tripfactor: Carlo Amato

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08 Mar 2020

Uzbekistan-Architettura, arte e storia sulla via della seta-SHAKHRISABZ

Uzbekistan
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Durata del viaggio 8 giorni

Periodo dell'anno maggio

Range di spesa Da 1.500€ a 2.000€

Adatto a Tutti

3a tappa: SHAKHRISABZ

L'attuale Uzbekistan corrisponde in buona parte all'antica provincia persiana di Sogdiana, già importante in epoca achemenide (primo impero siriano). Conquistata da Alessandro Magno nel IV secolo a.C., passò poi sotto il dominio dei turchi. Tra il VII e l'VIII secolo la regione conobbe il dominio degli arabi, per passare  nuovamente sotto il controllo dei turchi nel X secolo. Nel XIII secolo entrò a far parte dell'impero mongolo, prima sotto Genghis Khan e poi sotto Tamerlano e così Samarcanda diverrà uno dei grandi centri dell’ Impero Timuride e dell'Asia Centrale musulmana. Dal XVI secolo, con la dinastia di origine mongola degli Shaybanidi il paese comincia a chiamarsi Uzbekistan e nella seconda metà del secolo la capitale viene spostata a Bukhara. Emergono successivamente due formazioni destinate a durare tra alterne vicende fino alla metà del XIX secolo: il Khanato di Khiva e il Khanato di Bukhara, spesso in conflitto tra loro, e dal Settecento si formerà, più a est, il Khanato di Kokand. La regione fu per tutta l'epoca dell'Impero Safavide (XVI secolo - metà del XVIII secolo) al centro di conflitti sia con i sovrani persiani che, più tardi, con la nascente potenza russa. Nel XIX secolo, l'impero russo cominciò la sua espansione nell'Asia centrale; ma a differenza di altri territori turchi centroasiatici (Kazakistan, Kirghizistan), Khiva e Bukhara non vennero subito annesse, bensì divennero emirati vassalli della Corona Zarista. I canati uzbeki di Bukhara e di Khiva furono fondati nel XVI secolo, seguiti nel XVIII secolo dal canato di Kokand. Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917 seguì una seconda fase dei rapporti con la Russia, con la creazione, dopo varie complesse vicende, l'Uzbekistan entrò a far parte dell'Unione Sovietica. Il 1º settembre 1991 l'Uzbekistan, dichiarò l'indipendenza. Mentre gli stati baltici guidarono la battaglia per l'indipendenza, quelli dell'Asia centrale ne ebbero timore.

9 MAGGIO

SHAKHRISABZ

Dopo la colazione partiamo e faremo una sosta a SHAKHRISABZ dopo 264 km di percorso. Il paese è costituito per la maggior parte da deserto ma con molte fattorie per coltivazione di cotone nell'ovest ed è ricco di risorse minerarie come petrolio, gas e oro.

Shakhrisabz è una delle città più belle e colorate dell'Uzbekistan e si trova a 80 km a sud di Samarcanda, oltre il valico di Takhta-Karacha. Oggi questa meravigliosa città è più famosa grazie ad Amir Temur (Tamerlano), nato il 9 aprile 1346, nel vicino villaggio di Hodja-Ilgar da un nobile proprietario terriero. Dopo la conquista nel 1380, trasformò Shakhrisabz, il cui nome originario era Kesh, nella sua residenza e ordinò di costruire il palazzo, noto come Ak-Saray (Palazzo bianco). Dl finestrino osservo la steppa e vorrei criticare: la steppa è vuota, la steppa non ha vita, dove sono i cammelli? dove le greggi? Ma no qualcosa c’ è! Qualche cammello lo vedo! Qualche gregge di pecore nere lo vedo! Ma  vedo anche una fila interminabile di casette rurali linde e pulite dal tetto di lamiera, con stalle lunghe e basse, del periodo sovietico. Arriviamo a Shakhrisabz la citta nativa del grande Timur.

Ma chi era Tamerlano?

