tripfactor: Carlo Amato

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17 Giu 2019

Uzbekistan-Architettura, arte e storia sulla via della seta.

Uzbekistan
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Durata del viaggio 8 giorni

Periodo dell'anno maggio

Range di spesa

Adatto a Tutti

3a tappa: SHAKHRISABZ

Sogdiana, già importante in epoca achemenide (primo impero siriano). Conquistata da Alessandro Magno nel IV secolo a.C., passò poi sotto il dominio dei turchi. Tra il VII e l'VIII secolo la regione conobbe il dominio degli arabi, per passare  nuovamente sotto il controllo dei turchi nel X secolo. Nel XIII secolo entrò a far parte dell'impero mongolo, prima sotto Genghis Khan e poi sotto Tamerlano e così Samarcanda diverrà uno dei grandi centri dell’ Impero Timuride e dell'Asia Centrale musulmana. Dal XVI secolo, con la dinastia di origine mongola degli Shaybanidi il paese comincia a chiamarsi Uzbekistan e nella seconda metà del secolo la capitale viene spostata a Bukhara. Emergono successivamente due formazioni destinate a durare tra alterne vicende fino alla metà del XIX secolo: il Khanato di Khiva e il Khanato di Bukhara, spesso in conflitto tra loro, e dal Settecento si formerà, più a est, il Khanato di Kokand. La regione fu per tutta l'epoca dell'Impero Safavide (XVI secolo - metà del XVIII secolo) al centro di conflitti sia con i sovrani persiani che, più tardi, con la nascente potenza russa. Nel XIX secolo, l'impero russo cominciò la sua espansione nell'Asia centrale; ma a differenza di altri territori turchi centroasiatici (Kazakistan, Kirghizistan), Khiva e Bukhara non vennero subito annesse, bensì divennero emirati vassalli della Corona Zarista. I canati uzbeki di Bukhara e di Khiva furono fondati nel XVI secolo, seguiti nel XVIII secolo dal canato di Kokand. Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917 seguì una seconda fase dei rapporti con la Russia, con la creazione, dopo varie complesse vicende, l'Uzbekistan entrò a far parte dell'Unione Sovietica. Il 1º settembre 1991 l'Uzbekistan, dichiarò l'indipendenza. Mentre gli stati baltici guidarono la battaglia per l'indipendenza, quelli dell'Asia centrale ne ebbero timore.

9 MAGGIO

Dopo la colazione partiamo e faremo una sosta a SHAKHRISABZ dopo 264 km di percorso. Il paese è costituito per la maggior parte da deserto ma con molte fattorie per coltivazione di cotone nell'ovest ed è ricco di risorse minerarie come petrolio, gas e oro.

Shakhrisabz è una delle città più belle e colorate dell'Uzbekistan e si trova a 80 km a sud di Samarcanda, oltre il valico di Takhta-Karacha. Oggi questa meravigliosa città è più famosa grazie ad Amir Temur (Tamerlano), nato il 9 aprile 1346, nel vicino villaggio di Hodja-Ilgar da un nobile proprietario terriero. Dopo la conquista nel 1380, trasformò Shakhrisabz, il cui nome originario era Kesh, nella sua residenza e ordinò di costruire il palazzo, noto come Ak-Saray (Palazzo bianco). Dl finestrino osservo la steppa e vorrei criticare: la steppa è vuota, la steppa non ha vita, dove sono i cammelli? dove le greggi? Ma no qualcosa c’ è! Qualche cammello lo vedo! Qualche gregge di pecore nere lo vedo! Ma  vedo anche una fila interminabile di casette rurali linde e pulite dal tetto di lamiera, con stalle lunghe e basse, del periodo sovietico. Arriviamo a Shakhrisabz la citta nativa del grande Timur.

Ma chi era Tamerlano?

Timur Barlas o Temur-i lang (Temur, soprannminato "lo zoppo" per una ferita alla gamba destra ricevuta in battaglia insieme ad altre ferite che avevano invalidato l'uso del braccio destro.), italianizzato in Tamerlano, visse per quasi settant'anni, affermandosi come il conquistatore più feroce della storia. Se dobbiamo credere a quanto raccontavano i suoi nemici, il “signore della guerra”, che nel XIV secolo creò un impero che si estendeva dalla Cina fino al cuore dell'Asia Minore, fu proprio il più sanguinario di tutti i tempi. 9 aprile 1346, nel villaggio di Hodja-llgar, Taraguy, Temur non fosse nato dalla famiglia di un nobile proprietario terriero.

Tra le pratiche più ricorrenti c'era la decapitazione di massa. Quando i Tartari annientarono un presidio di crociati a Smirne, sulla costa turca, navi cariche di rinforzi provenienti dall'Europa si presentarono davanti alla costa, gli uomini di Tamerlano indussero i nuovi venuti ad arretrare lanciando loro contro una raffica di teste umane, che erano quelle mozzate dei prigionieri. Dopo aver conquistato la città di Aleppo, in Siria, costruirono piramidi alte cinque metri con il lato di tre, usando le teste di ventimila cittadini. Queste macabre torri dovevano servire da monito per chi non temeva l'ira di Tamerlano. La più grande fu eretta nel 1387 dopo che una ribellione generale a Isfahan (nell'odierno Iran) aveva portato al massacro di tremila soldati dell'esercito di occupazione di Tamerlano. Informato della rivolta, Tamerlano ordinò ai suoi comandanti di raccogliere teste umane, stabilendo quante ciascuno di essi doveva procurare. Alcuni dei soldati erano musulmani come lo stesso Tamerlano, ed erano riluttanti ad uccidere altri musulmani, comprarono perciò da compagni meno scrupolosi le teste che avrebbero dovuto mozzare. Il risultato fu un disgustoso mercato di morte. All'inizio, le teste iraniane venivano vendute a venti dinari ciascuna, alla fine la quota era scesa a mezzo dinaro. Quando ormai sazio di sangue l'esercito se ne andò, settantamila teste erano accatastate attorno alle mura della città. Tamerlano dedicò tutta la sua vita alla guerra.

