Chiara Manzini

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11 Lug 2020

UNICO RUMORE: IL VENTO

Italia Toscana Prato
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Durata del viaggio 1 giorno

Periodo dell'anno dicembre

Range di spesa Da 0€ a 100€

Adatto a Tutti

23 DICEMBRE 2018

E vorrei avere la tomba lassù, in vetta allo Spazzavento, per poter sollevare il capo ogni tanto e sputare nella gora fredda del tramontano”.

Il 19 luglio 1961 una folla commossa e partecipe accompagnò la salma di Malaparte per l’impervio sentiero dello Spazzavento, in cima al quale era stata eretta la sua eterna dimora. Da qui si domina Prato e la valle del Bisenzio, tutti quei luoghi che avevano visto Curzio Malaparte bambino e che tanto spesso lui aveva rievocato e mitizzato nelle sue opere. Si dominano gli oliveti che, agli occhi di Malaparte, rendevano il paese della sua infanzia una terra antica così simile alla Grecia, culla della civiltà.

Chiara, argentea la luna saliva nel cielo, simile a una grande foglia d’olivo. E il cielo era fatto di quella materia sottile, trasparente, di cui è fatto il cielo nei paesi dove regna l’olivo, Italia, Grecia. Io guardavo la luna e pensavo agli oliveti delle Sacca, dove son nato, così chiari contro le foreste di cipressi del Poggio, del Fossino e dello Spazzavento e le nere pinete del Monferrato. Tutta la mia infanzia, la mia età più triste e più felice, era trascorsa in quel paese di olivi presso Prato, di faccia agli oliveti del colle che ha un nome greco, Filettole. Un uomo che non sia nato in un paese di olivi non sa che cos’è una notte chiara, illuminata dalla luna”.

Oggi il cielo presenta una leggera velatura e, mano a mano che saliamo, scende la nebbia. Il telefono squilla: gli amici chiamano per farci gli auguri di Natale e noi rispondiamo descrivendo il bosco di querce e acacie che ci circonda.  Il monte le Coste, comunemente detto Spazzavento, segna il confine tra le valli del Bisenzio a levante e della Bardena a ponente e si congiunge, attraverso il poggio di Cerreto e la Collina, al monte Javello. Le rocce che costituiscono lo Spazzavento appartengono in gran parte a una serie di formazioni geologiche sedimentarie deposte in ambiente marino. La presenza della tomba di Malaparte è diventata così naturale per gli abitanti di qui che invece dire: “andiamo sullo Spazzavento”, dicono “si va da Malaparte”.

L’identificazione del luogo con il personaggio è tanto più facile se si pensa alle affinità tra il carattere controverso e inquieto dello scrittore e la natura affascinante, perché selvaggia e insolita, di questo colle incessantemente agitato dal vento.

Chiara Manzini

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