tripfactor: Carlo Amato

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22 Dic 2019

MYANMAR - tra pagode, religione e natura-YANGON-2019

Birmania
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Durata del viaggio 8 giorni

Periodo dell'anno dicembre

Range di spesa Da 200€ a 300€

Adatto a

Mingalabar Myanmar!

Cioè “Ciao Birmania!”

Il Myanmar, in passato noto come Birmania, è una nazione del Sudest asiatico con più di 100 gruppi etnici che confina con India, Bangladesh, Cina, Laos e Thailandia. Fino a poco tempo fa la nazione meno conosciuta del Sudest asiatico, per mezzo secolo rimasto fermo in una sorta di abbandono sotto un dispotico governo militare poco visitato ed incompreso. Oggi tutto sta cambiando a seguito di recenti riforme politiche e sociali e visitatori da tutto il mondo vi giungono per scoprire le sue bellezze e la sua storia. Il recente passaggio alla democrazia dato una svolta a questo cambiamento grazie anche alla creazione nel 2015 di un nuovo governo guidato dal Premio Nobel Aung San Suu Kyi.

Il nostro viaggio

ITINERARIO E DISTANZE:

MILANO-DOHA-YANGON  9127 km

YANGON-BAGAN  500 km

BAGAN-MANDALAY-INWA-SAGAING-MINGUN-MANDALAY  280km

MANDALAY-AMARAPURA-PINDAYA-LAGO INLE  150 km

LOIKAW-YANGON  340 km

YANGON-DOHA-MILANO  9127 km

PERCORSI CON ALTRI MEZZI: 150 km

Totale km percorsi: 19.674

YANGON

Il nostro viaggio

8 dicembre

Dopo la notte trascorsa in hotel a Malpensa ci imbarchiamo sul volo della Katar Airways destinazione Doha in Qatar dove faremo scalo per poi volare a Yangon con aereo della stessa compagnia.

(Da notare che la Katar Airways è stata premiata come migliore compagnia area dal 2015 al 2019. L’ aeromobile Airbus 350-1000 che ci ospita costa 366,5 milioni di dollari ed è all’ avanguardia nel trasporto passeggeri. Il servizio di ristorazione a bordo è studiato con attenzione a ogni minimo dettaglio e la presenza di schermo tv interattivo che intrattiene piacevolmente il passeggero.)

Partiamo alle 9.40 ora italiana e dopo lo scalo a Doha atterriamo a Yangon, capitale del Myanmar, il giorno 9 dicembre alle 5.35 ora locale. Incontriamo la nostra guida Zaw Min Oo che ci fa subito una ottima impressione.  Dopo la pratica doganale per l’ ottenimento del visto che costa 50 $, ci rechiamo al nostro albergo il Park Royal, veramente notevole, per sistemare i bagagli e subito iniziamo la nostra avventura a Yangon. Yangon, alias Rangoon, non è più la capitale del paese, che dal 2007 è stata trasferita nell’anonima città di Naypyidaw in posizione geograficamente centrale, ma rimane il punto di partenza e di arrivo di ogni viaggio in Myanmar. La città, vastissima, si estende su 350 kmq e conta 6 milioni di abitanti. Il traffico è caotico e disordinato, con ingorghi e rallentamenti frequenti, malgrado la totale assenza di moto e motorini in quanto  con una trovata geniale, i militari al potere hanno proibito la circolazione dei motoveicoli a Yangon, di fatto limitando moltissimo gli spostamenti delle persone e evitando di conseguenza assembramenti organizzati. A Yangon è anche proibito suonare il clacson, provvedimento questo dalle finalità alquanto misteriose. La città è il centro culturale, artistico e religioso del paese, mentre per l’attività governativa tutto è stato trasferito a Naypyidaw.

PREMESSA

La pagoda (“paya”)

In realtà il termine “paya” vorrebbe dire semplicemente “cosa sacra”. Infatti i birmani lo usano anche per le statue di Buddha, i templi e i luoghi di culto in generale e per una vasta iconografia religiosa che comprende animali e idoli oggetto di venerazione. Per i monasteri invece il termine è “kyaung”. 