Il gusto della battaglia era in lui così forte che persino quando tornava a Samarcanda, per celebrare le sue vittorie, preferiva accamparsi fuori dalle mura anziché alloggiare in un lussuoso palazzo. Il 19 gennaio 1405, in procinto di intraprendere una nuova guerra, che avrebbe dovuto portarlo alla conquista della Cina, Tamerlano morì, non in battaglia, ma nel suo letto, vecchio e consumato dalla malattia.

Cosa aggiungere…

Palazzo Ak-Saray Palazzo Ak-Saray

Arriviamo nell’enorme piazza Amir Temur che è veramente splendida. Fu costruita per collegare il complesso Ak-Saray con gli altri monumenti storici. Particolare attenzione fu data alla progettazione del paesaggio con fontane, pergolati, luoghi culturali, che indubbiamente attirano l'attenzione dei visitatori. Nel centro dell’immensa piazza (che un tempo era occupata dall’intero palazzo) sorge una statua del sovrano posta con lo sfondo delle vestigia del  palazzo Ak-Saray. Tamerlano aveva fatto scrivere a caratteri cubitali sul  portale allo scopo di impressionare i visitatori stranieri:

"Se avete dei dubbi sul nostro potere, guardate i nostri edifici"

Oggi questa frase è rivolta ai turisti di tutto il mondo

RICOSTRUZIONE DEL PALAZZO FATTA AL COMPUTER

Necropoli di Darus-Siadat

Il complesso memoriale del Dor-us Siyodat ("repository of power") era destinato all'intera dinastia dei Timuridi e fu fondato dopo la morte prematura del primogenito di Timur, Jakhongir, nel 1376. Dopo la sua morte il suo corpo fu spostato da Samarcanda a Shakrisabz, la patria storica degli antenati. Diversi anni dopo, Timur chiamò i migliori architetti e artigiani di Khorezm e ordinò loro di erigere la tomba del principe, il Mausoleo di Jakhongir . Il cronista della corte di Timur, Sharafiddin Yazdi, scrisse: "Sia sul lato destro che sul lato sinistro della facciata di quell'edificio ordinò che la costruzione di makbarats (tombe funebri) e nuova khazira dovesse essere completata per l'emiro Zade Jahangir e altri discendenti e nobili. "

Dietro il Dorus Siadat c'è un bunker con una porta di legno che conduce alla cripta di Tamerlano, scoperta nel 1943, quando un bambino che giocava a calcio cadde a terra. La stanza è semplice ad eccezione delle citazioni Karaniche sugli archi, che recitano come segue: "La Supremazia appartiene solo ad Allah. Lui è Eterno ", e" Tutto è buono nelle mani di Allah, è onnipotente. "Al centro della stanza c'è il sarcofago di marmo, ricoperto da un'enorme lapide di marmo monolitico, che è spessa 11 centimetri, con 5 anelli di ferro attaccati agli angoli e al centro. Una pietra è stata trovata crittografia relativa alla vita di Amir Timur, quindi si ritiene che la cripta fosse destinata a lui.

MOSCHEA DI KOK GUNBAZ

Fu costruita nel complesso commemorativo nel 1435-1436 ed è la più grande moschea del venerdì di Shakhrisabz costruita da Ulugbek. La costruzione della moschea è coronata da un' enorme cupola ricoperta di piastrelle di ceramica blu che hanno dato il nome alla moschea: Kok Gumbaz significa appunto "cupola blu". Attorno al tamburo della cupola c'è l'iscrizione con piastrelle smaltate bianche: "La sovranità appartiene ad Allah, la ricchezza appartiene ad Allah". Lo spazio interno  è quasi quadrato con  quattro nicchie profonde orientate verso ogni angolo della terra e le pareti coperte di stucchi di ganch e riquadri dipinti con intricati ornamenti in tinte oro e colori accesi che recano elementi floreali, cipressi, palmette e fantasiosi arabeschi.

MOSCHEA KHAZRETI-IMAM Costruzione della fine del XIX sec. tipica dell’ Asia Centrale con una sala di preghiera invernale interna e un talar di ingresso.

E’ presente sul piazzale un albero ultrasecolare che a detta di una targa in marmo è lì dal 1370  mentre  su una targa sempre in marmo è inciso un bel pensiero:

 

“Nei luoghi santi il potere santo protegge,  secolo dopo secolo, gli alberi piantati dai nostri antenati”         

 Islam Karimov

Karimov, Presidente uzbeko, era per metà uzbeko, da parte di padre, e per metà tagiko, da parte di madre. Crebbe in un orfanotrofio statale sovietico e studiò poi ingegneria meccanica a Tashkent. Già membro del Partito Comunista dell'Unione Sovietica, presiedette la repubblica dell'Uzbekistan da quando questa si rese indipendente, nel 1991, sino alla propria morte.

Pranziamo in ristorante e riprendiamo il viaggio verso Samarcanda che dista ancora circa 160 km. Vi arriviamo nel tardo pomeriggio e alloggiamo all’ Hotel Registan, a dir poco favoloso!

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