Timur Barlas o Temur-i lang (Temur, soprannominato "lo zoppo" per una ferita alla gamba destra ricevuta in battaglia insieme ad altre ferite che avevano invalidato l'uso del braccio destro.), italianizzato in Tamerlano, visse per quasi settant'anni, affermandosi come il conquistatore più feroce della storia. Se dobbiamo credere a quanto raccontavano i suoi nemici, il “signore della guerra”, che nel XIV secolo creò un impero che si estendeva dalla Cina fino al cuore dell'Asia Minore, fu proprio il più sanguinario di tutti i tempi. Tra le pratiche più ricorrenti c'era la decapitazione di massa…… Il gusto della battaglia era in lui così forte che persino quando tornava a Samarcanda, per celebrare le sue vittorie, preferiva accamparsi fuori dalle mura anziché alloggiare in un lussuoso palazzo. Il 19 gennaio 1405, in procinto di intraprendere una nuova guerra, che avrebbe dovuto portarlo alla conquista della Cina, Tamerlano morì, non in battaglia, ma nel suo letto, vecchio e consumato dalla malattia.

Cosa aggiungere…

Arriviamo nell’ enorme piazza Amir Temur che è veramente splendida. Fu costruita per collegare il complesso Ak-Saray con gli altri monumenti storici. Particolare attenzione fu data alla progettazione del paesaggio con fontane, pergolati, luoghi culturali, che indubbiamente attirano l'attenzione dei visitatori. Nel centro dell’immensa piazza (che un tempo era occupata dall’ intero palazzo) sorge una statua del sovrano posta con lo sfondo delle vestigia del  palazzo Ak-Saray. Tamerlano aveva fatto scrivere a caratteri cubitali sul  portale allo scopo di impressionare i visitatori stranieri:

"Se avete dei dubbi sul nostro potere, guardate i nostri edifici"

Oggi questa frase è rivolta ai turisti di tutto il mondo

PALAZZO AK-SARAY

Shakhrisabz è, soprattutto, associata al palazzo Ak-Saray. Molte leggende incredibili sono legate alla storia della costruzione del palazzo e, secondo una di esse, dopo che i principali lavori di costruzione erano stati completati, Timur cominciò a dire agli artigiani di sbrigarsi e finire il rivestimento decorativo del palazzo ma non vedendo progressi ordinò che l’ architetto l’iraniano Mukhammad Yasuf Tabriz fosse portato davanti a lui, ma questi era scomparso dopo aver appeso una catena al centro dell'arco principale del palazzo. Poiché nessun altro artigiano di pari bravura poteva essere trovato, l'edificio rimase incompiuto. Qualche tempo dopo, tuttavia, riapparve improvvisamente l'architetto e, dopo essersi assicurato che la catena sull'arco d'ingresso si fosse abbassata, quindi le fondamenta si erano ben assestate, fece riprendere i lavori per decorare l'edificio. Quando Timur chiese una spiegazione della sua strana scomparsa e improvvisa ricomparsa, l'architetto rispose: "Non ho osato disobbedire al comando del mio sovrano, ma non potevo portarlo a termine senza una sicurezza di stabilità. In entrambi i casi mi aspettava una punizione severa, dal momento che un edificio così maestoso doveva avere fondamenta ben salde, altrimenti tutte le decorazioni su di esso si sarebbero perse”. Il grande sovrano apprezzò la saggezza e l'intraprendenza dell’ architetto. Sfortunatamente della grandiosa opera sono sopravvissute solo tracce delle sue due torri, alte 65 metri e decorate da mosaici in ceramica, blu, bianca e oro. 

Acquistiamo da un artista locale dei bei acquerelli ed una ricostruzione fatta al computer del probabile aspetto del “palazzo bianco”.