Vediamo la Sule Paya, una piccola pagoda situata nel centro di Yangon, conosciuta in birmano come Kyaik Athok Zedi, circondata da strade trafficate, un mercato e edifici di epoca coloniale come l'edificio della corte suprema e il municipio di Yangon. Misura 44 metri di altezza ed è molto venerata perché conserva una reliquia del Buddha. Yangon è l’unico luogo al mondo dove trova una grande pagoda al centro di una rotonda stradale, nel punto dove confluiscono Maha Bandoola road e Sule Pagoda road. Indubbiamente una soluzione urbanistica unica al mondo. La pagoda ha pianta ottagonale (particolare architettonico raro) e si trova nella zona sud della città, vicino alla confluenza dello Yangon River con il Bago River. Oltre al suo significato come punto di riferimento e luogo di incontro, forse la sua funzione più banale è come il punto da cui vengono misurati tutti gli indirizzi a nord.

Ci dirigiamo verso il monumento che celebra l’indipendenza della Birmania, ottenuta nel 1948 e poi ci incamminiamo verso il centro  incrociando botteghe, venditori ambulanti e vari street foods.  Dire che Yangon è un gigantesco mercato all’ aperto è la descrizione precisa.

EDIFICI DI EPOCA COLONIALE                                                                                                       

Di tutte le città del sud est asiatico, Yangon ha il più alto numero di edifici dell'era coloniale. Centinaia di strutture della fine del XIX secolo rimangono su un'area di diverse miglia quadrate nel centro della città. Nel 1852 gli inglesi presero gran parte della Birmania tra cui Yangon che divenne capitale dello stato e costruirono un gran numero di grandi, imponenti, maestosi edifici. Dopo che il governo birmano trasferì la capitale a Naypyidaw nel 2005, molti edifici dell'era coloniale furono abbandonati e ora sono in cattivo stato di conservazione. Al fine di proteggere i rimanenti edifici storici di Yangon, il governo birmano ha istituito la “Lista del patrimonio della città di Yangon” che contiene un gran numero di edifici storici, principalmente scuole ed edifici governativi dell'era coloniale britannica, nonché templi e pagode che non possono essere demoliti o modificati senza approvazione. Recentemente è stata istituita una moratoria che proibisce la demolizione di tutti gli edifici di età superiore ai 50 anni.

Ora una visita molto interessante:

PAGODA CHAUK HTAY GYI 

Oggi inizia il rito dei “piedi scalzi” ma proprio “scalzi”….ovvero anche senza i calzini per accedere alle pagode!

La Pagoda Chauk Htat Gyi di Yangon è nota per l’  enorme statua di Buddha sdraiato lunga 65 metri. L'immagine altamente venerata è ospitata in un grande capannone, dal design molto discutibile, a nord del lago Kandawgyi. L'impressionante immagine di Chauk Htat Gyi Buddha lunga 65 m, alta 16, con un viso di 7, 3 m per 2,7 m di naso e 50 cm di occhi. Il braccio destro del Buddha sostiene la parte posteriore della testa. Ha un viso delicato con tratti vagamente femminili e decorato con colori molto espressivi, faccia bianca, labbra rosse, ombretto blu, ciglia lunghe 33cm, tunica dorata e unghie rosse.

Le piante dei piedi contengono 108 segmenti nei colori rosso e oro che mostrano immagini che rappresentano i 108 lakshanas, ovvero segni di buon auspicio del Buddha.

Vicino c'è un monumento con santuari, uno per ciascuno degli otto giorni della settimana in astrologia asiatica (il mercoledì è diviso in due giorni) dove i locali pregano l’ immagine appartenente al giorno della loro nascita.

Comunque, per vostra utilità, ecco l’elenco dei giorni della settimana, con i simboli associati:

Lunedì (Luna, tigre)

Martedì (Marte, leone).

Mercoledì mattina (Mercurio, elefante con le zanne)

Mercoledì pomeriggio (luna crescente, elefante senza zanne)

Giovedì (Giove, ratto)

Venerdì (Venere, porcellino d’India)

Sabato (Saturno, serpente o naga)

Domenica (Sole, garuda, il mitico uccello-monte

Alcune targhe incise in inglese e birmano contengono informazioni sul buddismo e sugli insegnamenti del Buddha. E’ presente anche un dipinto murale di Buddha e una fila dei suoi seguaci che sembrano uscire dal dipinto.

Chiromanti e indovini si affollano all’ingresso del capannone, cercando clienti a cui predire il futuro.

