi che ci porti all’aeroporto facciamo un bel fish-pedicure in un elegante locale vicino all’hotel. Visto il martirio causato ai miei piedi dai km percorsi sull’acciottolato di Rodi i pesciolini pulitori avranno di che cibarsi!

Corsa in aeroporto ma…...l’ aereo ha un ritardo di tre ore! No comment….

IMPRESSIONI, PURAMENTE PERSONALI, SU RODI

Viaggio voluto soprattutto per visitare la città antica con il centro storico medievale veramente interessante. Lindos e la Valle delle farfalle sono state un’accoppiata vincente. Formulare un giudizio su Rodi mi è difficile...È bella, a tratti molto bella, ma le manca qualcosa per essere bellissima. Snervante la moltitudine di negozi e ristoranti che ti trovi intorno, anche troppi, ma poi ho capito che il caos fa parte di Rodi. Non ho apprezzato la poca cura dell’ambiente urbano come le strade e i marciapiedi maltenuti. Ma il mare limpidissimo e pulito, i panorami mozzafiato hanno riempito in parte queste lacune.

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