NECROPOLI DI DARUS-SIADAT

Il complesso di Darus-Siadat era destinato all'intera dinastia dei Timuridi e fu fondato dopo la morte prematura del primogenito di Timur, Jehangir, nel 1376. Dopo la sua morte il suo corpo fu spostato da Samarcanda a Shakhrisabz, la patria storica degli antenati. Diversi anni dopo, Timur chiamò i migliori architetti e artigiani di Khorezm e ordinò loro di erigere la tomba del principe, il Mausoleo di Jehangir. Dietro il Darus Siadat c'è una sala sotterranea  con una porta di legno che conduce alla cripta di Tamerlano, scoperta nel 1943.

La stanza è semplice ad eccezione delle citazioni Karaniche sugli archi, che recitano come segue: "La Supremazia appartiene solo ad Allah. Lui è Eterno ", e" Tutto è buono nelle mani di Allah, è onnipotente". Al centro della stanza c'è il sarcofago di marmo, ricoperto da un'enorme lapide sempre di marmo monolitico, che spessa 11 centimetri, con 5 anelli di ferro attaccati agli angoli e al centro. Sulla pietra sono state trovate incisioni calligrafiche che hanno permesso agli archeologi di attribuire la tomba a Tamerlano. In realtà il suo corpo fu poi  trasportato a Samarcanda e sepolto nel mausoleo Gur-e Mir e non nella natale Shahrisabz.

La stanza è semplice ad eccezione delle citazioni Karaniche sugli archi, che recitano come segue: "La Supremazia appartiene solo ad Allah. Lui è Eterno ", e" Tutto è buono nelle mani di Allah, è onnipotente". Al centro della stanza c'è il sarcofago di marmo, ricoperto da un'enorme lapide sempre di marmo monolitico, che spessa 11 centimetri, con 5 anelli di ferro attaccati agli angoli e al centro. Sulla pietra sono state trovate incisioni calligrafiche che hanno permesso agli archeologi di attribuire la tomba a Tamerlano. In realtà il suo corpo fu poi  trasportato a Samarcanda e sepolto nel mausoleo Gur-e Mir e non nella natale Shahrisabz.

MOSCHEA DI KOK GUNBAZ

Fu costruita nel complesso commemorativo nel 1435-1436 ed è la più grande moschea del venerdì di Shakhrisabz costruita da Ulugbek. La costruzione della moschea è coronata da un' enorme cupola ricoperta di piastrelle di ceramica blu che hanno dato il nome alla moschea: Kok Gumbaz significa appunto "cupola blu". Attorno al tamburo della cupola c'è l'iscrizione con piastrelle smaltate bianche: "La sovranità appartiene ad Allah, la ricchezza appartiene ad Allah". Lo spazio interno  è quasi quadrato con  quattro nicchie profonde orientate verso ogni angolo della terra e le pareti coperte di stucchi di ganch e riquadri dipinti con intricati ornamenti in tinte oro e colori accesi che recano elementi floreali, cipressi, palmette e fantasiosi arabeschi.

MOSCHEA KHAZRETI-IMAM

Costruzione della fine del XIX sec. tipica dell’ Asia Centrale con una sala di preghiera invernale interna e un talar di ingresso.

E’ presente sul piazzale un albero ultrasecolare che a detta di una targa in marmo è lì dal 1370  mentre  su una targa sempre in marmo è inciso un bel pensiero:

 

“Nei luoghi santi il potere santo protegge,  secolo dopo secolo, gli alberi piantati dai nostri antenati”         

 Islam Karimov

Karimov, Presidente uzbeko, era per metà uzbeko, da parte di padre, e per metà tagiko, da parte di madre. Crebbe in un orfanotrofio statale sovietico e studiò poi ingegneria meccanica a Tashkent. Già membro del Partito Comunista dell'Unione Sovietica, presiedette la repubblica dell'Uzbekistan da quando questa si rese indipendente, nel 1991, sino alla propria morte.

Pranziamo in ristorante e riprendiamo il viaggio verso Samarcanda che dista ancora circa 160 km. Vi arriviamo nel tardo pomeriggio e alloggiamo all’ Hotel Registan, a dir poco favoloso!

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