Pranzo in ristorante ed ora ci aspetta la meraviglia delle meraviglie:

PAGODA SHWEDAGON: IL CAPOLAVORO DEL BUDDHISMO

Il gioiello più grande del mondo

Shwedagon è per quasi tutti la prima meraviglia che gli occhi del visitatore ammirano al loro arrivo a Yangon. Situata a ovest del Royal Lake, sulla collina Singuttara di 114 acri a Yangon, la Pagoda Shwedagon è il sito buddista più sacro e impressionante per il popolo  del Myanmar e quando si parla della pagoda ci si riferisce in realtà a un grande complesso architettonico, all’interno del quale ci si perde tra decine di pagode più piccole, statue di Buddha e templi che riflettono l'era architettonica che copre quasi 2.500 anni. La pagoda di Shwedagon è al centro delle attività religiose e della comunità: il trambusto di devoti e monaci che lavano le statue, offrono fiori, adorano e meditano.  Da un umile inizio di 8,2 metri oggi si erge per circa 110 metri, ricoperta d'oro con un peso stimato in  venti tonnellate del metallo prezioso.e la parte superiore dello stupa è tempestata di 4531 diamanti, il più grande dei quali è di 72 carati.

Tutta la struttura si caratterizza per l’opulenza e la ricchezza di dettagli, che testimoniano perfettamente lo stile architettonico e artistico della cultura birmana. Ma la Pagoda Shwedagon è anche e soprattutto spiritualità e fede. Al suo interno sarebbero conservati otto capelli del Buddha, e ogni fedele dovrebbe compiere un pellegrinaggio qui almeno una volta nella vita.

LA SUA STORIA

Secondo la leggenda, circa 2,500 anni fa, due fratelli mercanti – Tapussa e Ballika – incontrarono il Buddha durante un viaggio in India. L’Illuminato diede otto dei suoi capelli e disse loro di custodirli all’interno di un tempio situato ad Okkalapa (odierna Yangon) alla sommità di Singuttura Hill, nello stesso luogo in cui erano custodite le reliquie delle sue tre precedenti reincarnazioni. Rientrati a Okkalapa, come indicato dal Buddha, il sovrano locale fece costruire una pagoda – stupa – alla sommità di Singuttura Hill per custodire le preziose reliquie.

Tuttavia, gli storici ritengono che la pagoda originaria sia stata edificata dalla civiltà Mon in un periodo compreso dal VI al IX secolo d.C.

A causa dei frequenti e violenti terremoti, la pagoda è stata ricostruita ed ampliata varie volte nel corso del secoli.

Ingressi principali

L’accesso al complesso è garantito da quattro ingressi principali posti in corrispondenza dei punti cardinali. Entriamo da quello posto a Nord servendoci di un ascensore panoramico. Ad ogni ingresso sono presenti due enormi statue raffiguranti il Cinthe, figura mitologica con il corpo di un leone e la testa di un drago, posti a guardia del complesso. Il percorso che conduce alla terrazza centrale è caratterizzato da un porticato di dimensioni monumentali (Zaungdan), servito da scale mobili ed ascensori (ad eccezione dell’ingresso orientale), decorato con dipinti raffiguranti scene dei Jataka.

Terrazza centrale

L’area centrale della Pagoda Shwedagon è caratterizzato da una enorme terrazza che comprende le strutture principali del complesso oltre a svariati padiglioni in tipico stile birmano (Tazaung). Il settore in cui sorge lo stupa principale è delimitato da 64 stupa minori.Lo stupa presenta un imponente basamento a sezione ottagonale, attorno al quale, in corrispondenza di ogni vertice, c’è un santuario con un immagine del Buddha. Un santuario per ogni giorno della settimana buddhista (il Mercoledì e suddiviso in due, mattina e sera. Per maggiori info vedi i giorni della settimana nel Buddhismo). Ogni giorno, centinaia di fedeli si recano alla Pagoda Shwedagon e pregano nel santuario corrispondente al proprio giorno di nascita.

Rivestimento della pagoda

Il rivestimento con fogli d’oro della pagoda principale ebbe inizio nel corso del XV secolo. In particolare, la regina Shinsawbu decise di applicare una quantita d’oro pari al proprio peso corporeo (circa 40kg). Successivamente, suo figlio Dhammazedi decise di seguire l’esempio della madre ma offrendo una quantita d’oro pari a quattro volte il peso proprio peso corporeo e della moglie…

La Pagoda Shwedagon rappresenta  un patrimonio unico del Myanmar raggruppando architettura, scultura e arte. il monumento più importante di Yangon e il luogo di pellegrinaggio più sacro per i buddhisti del Myanmar. È chiaramente una delle meraviglie del mondo religioso ed è visibile da tutta la città anche di notte. 

Il primo giorno si conclude con cena “esuberante  e fantastica” nell’ Hotel Park Royal, comprensiva di pesce scelto al momento e cucinato alla griglia. Domani saremo a Bagan.

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